«Per noi volontari della San Vincenzo ogni persona è famiglia»

«Per noi ogni persona, ogni nucleo seguito, è famiglia». Martina Siebezzi, presidente della Odv Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio centrale di Venezia, traccia i tratti distintivi di una realtà preziosa, articolata in conferenze: 5 nella città d’acqua (Lido compreso), per un totale di 60 soci, 258 persone supportate e 82 famiglie assistite. Numeri significativi e in aumento, a conferma di come i bisogni e le urgenze negli ultimi tempi siano cresciuti. «L’incremento dei prezzi, oltre a quello delle bollette, ha portato ad un ulteriore impoverimento della popolazione – analizza la presidente –. Di conseguenza crescono le richieste di aiuto, anche dal punto di vista alimentare, da parte di quelle famiglie giovani che, non lavorando nel settore del turismo, si trovano in difficoltà». Uno stato di precarietà che pesa e che coinvolge anche molte madri sole, con figli. «La ragazza madre di oggi non va identificata con quella di una volta. Nella società contemporanea abbiamo a che fare con donne che non vengono aiutate dai propri uomini, poiché dei figli non si interessano. Qualcuna, immigrata, è sposata e, pur avendo accanto un marito, è incaricata di occuparsi totalmente della famiglia. Senza un lavoro fisso, specie nei mesi invernali non sempre sanno come fare a “sopravvivere”, fintanto che la stagione turistica non riparte».
La Biennale porta in scena il Vangelo di Giovanni secondo Meister Eckhart

«In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio». Giovanni, «il discepolo che Gesù amava», apre il suo vangelo con un inno al Logos. Il testo giovanneo è considerato da molti il più influente per aver superato «gli scritti degli altri evangelisti nella profondità dei misteri divini», l’unico a mettere in luce la complessità ed enigmaticità del pensiero di Gesù. L’opera, dal tono più simbolico e teologico, fornisce al mistico medievale Meister Eckhart un’occasione senza precedenti: la redazione di un’analisi critica in cui sviluppare «la dottrina della generazione del Figlio nell’anima del cristiano, che, in quanto uomo giusto e homo nobilis, partecipa alla vita stessa del Logos». “Expositio Sancti Evangelii secundum Iohannem” è la più ampia tra le opere latine del maestro domenicano e la più rilevante per impegno teoretico. Da mercoledì a domenica prossima e in replica da martedì 11 marzo a sabato 15 marzo alle 21.30, la Biennale di Venezia porterà in scena il Vangelo di Giovanni secondo Meister Eckhart in una performance artistica inedita in cinque serate.
Venezia: liturgia organizzata dalle donne delle Isole Cook

Venerdì 7 marzo 2025 alle 17:30 a Venezia si celebrerà la Giornata Mondiale di Preghiera, un’iniziativa ecumenica che unisce donne cristiane di diverse confessioni in tutto il mondo.
Il tema di quest’anno è “Mi hai fatto in modo meraviglioso”, ispirato al Salmo 139:1. A Venezia, la celebrazione si svolgerà all’aperto per evidenziare il legame con la natura, tema principale proposto nella preghiera di quest’anno.
«Fiori profumati, alberi e frutti di cocco si intrecciano con il suono delle onde dell’oceano e un canto in lingua maori», afferma Anna Urbani, una delle responsabili dell’iniziativa a Venezia. «Tra i temi della preghiera di quest’anno, preparata dalle donne delle Isole Cook, in Nuova Zelanda, emergono anche le testimonianze della prima donna medico. Noi riproponiamo i fiori consegnando una piantina, le testimonianze e il canto maori».
Infatti, la questione della lingua nativa è di grande rilevanza, poiché l’ampio uso dell’inglese nell’insegnamento e nella comunicazione rischia di impoverire l’identità di questo popolo, così come di ogni cultura. «Per sottolineare l’importanza di questo tema, ascolteremo una testimonianza dedicata e, in segno di rispetto e valorizzazione, abbiamo scelto di provare a cantare in maori», spiega Anna.
L’immaginazione dell’altrove a Venezia tra XV e XVII secolo

Chiunque conosca anche solo superficialmente la storia di Venezia sa quanto la sua mitologia fondativa, la tradizione mercantile e l’estetica architettonica riflettano un profondo legame con l’Oriente. Ma non tutti sanno che, nel Cinquecento, la città lagunare si trasforma in un centro del Nuovo Mondo: non per gli scambi commerciali, ma per la crescente tradizione della stampa cartografica. Sebbene siano pochi i veneziani ad aver messo piede nelle Americhe, scrittori, editori, cartografi ed incisori iniziano alimentare una visione veneziana dell’espansione europea. Mappe, libri e stampe reinterpretano le scoperte d’oltreoceano alla luce della storia della Serenissima. Colombo viene accostato a Marco Polo, Venezia a Tenochtitlán e le popolazioni indigene vengono descritte in termini familiari, quasi come una controparte americana degli italiani. L’analisi della produzione culturale veneziana del Cinquecento suggerisce come la città lagunare abbia costruito un proprio immaginario, intrecciando il Nuovo Mondo con la sua stessa identità e proiettandosi idealmente al centro delle esplorazioni globali. In occasione del ciclo “Le lezioni di storia: la storia del libro a Venezia” promosso da Progetto Rialto e Lineadacqua, l’ordinario di Geografia all’Università Ca’ Foscari Francesco Vallerani ha introdotto il suo pubblico “nell’immaginazione dell’altrove a Venezia tra XV e XVII secolo”.
Le collezioni MUVE protagoniste delle prossime mostre

Da El Greco a Munch passando per un focus inedito sull’Album di Cicognara. La nuova stagione di mostre dei Musei Civici di Venezia punta a valorizzare le proprie collezioni. Apre il 30 aprile la grande mostra “L’oro dipinto. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia” che nelle sale dell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale sarà dedicata alla stagione pittorica fiorita nell’isola di Creta nel periodo di conquista veneziana. La mostra, incentrata sull’arte veneto-cretese, darà rilievo a un fecondo periodo di unione artistica tra la Grecia e Venezia, tema oggi quasi sconosciuto al pubblico. Verranno approfonditi argomenti legati al mondo artistico nello Stato da Mar tra la seconda metà del Quattrocento e la seconda metà del Seicento, dove arte figurativa e bizantina e veneta si incontrano. Saranno esposti alcuni dipinti di El Greco e diversi saranno le opere conservate in città dal Museo Correr e dal Museo delle Icone presso l’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini, nonché in collezioni private italiane e straniere. In mostra emergerà il confronto nella realizzazione delle opere d’arte: se in Occidente è il pittore ad innalzare a Dio la sua arte, in Oriente è invece Dio a guidare la mano del pittore. Il Museo di Storia Naturale “Giancarlo Ligabue”, invece, sempre da aprile presenterà al pubblico i primi risultati del progetto di ricerca “Un ostriarium romano nella laguna di Venezia” dedicato agli abitanti della laguna in epoca imperiale romana mediante l’esposizione di alcuni reperti, immagini, video delle operazioni di scavo subacqueo e delle attività di ricerca, nonché un modello tridimensionale del sito archeologico lagunare.
NOI Gazzera: il cuore ludico e culturale della parrocchia

«Tra i progetti futuri ci sono le Olimpiadi e l’Oktoberfest, oltre alla costante innovazione di manifestazioni tradizionali come il Maggio Gazzerese», dice Marco Forin, vicepresidente del NOI Gazzera. «Quest’anno si terrà una giornata speciale con più eventi in contemporanea: un patronato aperto per i catechisti, un torneo di calcio per i giovani e un quizzone serale».
È il calendario per i prossimi mesi dell’associazione Noi Gazzera della parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice, che si impegna attivamente nel mantenere vivo il patronato della parrocchia, rappresentandone la parte ludica e culturale. Grazie al contributo dei laici, questa realtà riesce a supportare la parrocchia nell’organizzazione di eventi e iniziative, garantendo un luogo di incontro e condivisione per la comunità.
«Il NOI Gazzera ha un direttivo ben strutturato», spiega Marco Forin, vicepresidente del NOI Gazzera. «Il presidente Claudio Borghello, supportato da un segretario, un contabile e nove organizzatori. Tutti i membri del direttivo e gli organizzatori sono laici di fede cattolica, uniti dall’obiettivo comune di gestire e coordinare le attività parrocchiali, che spaziano dal ludico al culturale».
Il NOI Gazzera non è un’associazione separata dalla parrocchia, ma opera in stretta collaborazione con essa, assicurandosi che tutte le attività siano in linea con i valori e le esigenze della comunità religiosa.
Tra gli eventi principali organizzati dall’associazione ci sono il Grest, le iniziative culturali e gli appuntamenti ricreativi per giovani e famiglie.
Le microplastiche sono ovunque, ma fanno male alla salute?

«Abbiamo una certezza, ovvero che le microplastiche sono ormai un contaminante ubiquitario – spiega Andrea Sfriso, ricercatore dell’Università degli Studi di Ferrara – con il mio gruppo di ricerca siamo riusciti a mettere a punto dei protocolli di analisi per individuarle, attraverso un processo complesso per non contaminare i campioni, ne abbiamo trovato tracce anche nei fiumi e laghi di montagna più remoti, fino all’Antartide, ma sono ovunque, le mangiamo e le beviamo, sono addirittura contenute nel sale da cucina. Anche l’acqua di rubinetto, se non filtrata, ne contiene e sono nell’aria che respiriamo: dai nostri esperimenti dopo una settimana di analisi, ne abbiamo trovato 200 particelle per metro quadro ogni ora».
Ospite di una conferenza, dal titolo “Da dove vengono, quante sono, dove vanno e che cosa fanno le microplastiche nell’ambiente marino costiero?” organizzata dalla Società Veneziana di Scienze Naturali in collaborazione col Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia, l’esperto ha spiegato anche la differenza di questi materiali in base alla loro dimensione. «Si possono suddividere in due famiglie: large e small, laddove le seconde non sono visibili ad occhio nudo perché inferiori al millimetro; e primarie e secondarie, le prime che nascono già piccole come contenuto di prodotti quali brillantina, vernice spray o polveri alla base di scrub facciali, mentre le seconde si frammentano progressivamente, soprattutto da rifiuti che finiscono in mare e subiscono l’erosione delle onde e l’ossidazione dei raggi solari UV».
Voga veneta: proposta di riconoscimento Unesco

Le unicità di Venezia sono molte, tra queste la pratica tradizionale della voga veneta sta affrontando un momento estremamente delicato. Utilizzato anche dai gondolieri, il metodo di voga veneta si basa su piccoli movimenti a remo unico, è molto complicato e richiede particolare attenzione quando si naviga. Durante la conviviale di giovedì 20 organizzata dal Panathlon Club di Venezia, di cui è presiedente Diego Vecchiato, tenutasi a Ca’ Sagredo, sono stati toccati i temi relativi allasicurezza di chi pratica questa tipologia di voga e le possibilità future di questo sport.
«Il moto ondoso è sicuramente un problema importante – spiega Dino Zani, presidente Canottieri Giudecca – manca la cultura del rispetto verso il vogatore. Quando ero piccolo i bambini vedevano il vogatore come uno sportivo e quasi come un eroe, era immerso nel tessuto sociale urbano. Adesso i giovani a malapena sanno di questa pratica e ce ne rediamo soprattutto conto durante gli eventi e le manifestazioni. – e continua – Non ci sono regolamentazioni, la voga veneta non è riuscita a farsi tutelare come sport ed è rimasta quasi relegata a un fenomeno culturale. I regatanti infatti si presentano singolarmente e non come rappresentanti di una società sportiva».
Da qui emerge il problema della sicurezza per i vogatori che hanno poche tutele. Durante le sessioni di allenamento, infatti, ora devono stare molto più attenti al moto ondoso e alla velocità delle imbarcazioni a motore, come i taxi che sfrecciano per la laguna noncuranti delle persone che remano. Tutto questo deriva dalla poca considerazione generale che viene data al giorno d’oggi alla pratica del rematore.
Calze riposanti o terapeutiche: un aiuto per le gambe pesanti

Eccoci di nuovo a parlare di gambe: siamo al culmine dell’inverno e nella pole position degli argomenti da trattare ci sono le calze. Un tempo solo elastiche, oggi anche a compressione graduata, sono uno dei supporti che spessissimo i medici consigliano e in qualche caso vengono adoperate anche su suggerimento di amici o del farmacista. Ma sono sempre indicate? Sono tutte uguali?
I problemi venosi danno dei sintomi che cominciano in sordina senza che vi siano già le vene varicose visibili: la stanchezza alle gambe specialmente la sera, le gambe pesanti, un po’ di gonfiore… Poi compaiono quei piccoli reticoli che i medici chiamano teleangectasie, si cominciano ad avere le vene in evidenza, infine si presentano le vene francamente varicose con le possibili varie complicanze.