Nuova luce su Jacopo Palma il Giovane: in mostra tre inediti

Sono opere inedite che rivelano nuovi dettagli circa l’arte e lo stile di Jacopo Palma il Giovane e ne sottolineano il ruolo come anticipatore dello stile caravaggesco. È quanto si apprende alla Scuola Grande dei Carmini nella mostra dossier “Jacopo Palma il Giovane ritrovato” a cura dello storico dell’arte Marco Dolfin. Nell’allestimento realizzato nelle sale adiacenti alla Sala Capitolare sono presentate al pubblico tre opere inedite di Palma il Giovane (1548/50 – 1628), recentemente ritrovate e mai esposte al pubblico, che restituiscono nuova luce sulle modalità di lavoro usate dal pittore. Si tratta di una pala d’altare raffigurante l’Adorazione dei pastori, un Autoritratto giovanile e un disegno del 1621, tutti appartenenti a collezioni private. «Questi lavori si aggiungono al già ampio catalogo di Palma il Giovane, costituendo tuttavia tasselli significativi per comprenderne meglio l’evoluzione del linguaggio, la varietà dei registri espressivi e la qualità della produzione, tra le più significative della pittura veneziana tra Cinquecento e Seicento» sottolinea Dolfin.

Due nuove sculture nel parco di Villa Fürstenberg: riaperte le visite

Per incentivare la relazione e la restituzione. Relazione con la città e i cittadini e restituzione al territorio e a chi lo abita di bellezza e ricchezza. Sono i motivi di fondo per cui dal 2023 è stato inaugurato il Parco internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg a Mestre, riaperto domenica scorsa 27 aprile per la stagione 2025.  E su quei due pilastri prosegue l’offerta del Parco, un’area verde che si estende nei 22 ettari che circondano villa Fürstenberg, dimora patrizia di cui si hanno le prime tracce storiche nel ‘500, ma che cresce in particolare fra Sette e Ottocento, con la famiglia Carreggiani. Nel 1935 la villa viene acquisita dai Fürstenberg e, in tempi più recenti, è passata a Banca Ifis. Ed è proprio per volontà dell’attuale presidente della banca, Ernesto Fürstenberg Fassio che, in occasione dei quarant’anni dalla fondazione di Banca Ifis, viene aperto il Parco Internazionale di Scultura, un’esposizione permanente di sculture monumentali immerse nel verde del grande giardino sul Terraglio.

 

Il Padiglione della Santa Sede: «Un luogo da vivere»

Desta già molta curiosità, specialmente nei veneziani, il Padiglione della Santa Sede presente alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia 2025 che, aperto dal 10 maggio al 23 novembre, promette di diventare un luogo per la comunità. “Opera Aperta” è il titolo del progetto del Padiglione voluto dal  Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, di cui è prefetto il Cardinal José Tolentino de Mendonça, che si terrà per la pima volta nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello. Il luogo, in accordo con il Comune, verrà restaurato e gestito dal Dicastero per le attività culturali del Vaticano. Il progetto, che vede come main partner Intesa Sanpaolo, è curato da Marina Otero Verzier, architetto, curatrice e ricercatrice, e dalla veneziana Giovanna Zabotti, direttrice artistica di Fondaco Italia e già curatrice del Padiglione Venezia. La direzione artistica e il progetto di allestimento saranno invece ad opera di due tra i più importanti studi internazionali di architettura specializzati in costruzione responsabilee cura collettiva: il Tatiana Bilbao Estudio, con sede a Città del Messico, e Maio Architects di Barcellona. “Opera Aperta” sarà un cantiere a cui tutti sono invitati a collaborare. Mentre si ripareranno i muri e i dettagli architettonici dell’edificio, il Padiglione proporrà relazioni di vicinato e ospitalità intergenerazionale: «Il nostro desiderio è che questo padiglione-parabola possa dare espressione concreta, nel campo dell’architettura, alle intuizioni profetiche contenute nell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco e diventare un laboratorio attivo di intelligenza umana e comunitaria in cui ricostruire spazio fisico e sociale, mettendo in comune ragione e affetto, professionalità e convivialità, ricerca e vita ordinaria» ha detto il Cardinal José Tolentino de Mendonça, che ricorda le parole di Papa Francesco che proprio l’anno scorso era stato a visitare la Biennale: “Non occupare spazi ma immaginare processi”.

Addio al ticket cartaceo: in Basilica si entra solo prenotando online

Addio ai biglietti cartacei, acquistati sul posto, per chi intende visitare la Basilica di San Marco. Una decisione che arriva dalla Procuratoria, con l’obiettivo di eliminare le lunghe code che si formano nei mesi dell’anno che registrano, nella città lagunare, una maggiore affluenza turistica. Dalle prossime settimane, non appena il nuovo sistema verrà definito nei dettagli, i visitatori della Basilica dovranno affidarsi solo ed esclusivamente alla prenotazione online, procedendo dunque all’acquisto del ticket sull’apposita piattaforma telematica. «Presenteremo ufficialmente il progetto tra un paio di settimane, dopo il Consiglio di Procuratoria in programma l’8 maggio. Il passaggio dal biglietto manuale a quello online sta crescendo molto lentamente: motivo – spiega il primo procuratore di San Marco, l’avvocato Bruno Barel – che ci ha spinti ad una accelerazione». Basti pensare che nel 2024 il totale degli ingressi con biglietto acquisito sul posto, in Basilica sono arrivati a quota 1.155.384 (il 59% del totale), mentre quelli online, che permettono di saltare la fila, sono stati poco meno di 789.000 (41%). Una prenotabilità ancora poco sfruttata, dunque, e i numeri lo confermano ulteriormente se preso in esame il 2022, con un 64% contrapposto al 36%. «La bigliettazione online – marca Barel – porterà ad evitare la formazione di code in Piazza, che sindaco e soprintendente ci hanno già chiesto di eliminare», in linea con una prenotabilità a cui il Comune sta puntando sempre di più, a cominciare dal tanto dibattuto contributo d’accesso, rilanciato proprio in questi giorni nella sua seconda fase sperimentale.

25 giovani volontari di Venezia al Giubileo

25 giovani volontari di Venezia al Giubileo

Sono stati 25 i giovani volontari della Pastorale Giovanile della Diocesi di Venezia che hanno partecipato al Giubileo degli adolescenti, vivendo un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nelle loro vite, sia umanamente che spiritualmente. 

«Non si sono limitati a “vivere” il Giubileo: lo hanno reso possibile, incarnando lo spirito della Chiesa attraverso il servizio, la responsabilità e la relazione», afferma don Riccardo Redigolo, direttore della pastorale giovanile della diocesi di Venezia. «Questi giovani, tutti maggiorenni – tra studenti e lavoratori – sono stati presenti da martedì a lunedì, impegnandosi in prima linea nell’accoglienza, nella gestione dell’ordine e della sicurezza e nel coordinamento dei gruppi. Inoltre hanno gestito i 10.000 partecipanti provenienti dal Triveneto nella chiesa di San Paolo fuori le Mura, un’impresa complessa ma affrontata con grande maturità e spirito di squadra».

Durante l’evento, hanno condiviso l’alloggio con i ragazzi ospitati nelle varie strutture, vivendo a pieno il clima di comunione e prossimità.
Mentre prima e dopo il Giubileo, sono stati accolti in una struttura nei pressi del Vaticano, la stessa che ospiterà anche i volontari della prossima estate.

Made with Joy: il primo passo verso un musical

Made with Joy: il primo passo verso un musical

Questa volta i Made with Joy sorprendono con una novità importante: non solo un concerto, ma una vera e propria forma di musical. Un’evoluzione nel loro percorso artistico che porta in scena non solo voci e canti, ma anche elementi teatrali, con i lettori che diventano attori.

Come racconta la guida del gruppo Paula De Rossi: «Per la prima volta viene fuori quasi un musical, non un concerto. Per la prima volta i nostri lettori diventano attori».

Un passo in avanti che nasce da un sogno più grande: «Questa novità è un piccolo passo verso qualcosa che mi piacerebbe tantissimo realizzare: mettere in scena un musical vero e proprio».

Premio Impresa Ambiente 2025: aziende premiate a Venezia

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Selezionate fra 114 aziende, lo scorso 11 aprile nella Sala Apollinea Grande del Teatro La Fenice, hanno ricevuto il Premio Impresa Ambiente le imprese più innovative ed efficaci in termini di sostenibilità per le categorie “Miglior Gestione per lo Sviluppo Sostenibile”, “Miglior Prodotto o Servizio per lo Sviluppo Sostenibile”, “Miglior Processo/Tecnologia per lo Sviluppo Sostenibile”, “Miglior Cooperazione internazionale per lo Sviluppo Sostenibile”. La manifestazione, arrivata alla XII edizione, è organizzata dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Unioncamere con il supporto di Assocamerestero e della Stazione Sperimentale del Vetro. In questa edizione fra le aziende provenienti da 16 Regioni d’Italia, 4 del Veneto hanno ricevuto significativi riconoscimenti, premiate dalla giuria presieduta da Marco Frey, Professore ordinario di Economia e gestione delle imprese e Direttore del gruppo di ricerca sulla sostenibilità (SuM) della Scuola Sant’Anna.

L’edizione 2025, introdotta dalla lectio del professor Stefano Mancuso e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e manifestazione selezionata per la Giornata nazionale del Made in Italy dal Ministero del Made in Italy, ha visto protagoniste le imprese: MAARMO Srl di Vittorio Veneto (Premio “Miglior Prodotto o Servizio per lo Sviluppo Sostenibile, Piccola Media Impresa”): Crocco Spa Società Benefit di Cornedo Vicentino (Premio “Miglior Prodotto o Servizio per lo Sviluppo Sostenibile, Grande Impresa”), ForGreen Spa Società Benefit di Verona (Premio “Miglior Gestione per lo Sviluppo Sostenibile”) e Nazena Srl di Vicenza (Premio “Miglior Start Up Innovativa”). Queste aziende hanno interpretato il proprio operato in chiave sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. «Siamo onorati di essere stati selezionati – racconta Giulia De Rossi di Nazena, startup che si occupa di creare materiali innovativi da scarti tessili con un processo di upciclyng brevettato – eventi e premi come questo supportano e incoraggiano la creazione di reti virtuose per il cambiamento e miglioramento dell’ambiente in cui viviamo».

A San Servolo le Panathliadi dei record

Un’organizzazione migliore e più attenzione alla sicurezza. Dopo lo stop dello scorso anno, martedì 29 le “Panathliadi – I giochi delle scuole medie metropolitane”, realizzati dal Panathlon Club di Venezia, di cui è presiedente Diego Vecchiato, sono tornati ad animare per un giorno la verde isola di San Servolo. A vincere la XII edizione dei giochi questa volta è stata la scuola Onor di San Donà di Piave che non si era mai aggiudicata la coppa. Tutti gli atri istituti, come da regolamento, sono invece arrivati secondi parimerito, per insegnare agli studenti che lo sport prima di tutto deve essere un motivo di divertimento, utile per imparare a fare squadra e stare bene. La manifestazione, che vede al centro il valore dello sport e del fair play, ponendo grande attenzione anche al rispetto per l’ambiente, è riservata agli alunni delle classi seconde e terze di ogni istituto aderente. Quest’anno la partecipazione alle Panathliadi ha battuto ogni record, confermando la forte crescita degli ultimi anni. L’ultima edizione, svoltasi nel 2023, aveva visto aderire infatti 21 scuole, contro le 24 di quest’anno con un totale di 530 studenti, segno del grande impegno che da sempre il Panathlon Club ha nell’organizzare la giornata insieme agli insegnanti, con l’obiettivo di far partecipare ai giochi anche studenti poco avvezzi all’attività sportiva. Due le nuove scuole partecipanti: la D’Acquisto di Mestre e la Leopardi di Torre di Mosto. Queste si sono aggiunte gli altri istituti provenienti da tutto il territorio metropolitano che ormai partecipano da anni ai giochi, quali: Alighieri, San Provolo, Sansovino e Morosini di Venezia, Pisani del Lido, Giulio Cesare di Mestre, Don Milani della Gazzera, Einaudi di Marghera, Foscolo di Catene, Gramsci di Campalto, Loredan di Pellestrina, G. Strada di Malcontenta, Manin di Cavallino-Treporti, Marconi di Ceggia, Mazzini di Noventa di Piave, Onor, Nievo e Schiavinato di San Donà di Piave, Roncalli di Quarto d’Altino, Toti di Musile di Piave, Volpi di Favaro e Dante Alighieri di Salzano.

Alla scoperta di genomica, microbioma e impatti sulla salute

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La genomica è quella scienza che si occupa di tutto ciò che riguarda i geni contenuti nel DNA dei nuclei delle nostre cellule. Sono passati più di 20 anni da quando fu data la notizia del sequenziamento del genoma umano. Questa procedura godette nel tempo di ingenti risorse pubbliche da parte di molti governi, primo tra tutti quello statunitense che investì nel progetto più di tre miliardi di dollari.

Nonostante gli sforzi profusi, però, chi riuscì in questa operazione fu un’azienda privata, la Celera Genomics, un’impresa statunitense nata appositamente per riuscire a sequenziare il genoma umano. La scoperta venne pubblicata nel 2001 sulla prestigiosa rivista “Nature”, ma il sequenziamento ottenuto all’epoca riguardava “solo” il 90% dell’intero genoma umano. Si dovettero attendere ancora due anni prima di ottenere un risultato al 99,99%.

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