La Maddalena: simbolo di rinascita spirituale e personale


L’abito è più di ciò che indossiamo: è un simbolo che racconta chi siamo, che mette in relazione l’identità con l’apparenza, l’essenza con la forma. Ma per esprimerci davvero, non dobbiamo aderire a un modello già esistente: possiamo reinventarci. Lo insegna Maria Maddalena, che nei secoli ha abitato mille corpi e mille forme diverse, diventando il simbolo di questa metamorfosi. È proprio la dimensione poliedrica di questa figura il tema centrale della serata, organizzata in occasione della conclusione dell’anno accademico dalla Pastorale Universitaria del Patriarcato di Venezia, di cui è direttore don Gilberto Sabbadin. L’evento, intitolato “L’abito non è la Maddalena”, è stato ideato dalle giovani menti creative di Daedalus- Labirinto Domus Civica, in collaborazione con la sartoria Banco Lotto N.10, e si è tenuto nello splendido convento di San Francesco della Vigna nella serata di mercoledì 21.
L’astronauta Paolo Nespoli: «Il mio sguardo sulla Terra senza confini»


Dalla contemplazione della Terra dall’alto al desiderio di mangiare una pizza. È con questa dicotomia, tra l’aulico e il prosaico, che si è raccontato l’astronauta Paolo Nespoli, intervenuto oggi, venerdì 23, nel convegno “Foresta a Venezia” tenutosi alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia in occasione della piantumazione nel giardino della Scuola dell’Olivo del Crisma. Si tratta del primo passo di una serie di piantumazioni di alberi estinti o in via d’estinzione che si terranno in città grazie al progetto avviato dalla Fattoria Sociale Casa di Anna, fondata dalla famiglia Pellegrini a Zelarino per l’inclusione lavorativa di disabili e persone fragili, e possibile grazie all’impegno dell’associazione nazionale “Patriarchi della Natura”. Proprio in questa circostanza si è svolto il convegno promosso dal Comitato Foresta a Venezia, presieduto dall’architetto Laura Villani, dove si sono susseguiti vari interventi di esperti a livello nazionale e internazionale sui temi di sostenibilità, design e spazio, tra cui quelli dell’astronauta Paolo Nespoli e della direttrice NASA Deva Newman. Nespoli, grazie all’incoraggiamento di Oriana Fallaci, è riuscito a coronare il suo sogno di diventare astronauta vivendo ben tre missioni nello spazio: nel 2007, nel 2010-2011 e l’ultima nel 2017, in cui è rimasto nello spazio per 313 giorni, 2 ore e 36 minuti detenendo così a livello europeo la permanenza più lunga per un’astronauta nello spazio.
Ritrovare il silenzio, oltre il ronzio del nostro tempo


Esiste un silenzio nero, doloroso, e un silenzio bianco, che è quello della contemplazione di Dio. Proprio sul tema del silenzio è intervenuto mercoledì 14 nella Sala convegni di Sant’Apollonia a Venezia il cardinale Gianfranco Ravasi, invitato dalla Procuratoria di San Marco. «Chi entra in Basilica a San Marco passa in un attimo dal rumore della piazza al silenzio. – ha detto il Primo Procuratore di San Marco Bruno Barel introducendo l’evento – Riflettendo su questo aspetto abbiamo chiesto al cardinal Ravasi di intervenire su questo tema, per contrapporre al rumore dei tempi lo spazio della riflessione profonda spirituale. Soprattutto i giovani oggi non sono più abituati al silenzio, anche perché fanno di tutto per riempirlo, li vediamo sempre con le cuffiette con la musica nelle orecchie». Un tema pressoché inedito che il cardiale Ravasi, nelle tante conferenze tenute negli anni, ha trattato solo un’altra volta per l’Unione Buddista Italiana. «Oggi il silenzio è difficile da trovare pure negli ambienti sacri» ha detto Ravasi, ricordando passi biblici e la voce provocatoria del regista Woody Allen: “Dio tace. Ah, se si riuscisse a far chiudere il becco all’uomo” una considerazione non marginale che si riferisce alla degenerazione delle chiacchiere. Per parlare del silenzio non si può però non parlare della parola: «All’inizio della Genesi infatti è scritto: “Dio disse sia la luce, e la luce fu”. Ecca la parola che è potenza creatrice. Anche nel Vangelo di Giovanni si dice appunto che “in principio c’era il logos”. La parola, nella nostra tradizione biblica, non è antitetica ma in contrappunto armonioso con il silenzio. Per la parola è sempre necessario che ci sia il silenzio» dice, sottolineando l’esercizio difficile dell’ascolto. «Il silenzio è importante perché cesella le parole». E, parlando di pause, fa un riferimento con la musica: «Brahms diceva che comporre non è difficile, ma estremamente difficile è eliminare le note superflue. – e continua – Pensiamo alla pausa che si esegue in musica, è una componente».
I volti inediti della chiesa e del monastero di San Nicolò del Lido

La chiesa e il monastero di San Nicolò del Lido raccontate come mai prima, con un approccio inedito e poliedrico. Questo è possibile grazie al progetto “Chiese di Venezia. Nuove prospettive di ricerca” che, avviato nel 2010, organizzato dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari e dall’Ateneo Veneto e finanziato da Save Venice, si pone l’obiettivo di studiare le chiese di Venezia non solo come luoghi di culto e devozione ma anche come sistemi complessi catalizzatori di fenomeni culturali, artistici, sociali, architettonici, economici e territoriali. «In nessuna città d’Europa esite un progetto tale, con San Nicolò del Lido sono dodici le chiese finora approfondite secondo questo criterio multidisciplinare» spiega il curatore del progetto Gianmario Guidarelli. Di tutti questi aspetti, relativamente al complesso di San Nicolò del Lido, si parlerà nel convegno internazionale di studi “Tra la laguna e il mare: la chiesa e il monastero di San Nicolò del Lido” a cura di Martina Frank, Gianmario Guidarelli e Myriam Pilutti Namer, previsto dal 26 al 28 maggio tra l’Auditorium Santa Margherita, l’Ateneo Veneto e la stessa chiesa di San Nicolò (info e programma su www.chiesedivenezia.eu).
Torna a splendere il pavimento del Conservatorio

Imparare salvando: attraverso il recupero del passato si formano nuove competenze. Nel Centro Storico di Venezia il pavimento risalente al periodo Barocco di Palazzo Pisani, dove ha sede il Conservatorio Benedetto Marcello, è tornato a splendere grazie ad un corso di alta formazione che ha visto coinvolti 8 specializzandi nel settore del restauro e dell’edilizia attualmente inoccupati, guidati dalla mano sapiente di Stefano Vianello, maestro terrazziere della Confartigianato. Come ha spiegato il docente e artigiano Stefano Vianello, il pavimento in questione presentava una superficie fortemente compromessa a causa della sua posizione al piano terra e della risalita dei sali. Trattandosi di un pavimento storico alla veneziana a base di calce era necessario affidare il processo di restauro a mani esperte, capaci di applicare i metodi tradizionali. Il corso realizzato fa parte di un progetto che unisce la salvaguardia del patrimonio artistico di Venezia con la formazione di personale specializzato in antiche tecniche artigiane. L’iniziativa, organizzata dalla Confartigianato Venezia, gestita dal Centro di Formazione Logistica Intermodale e finanziata dal bando ICONA della Regione Veneto, è stata accolta con entusiasmo sia da Fabio Moretti, presidente del Conservatorio Benedetto Marcello, che dal direttore del Confartigianato Venezia Matteo Masat.
Bullismo e cyberbullismo: incontro con esperti a Venezia

Ai primi di maggio, l’associazione APS Insieme per Venezia ha raggiunto la decima edizione degli incontri per le scuole su tematiche sociali e di salute. Quest’anno l’iniziativa, con titolo “Scala i problemi per arrivare al traguardo”, proponeva di trattare bullismo, cyberbullismo e comportamenti a rischio. Per affrontare l’argomento, l’associazione ha chiesto la collaborazione del Polo Adolescenti (ex Ospedale Giustinian) per gli aspetti psicologici e della Stazione di San Marco dell’Arma dei Carabinieri per gli aspetti strettamente legali, coinvolgendo 108 studenti.
Attente e curiose, le cinque classi del liceo veneziano Benedetti-Tommaseo hanno preso parte all’incontro, dimostrando interesse sia per il laboratorio sulle emozioni guidato dal dott. Giovanni Margutti, psicologo e psicoterapeuta, sia per l’intervento tenuto dal luogotenente Raffaele Simone, comandante della Stazione dei Carabinieri di San Marco, e dal tenente Mattia Zappacosta, comandante del Nucleo Operativo Carabinieri Compagnia di Venezia. «Raccontavano esperienze personali e domandavano cosa prescrive la legge in situazioni vicine alla loro vita di tutti i giorni», spiegano gli organizzatori.
Callido Nacchini: un anno di musica tra le chiese veneziane

Si concluderà il 1° giugno, con un concerto nella suggestiva cornice veneziana della chiesa di San Rocco (ore 17.30, ingresso libero, con l’organista Luca Gorla e la mezzosoprano Silvia Vavassori), la prima fase del Festival Callido Nacchini, un’iniziativa culturale dedicata alla valorizzazione degli organi storici costruiti dai maestri Gaetano Callido e Pietro Nacchini.
Protagoniste sono le chiese di San Rocco e di San Giorgio Maggiore a Venezia che ospitano strumenti unici per valore artistico e potenza espressiva.
Uno degli elementi più innovativi dell’edizione 2025 del Festival è il desiderio di coinvolgere un pubblico trasversale, non solo appassionato di musica d’organo ma anche incuriosito dalla scoperta artistica e architettonica di luoghi spesso inaccessibili. Un esempio emblematico è l’apertura della cantoria della Chiesa di San Rocco, solitamente non visitabile.
«Abbiamo voluto proporre qualcosa che non fosse solo un festival d’organo, ma un’esperienza culturale a tutto tondo», spiega Nicolò Sari, direttore del festival. «L’obiettivo è quello di far incontrare musica, arte e storia in una forma che possa coinvolgere davvero tutti: dall’appassionato al curioso».
«Lo scoutismo? Aiuta a guardare il prossimo con occhi diversi»

«Lo scoutismo è nato come un movimento educativo e l’educazione rappresenta sempre un messaggio forte e attuale, ancora di più nel momento storico in cui viviamo». È una vita dedicata al mondo scout, quella di Marino Piazzalonga, fatta di valori e di un servizio prezioso che continua a portare avanti, instancabile, insieme al gruppo Masci dei Frari di cui fa parte. Una realtà nata ufficialmente nel 1997, aderendo al movimento nazionale. «In verità – racconta Marino, veneziano, oggi 74enne in pensione – avevamo iniziato ad incontrarci già due anni prima, nel ‘95, in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione dello scoutismo ai Frari. Un giorno ci siamo ritrovati a ragionare sull’eventualità di fondare una comunità di adulti scout e, dopo due anni, siamo partiti ufficialmente». Circa trent’anni di cammino, all’interno di un gruppo che rientra nelle quattro comunità Masci del centro storico veneziano, insieme a quella di Castello, Murano e Lido. «E da poco tempo siamo collegati anche a quella di Mestre e di Marghera. Tenuto conto dei quattro gruppi presenti nella città antica, arriviamo ad una sessantina di componenti complessivi». Tredici quelli attuali ai Frari, quest’anno in prima linea per celebrare i suoi ottant’anni di scoutismo, ossia di fondazione.
Masticare bene: una buona arma contro l’Alzheimer

La popolazione invecchia sempre di più: secondo gli ultimi dati dell’Istat, relativi al 2023, le persone con più di 65 anni in Italia erano 14 milioni e 177 mila, cioè il 24,1% del totale. Detto in un altro modo: quasi un quarto della popolazione italiana, oggi, ha 65 anni o più. E il dato non è destinato a diminuire, anzi, è in continua crescita: negli ultimi 20 anni gli over 65 sono aumentati di oltre 3 milioni.
Con gli anni che aumentano cresce anche la probabilità di sviluppare un decadimento cognitivo che porta progressivamente a perdita di memoria, difficoltà di ragionamento e progressiva riduzione delle interazioni sociali.