La Basilica apre le porte ai reclusi con nuove opportunità di lavoro

Un accordo di collaborazione basato su tre punti: offerte di lavoro in Basilica per i reclusi ammessi a svolgere attività professionali all’esterno, in base alle mansioni disponibili. Visite guidate garantite al personale del carcere e ai detenuti autorizzati, e incontri organizzati nella Casa circondariale veneziana – per i ristretti – tenuti da collaboratori della Procuratoria, tra proiezioni e illustrazioni delle opere d’arte. È ciò che sta alla base del protocollo d’intesa fra Procuratoria e Santa Maria Maggiore, sottoscritto mercoledì, a Sant’Apollonia, alla presenza del Patriarca Francesco, del vicario del Prefetto, Piera Bumma, della presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano e delle sigle sindacali. «Vogliamo attuare i valori costituzionali, che riconoscono piena dignità anche alle persone recluse e che chiamano il Paese intero ad essere solidale nel favorire il loro reinserimento sociale – le parole del primo procuratore, l’avvocato Bruno Barel, specificando come la proposta sia aperta anche alle carceri femminili, nel caso in cui fossero interessate ad aderirvi, e a tutte le persone fragili –. Offriremo posti di lavoro tra i restauratori, gli operai, i carpentieri e la guardiania. Le opportunità d’impiego che abbiamo sono varie, tutto dipenderà dall’attitudine delle persone: vanno rispettati infatti la loro storia e i loro desideri».
Iniziato il restauro dell’opera The Migrant Child di Banksy


Un telo bianco da alcuni giorni copre le impalcature a sbalzo sull’acqua allestite all’altezza dell’opera. Sono cominciati da alcuni giorni, dopo aver ottenuto il via libera della Soprintendenza dei Beni Culturali, i lavori di restauro conservativo di “The Migrant Child” di Banksy, la famosa opera presente sulla facciata di Palazzo San Pantalon a Venezia, storico edificio che si affaccia su Rio Novo. Il progetto di restauro e messa in sicurezza dell’opera, finanziato da Banca Ifis, proprietaria del palazzo, riguarderanno anche l’intero rinnovamento dell’immobile. Dopo una prima fase propedeutica, da una quindicina di giorni sono stati montati i ponteggi. Il restauro dell’opera sarà curato nello specifico da Federico Borgogni, restauratore già noto per aver completato con successo la preservazione di altri progetti realizzati da Banksy. Per prima cosa l’opera verrà messa in sicurezza, dopodiché verso metà luglio prenderanno il via i lavori di riqualificazione di Palazzo San Pantalon. L’edificio sarà oggetto di un intervento di rinnovamento che Banca Ifis, in collaborazione con la soprintendenza del Ministero della Cultura, ha affidato a Zaha Hadid Architects, da quasi 50 anni uno degli studi di architettura più innovativi al mondo che coniuga soluzioni architettoniche innovative con materiali ecologicamente validi. Il progetto inoltre vede anche il supporto di Th&Ma Architettura, dell’ing. Davide Sabbadin e dell’ing. Alessandro Gasparini.
Cup in carcere: aumenta il numero degli operatori assunti

Ventimila telefonate da quando il servizio, sei mesi fa, è stato attivato nella Casa circondariale di Santa Maria Maggiore; 5.500 al mese e 300 al giorno, gestite in due turni giornalieri di quattro ore ciascuno. Sono i numeri del sistema di prenotazioni Cup dell’Ulss 3 Serenissima che oggi può contare su 3 assunzioni in più rispetto alle 6 iniziali, arrivando a coinvolgere 9 ristretti selezionati tra i circa 270 detenuti della struttura veneziana. Tutti italiani, fra i 25 e i 45 anni, molti di loro laureati e con competenze informatiche utili a condurre la propria mansione. Lavoratori con regolare contratto, retribuiti, che via via vengono inquadrati a tempo indeterminato. E uno di loro è stato promosso, ritrovandosi a portare avanti la propria mansione all’esterno, all’ospedale all’Angelo. Il bilancio di questi primi mesi è stato fatto lunedì, nella giornata dedicata a San Basilide, protettore della polizia penitenziaria, annunciando una novità: l’inaugurazione di una seconda stanza, sempre all’interno del carcere e benedetta dal Patriarca Francesco, a potenziamento del servizio.
Arriva Patti Smith: per una notte Piazza San Marco è rock


C’è grande attesa per il concerto di Patti Smith, che si esibirà nella suggestiva cornice di Piazza San Marco a Venezia lunedì 7 nell’ambito della XII edizione del Festival della Bellezza, che quest’anno ha come tema “La Meraviglia”. Il concerto, promosso tra i Grandi Eventi dalla Regione Veneto in collaborazione con il Comune di Venezia e Vela spa, è organizzato dall’associazione Idem con l’ideazione e la direzione artistica di Alcide Marchioro. In un’atmosfera suggestiva, nella formazione live Patti Smith Quartet, la carismatica cantautrice americana, nell’unica data estiva in Italia, presenterà i suoi brani più noti, canzoni che hanno caratterizzato il rock e influenzato l’immaginario artistico e poetico di diverse generazioni. L’estate musicale in Piazza San Marco è stata inaugurata giovedì 3 con la musica elettronica dell’artista Jean-Michel Jarre, con un viaggio tra note, luci e vibrazioni elettroniche, a cui seguirà lo spettacolo di teatro musicale “Casanova Opera Pop” di domani sera, sabato 5, kolossal di teatro musicale ideato, composto e prodotto da Red Canzian nell’anniversario dei 300 anni dalla nascita del libertino e avventuriero veneziano. Con l’atteso concerto di Patti Smith di lunedì San Marco è pronta ad accendersi con il calore e la passione della musica di un’artista che ha segnato diverse generazioni. Sarà un percorso musicale attraverso i suoi album più importanti, dove si mescolano influenze rock e testi poetici, con brani come la famosa “Because the Night”, scritta con Bruce Springsteen, e altri brani iconici quali “Dancing Barefoot” e “People Have the Power”.
Il ritorno del paliotto: arte sacra che rinasce a Malamocco

L’opera, decorata con scene sacre scolpite con straordinaria finezza, per secoli ha rappresentato il cuore liturgico della comunità, prima di essere rimossa per motivi conservativi.
Ora, grazie a un lavoro congiunto tra istituzioni, restauratori e sostenitori privati, il paliotto sarà reintegrato come elemento centrale del nuovo altare maggiore. Non si tratta solo di un recupero artistico, ma di un gesto di profondo significato ecclesiale e culturale.
Come spiega don Gianmatteo Caputo, responsabile per la tutela dei beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Venezia, «la scelta di valorizzarla come altare è perché questi preziosi manufatti derivano dagli antependi, che decoravano la parte frontale degli altari. Con il tempo, la loro preziosità spinse a collocarli sopra l’altare, dove, in epoca preconciliare, diventavano anche oggetto di meditazione. Oggi, reinserirla come parte strutturale dell’altare ha una duplice funzione: ne consente la fruizione artistica e liturgica, e la pone al centro dell’assemblea che celebra, riconoscendo nell’altare il segno della presenza di Cristo, altare, offerta e sacerdote».
Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno fondamentale di Save Venice e al supporto tecnico dell’Università Internazionale di Scienze della Vita (UNISVE), che hanno collaborato per garantire una struttura idonea alla conservazione dell’opera e alla celebrazione liturgica, in linea con le indicazioni del Concilio Vaticano II.
Una voce amica ogni sera con la Linea della Misericordia

Venezia – Dal mese di maggio, ogni sera dalle 20 alle 23, l’Arciconfraternita della Misericordia di Venezia ha attivato un nuovo servizio telefonico gratuito, pensato per offrire ascolto e compagnia a chiunque ne senta il bisogno.
Il progetto si chiama “Linea Amica, Ascolto e Compagnia” e si rivolge non solo agli anziani, ma a persone di tutte le età: giovani, adulti, studenti, lavoratori, genitori soli o semplicemente cittadini che desiderano parlare con qualcuno.
Una volontaria, scelta con cura dal consiglio dell’Arciconfraternita con il supporto di un medico psicoterapeuta, risponde in forma completamente anonima al numero 393 7086786, offrendo uno spazio di dialogo libero, empatico, non terapeutico, ma profondamente umano.
«Abbiamo pensato che la cosa più semplice, una voce, potesse diventare anche la più importante», afferma Giuseppe Mazzariol, responsabile dell’Arciconfraternita. «Vogliamo essere presenti per chi ha bisogno di sentirsi accolto, senza dover spiegare troppo, senza dover giustificare nulla».
A Venezia è arrivata Megaflora

In laguna è approdata “Megaflora”. Fino al 28 settembre, il giardino del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue ospita la scultura dell’artista britannica Alice Channer. Realizzata con una colata di sabbia di alluminio brillante a partire da una scansione 3D, l’opera nasce dalla manipolazione digitale di un elemento vegetale comune e finisce per trasformarsi in un ibrido metallico. Esposta per la prima volta en plein air, dopo il successo alla Summer Exhibition 2022 della Royal Academy di Londra, “Megaflora” si misura con il contesto lagunare e si presenta come un punto di contatto tra le collezioni scientifiche del museo e l’immaginario artistico contemporaneo. «Nella sua collocazione tra fossili, minerali, collezioni botaniche e zoologiche, l’opera dialoga con un sapere enciclopedico incentrato sul mondo naturale», evidenzia il direttore del museo Luca Mizzan, «innesca una riflessione sulla trasformazione della materia, sulla preservazione del vivente e sul ruolo dell’immaginazione artistica in un’epoca segnata dalla crisi ecologica e dal predominio tecnologico».
Torna in laguna Titizé: lo spettacolo onirico ispirato a Venezia


Clowneria, danza, musica e teatro acrobatico si muovono all’unisono, come in un sogno, sulle onde e nei ritmi di Venezia. A meno di un anno dal debutto e dopo il successo internazionale, “Titizé – A Venetian Dream”, lo spettacolo ufficiale della Città di Venezia, con cui Daniele Finzi Pasca ha reinventato la commedia dell’arte, torna dal 9 luglio al Teatro Goldoni di Venezia, dove rimarrà in cartellone per tutta l’estate fino al 21 settembre, ogni sera dal mercoledì alla domenica alle ore 19.00 (con una breve pausa dal 4 al 19 agosto). Dopo aver affascinato oltre 16.000 spettatori al Théâtre Le 13ème Art di Parigi nella scorsa primavera, lo spettacolo ha registrato il tutto esaurito anche al Teatro Donizetti di Bergamo e al Grand Théâtre de la Coursive de La Rochelle. Con più di 50.000 presenze complessive, “Titizé” si conferma un’esperienza scenica capace di coinvolgere pubblici eterogenei, fondendo acrobazia, poesia visiva e immaginario veneziano in una narrazione dal respiro universale. Co-prodotto dal Teatro Stabile del Veneto con la Compagnia Finzi Pasca e in partnership con la Compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo, la rappresentazione ha fatto tappa anche agli Arcimboldi di Milano e al Campania Teatro Festival di Napoli e si prepara ora al ritorno a casa, sul palcoscenico dove è nata. Lo spettacolo, che quest’anno si arricchisce di nuovi quadri, è stato pensato e fortemente voluto dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale come progetto di rilancio internazionale del palcoscenico del Teatro Goldoni, il più antico tra i teatri moderni a Venezia e in Italia, che vanta 400 anni di attività, confermandosi piazza teatrale di innovazione e produzione in linea con i grandi teatri europei. Un luogo in cui la tradizione e l’innovazione veneziana della commedia dell’arte e del teatro di prosa si trasformano in una produzione teatrale dedicata a un pubblico italiano e internazionale di tutte le età, grazie all’utilizzo del linguaggio universale. La scorsa stagione “Titizé” aveva superato ogni aspettativa coinvolgendo il pubblico veneto, nazionale e internazionale di Venezia: oltre all’Italia, sono stati più di 25 i Paesi rappresentati con spettatori stranieri in prevalenza da Svizzera, Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Austria, Australia e Olanda.
«Dottore, i bambini possono viaggiare?»

I bambini possono viaggiare? Posta così sembra una domanda senza senso : «Perché no?», vien da rispondere. Tutti ci ricordiamo i viaggi per andare “in villeggiatura”. Si carica la macchina e si parte per il mare, vicino, o la montagna, lontanissima. Andare in colonia non era un viaggio, era un’avventura perché si andava da soli!
Ma ora contestualizziamo la domanda. Ho i due genitori dall’altra parte della scrivania, con un lattantino in braccio che, beatamente, se ne frega degli adulti e pensa ai fatti suoi, quando arriva il fatidico quesito. E preciso che ormai è una domanda ricorrente e queste poche righe sono il ricordo della prima volta. «Dottore, i bambini possono viaggiare?». Io ho studiato pediatria, ho fatto il papà, ma non ho studiato da agenzia viaggi. Va bene, dice la solita vocina, andiamo per gradi e non siamo frettolosi: «Quando vorreste partire e dove vorreste andare?». Spero in una risposta tipo: «Dai nonni a Verona». O «Abbiamo una casa in montagna…». Illusioni.
A World of Potential: mostra permanente Procuratie Vecchie di Venezia

A World of Potential: ad ingresso libero per tutti!
Sei a Venezia e cerchi idee per mostre in corso o musei aperti oggi? Se sei in zona San Marco potresti visitare alle Procuratie Vecchie “A World of Potential” un percorso interattivo che ci conduce alla scoperta dei nostri punti di forza per scoprire come insieme possiamo fare la differenza. Il percorso di A World of Potential è unico nel suo genere. Accoglie i visitatori per far sì che ognuno possa esplorare il proprio potenziale e scoprire come avere un impatto concreto e positivo sulla società. Si trova all’interno della Casa di The Human Safety Net, al terzo piano delle Procuratie, in piazza San Marco a Venezia, restaurate dal Premio Pritzker 2023 David Chipperfield e aperte al pubblico per la prima volta in 500 anni di storia.
La Casa di The Human Safety Net, che per celebrare i tre anni dall’inaugurazione ha deciso di aprire i suoi spazi ad ingresso libero con donazione volontaria, è il luogo in cui le persone possono entrare in contatto con i valori e la missione di The Human Safety Net, il movimento di persone che aiutano persone nato per liberare il potenziale di coloro che vivono in condizioni di vulnerabilità affinché possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e comunità. Attivo in 25 Paesi del mondo, in collaborazione con 85 ONG, questo movimento lavora a supporto di famiglie vulnerabili con bambini piccoli fino a 6 anni e dell’inclusione dei rifugiati, nei Paesi di accoglienza, attraverso il lavoro e l’imprenditorialità. «Siamo un movimento di persone che aiutano altre persone. Crediamo nel potenziale e nel diritto di tutti di poterlo esprimere per migliorare le proprie condizioni di vita» spiega Alexia Boro, direttrice della Casa di The Human Safety Net, sottolineando come ognuno possa fare la differenza per cambiare anche una sola vita.