L’Accademia di Belle Arti riscopre i suoi gessi

Gipsoteca Accademia

Un nuovo allestimento per la gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. La raccolta di gessi ottocenteschi d’ispirazione greco-romana si mostra al pubblico lungo il corridoio del primo piano della sede centrale degli Incurabili. Ordinate lungo le pareti, le opere dialogano tra loro in una sequenza che ne valorizza ogni dettaglio. Il soffitto è stato rinnovato con un doppio sistema d’illuminazione: una luce diffusa crea un’atmosfera uniforme e i fasci direzionali esaltano le volumetrie. La nuova struttura è arricchita da pannelli, progettati come grandi tele, che donano all’ambiente un carattere pittorico. Un’intelaiatura in lamiera di ferro nera incornicia gli spazi e nasconde gli impianti di riscaldamento. Tende rigide su telaio filtrano la luce naturale, modulandola in base alle esigenze. Il riallestimento, avviato dall’allora presidente Fabio Moretti e realizzato grazie al supporto di Armani Group-L’Oreal, si è concluso dopo anni di lavori nel pieno rispetto del progetto originario curato dai professori Mauro Zocchetta e Alberto Fiorin.

Segreti d’archivio

Archivio accademia

Tra gli scaffali dell’Archivio Storico dell’Accademia s’intrecciano secoli di storia. Fondato nel 1750, l’istituto artistico ha documentato secoli di formazione in registri, manoscritti, opere nate da concorsi di Figura e Architettura. Nei corridoi riecheggiano i nomi di celebri allievi: Giovanni Battista Tiepolo, Giovanni Antonio Canal, Antonio Canova, Francesco Hayez, Amedeo Modigliani, Umberto Boccioni, Emilio Vedova. Il Fondo Storico conserva i disegni degli allievi realizzati tra il 1763 e il 1857, accanto a capolavori di maestri italiani dal XVI al XIX secolo, provenienti in gran parte dalla collezione di Giuseppe Bossi. La Biblioteca Antica custodisce oltre 4.000 volumi pubblicati tra la fine del XV secolo e il 1830, tra cui figurano edizioni rare come la “Hypnerotomachia Poliphili” e la “Divina Proportione”. A completare il patrimonio, una raccolta di stampe antiche con opere di Andrea Mantegna, Albrecht Dürer, Giambattista Piranesi, oltre ai 20.000 effigi della Pinacoteca Corneliana. La Quadreria ospita, tra gli altri tesori, l’autoritratto di Francesco Hayez del 1862, mentre il fondo dell’Associazione Incisori Veneti raccoglie oltre 4.500 incisioni realizzate da 350 artisti.

Diciotto anni d’Incroci di Civiltà

Incroci di Civiltà 2025

Romanzi, poesie,  idee, lingue, pagine su pagine su pagine. Dal 2 al 5 aprile torna la diciottesima edizione di Incroci di Civiltà. Sbarcheranno in laguna ventisei autori da diciannove paesi diversi, pronti ad incontrare i lettori. «Incroci è nato nel 2008, nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani», racconta il direttore Flavio Gregori, «in un momento storico in cui il dialogo tra nazioni sembra essere interrotto, è fondamentale riaffermare l’ascolto della voce altrui, l’unico principio alla base della civiltà». Una serie d’incroci non solo di nazionalità e culture, ma anche di arti. Sabato 29 marzo alle 21, la cantante israeliana Noa salirà sul palco del Teatro Goldoni per un concerto di pre apertura «in nome della pace». E il giorno dopo, alle 11.30 a Palazzo Flangini, converserà con Giovanni Dell’Olivo sul dialogo fra i popoli.

Il Coro del Papa per la prima volta a Venezia

Patriarca di Venezia e Coro Pontificio per l’Annunciazione

Il Coro del Papa, il più antico del mondo con i suoi 1.500 anni di storia, sarà per la prima volta a Venezia la prossima settimana e vivrà in città tre momenti importanti e differenti nell’occasione dell’Anno giubilare e, insieme, dalla ricorrenza dei 500 anni dalla nascita del musicista Giovanni Pierluigi da Palestrina (che ne fu un prestigioso componente).

La Cappella Musicale Pontificia Sistina – questo è il suo nome completo – è appunto il coro responsabile per il servizio musicale nelle celebrazioni liturgiche del Santo Padre e nel corso dei secoli ha avuto tra i suoi membri alcuni dei più valenti musicisti europei; è composto da 24 cantori adulti e da circa 30 cantori fanciulli (i Pueri Cantores, che ne costituiscono la sezione di “voci bianche”) e presta il suo servizio liturgico perlopiù nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

CISL Veneto: una ricerca per ascoltare i caregiver

cisl-veneto-presentazione-ricerca-caregiver

La popolazione invecchia, questo non è più un mistero, ma quello che appare interessante, come fotografato dalla ricerca “Caregiver in Veneto: avere cura di chi ha cura”, commissionata da CISL e FNP CISL Veneto alla Fondazione Corazzin, è come la figura delcaregiver” ovvero chi assiste i non autosufficienti, non solo sia sempre più diffusa, ma si allarghi oltre la famiglia. Infatti se un pensionato su 2 e un lavoratore su 3 sono caregiver famigliari, fra la popolazione attiva ci si occupa anche di disabilità, di figli e partner ma anche amici, perché anche la solitudine diventa un elemento con cui avere a che fare visto che in regione ci sono 328.000 non autosufficienti over 65, ma c’è anche un sommerso non certificato e 363.000 persone over 60 che vivono da sole.

«Proprio per questi trend è necessario essere lungimiranti – ha spiegato Tina Cupani, Segretaria di FNP CISL Veneto, la sigla che raggruppa i pensionati, nel corso della presentazione dei risultati presso la sede di Mestre del sindacato martedì 18 marzo – la politica si è concentrata sulle RSA trascurando chi ha un non autosufficiente in casa senza supporto, si tratta di un tema che tocca una solitudine di fondo e un senso di abbandono, gli stessi elementi che abbiamo cercato di ascoltare e comprendere con questa ricerca, per tradurre paure e pensieri in azione, per portare delle proposte che incidano non solo sulle risorse ma su quello che sembra più carente: una rete di servizi. Oltre a una legge che regoli questa situazione in Veneto, serve riconoscere a livello normativo nazionale e regionale la figura del caregiver e non solo a livello di convivente, altrimenti continueranno a mancare tutele e accesso ai servizi per chi, per scelta o perché non ha scelta, si occupa degli altri più prossimi».

Centro di Medicina di Mestre: una nuova clinica con l’AI

centro-di-medicina-mestre-clinica

«Questa nuova clinica è il fiore all’occhiello di Centro di Medicina perché è la prima costruita in questo modo – racconta entusiasta il dottor Andrea Bruscagin, Responsabile della radiologia – non solo ci sono i poliambulatori ma anche cinque sale operatorie e sedici posti letto per la degenza oltre a una serie di nuovissimi macchinari che impiegano l’intelligenza artificiale». L’edificio, situato all’uscita Castellana, a pochi metri dalla Tangenziale di Mestre, si sviluppa su quattro piani per oltre 8.000 metri quadrati ed è stato realizzato secondo criteri di sostenibilità energetica e ambientale, con un design moderno e funzionale ma riconoscibile, opera degli architetti Mario Mazzer e Marco Da Ros, riprendendo lo stile architettonico della nuova immagine dell’azienda, premiato e menzionato da realtà come The American prize di New York e Architizer A+Award sia per gli esterni che il design d’interni.

All’estetica distintiva si accompagna una suddivisione degli spazi interni funzionale, con attenzione alle esigenza dei pazienti e visitatori, in un ambiente luminoso e rilassante, grazie alla cura dei materiale e alla sicurezza degli ambienti. Dal punto di vista della sostenibilità la struttura è dotata di facciate ventilate e pompa di calore per garantire un ricambio d’aria con recupero energetico, oltre a una dotazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, per ridurre al massimo l’impatto sull’ambiente. Oltre ad essere la più grande struttura realizzata nei 40 anni di storia dell’azienda guidata da Vincenzo Papes, con sanitari impiegati in diagnostica, chirurgia e riabilitazione, è anche il primo centro che utilizza nuovissimi macchinari che integrano tecnologia AI, soprattutto utile per le indagini radiologiche.

Il mal di primavera: guarire in poche mosse

scassola-mal-di-primavera-donna-al-sole

L’abbiamo tanto attesa e ormai la primavera è arrivata, la stagione della fioritura e del risveglio della natura! Quanto ci fa stare bene… Ma proprio a tutti? Ne siamo sicuri? Purtroppo no, ci sono molte persone che vivono questa bella stagione come il tempo della stanchezza, della sonnolenza, degli sbalzi di umore e della difficoltà di concentrazione. A tutto questo si sommano poi l’allungamento delle giornate, l’arrivo dell’ora legale e l’aumento delle temperature: tanta luce in più e tanto dispendio energetico in più.

Questo corollario di sintomi non rappresenta di per sé una malattia, ma un periodo di adattamento al cambio di stagione: il nostro organismo è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Perché succede tutto questo? Come possiamo aiutare il nostro corpo a reagire positivamente?

Scuola Grande dei Carmini: «Cerchiamo sinergie per finanziare nuovi progetti»

Più di dieci anni alla guida della Scuola Grande dei Carmini, tra impegni e responsabilità legati ad un luogo che ogni anno arriva ad accogliere circa 10mila visitatori provenienti un po’ da tutto il mondo. Il Guardian Grande, Franco Campiutti, ne racconta l’attività, lanciando un appello volto a rafforzare e a incrementare quelle sinergie che consentano alla Scuola di raccogliere aiuti e sostegni economici preziosi, affinché possa continuare ad essere presente e ad operare in città. Soprattutto se considerato che, economicamente parlando, non può che reggersi sulle proprie gambe. «Non riceviamo contributi né da parte dello Stato, né da Regione e Comune – spiega Campiutti –. Tutto ciò che facciamo è dunque possibile grazie a quello che otteniamo con le nostre forze o attraverso gli sponsor». Tra le collaborazioni più recenti, quella con Venice in Peril Fund, ente di beneficienza inglese che s’impegna nella raccolta di fondi da destinare al restauro e alla conservazione dell’arte e dell’architettura di Venezia. «Attraverso il suo sostegno – prosegue il Guardian Grande – abbiamo già potuto restaurare un trittico di dipinti di Antonio Zanchi, risalente a metà ‘600, che si trova nella sala capitolare. L’ente ha deciso di proseguire la collaborazione con noi, tanto da essersi accollato le spese del restauro della parete opposta, che presenta altri tre dipinti di Gregorio Lazzarini, sempre di metà ‘600: uno dedicato all’adorazione dei Magi e gli altri agli angeli che avvertono i pastori della nascita di Cristo». Dell’intervento si occuperà anche in questo caso la restauratrice Maristella Volpin. «Si tratta di sinergie importanti per le Scuole Grandi e, per una realtà piccola come la nostra, di valvole di respiro che consentono di continuare a operare».

Mestre: in S. Paolo, per S. Giuseppe, benedetti i papà

Mestre: in S. Paolo, per S. Giuseppe, benedetti i papà

Mercoledì 19 marzo, in occasione della solennità di San Giuseppe, la parrocchia di San Paolo a Mestre ha celebrato la benedizione dei papà, un evento che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, richiamando persone da tutta Mestre. 

L’iniziativa ha avuto inizio solo l’anno scorso e quest’anno ha visto una partecipazione ancora più numerosa, con molti papà provenienti anche da altre parrocchie della città.

«Quest’anno ci siamo soffermati su un aspetto importante del ruolo del padre, che è quello di essere capace di dire di no, soprattutto nelle questioni educative», ha affermato don Lorenzo de Lazzari, parroco di San Paolo. «L’obiettivo è essere il punto di riferimento che, con amore e fermezza, è in grado di porre dei limiti. Il ruolo del padre in una famiglia è strutturale: è colui che pone gli argini, affinché il fiume della vita scorra senza diventare una palude».

Menu principale
Seguici