Ex chiesa di San Basso: il nuovo progetto della Procuratoria

L’ex chiesa di San Basso, uno spazio oggi vuoto e inutilizzato da tempo, a cui la Procuratoria di San Marco vuol dare nuova vita. Situato in piazzetta dei Leoncini, ha smesso di essere un luogo sacro nel 1807, per editto di Napoleone, divenendo un Ateneo dal 1953, ossia un luogo per le conferenze, per poi trasformarsi in un magazzino. A parlare delle nuove progettualità relative all’edifico è stato venerdì il primo procuratore di San Marco, Bruno Barel, alla presentazione della sottoscrizione della convenzione da parte di Procuratoria, Provveditorato per le Opere pubbliche, Autorità per la Laguna e Consorzio Venezia Nuova, in merito alla gestione dell’apertura e chiusura dei varchi della barriera in vetro attorno alla Basilica, progettata per proteggerla dall’alta marea quando il Mose non è in azione. Soggetti, quelli citati, che stanno operando in sinergia, attraverso vari interventi, volti a salvaguardare l’intera area marciana.

Giorgio Andreotta Calò: «La scultura è lingua viva»

Nel marzo 1944 Arturo Martini comincia a scrivere il suo celebre testo “Scrittura lingua morta” che verrà pubblicato nel 1945. È proprio prendendo spunto da questo scritto sull’incapacità della scultura di essere viva e universale che prende nome la mostra di Giorgio Andreotta Calò nelle Sale Dom Périgonn della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia. “Scultura lingua morta” è la mostra visitabile fino al 4 marzo, a cura della direttrice del museo Elisabetta Barisoni, con cui Ca’ Pesaro intende ancora una volta valorizzare le collezioni del museo inserendole in mostre dedicate alle indagini contemporanee, come sta facendo anche per la mostra di Roberto Matta (leggi qui). Nella prima sala ad accogliere i visitatori prende subito voce l’inedito dialogo tra Giorgio Andreotta Calò e Arturo Martini attraverso il linguaggio e le riflessioni sulla scultura. La scultura “Testa di Medusa” in legno del 1929 di Martini, appartenente alle collezioni del museo, è posta infatti in stretto dialogo con la scultura bronzea con fusione a cera persa “Medusa”, realizzata nel biennio 2020-2022 da Andreatta Colò.

A Ca’ Pesaro le opere visionarie di Matta

Sono opere di un grande visionario, uniche nel loro genere, caotiche visioni di mondi immaginati. È visibile ancora fino al 23 marzo alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia la mostra “Roberto Matta 1911-2002”. Si tratta della prima mostra istituzionale in Italia dedicata all’artista cileno a cura di Dawn Ades, della direttrice di Ca’ Pesaro Elisabetta Barisoni e Norman Rosenthal. Cittadino del mondo, visionario, autore poliedrico, pittore e disegnatore, architetto e scultore, artista e militante, Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren (Santiago del Cile, 1911 – Civitavecchia, 2002) si annovera tra gli artisti più importanti del Ventesimo secolo ma tra le figure meno celebrate e rappresentate nelle collezioni dei musei italiani. La mostra di Ca’ Pesaro si inserisce così nei progetti di approfondimento, ricerca e riscoperta degli autori del Novecento portati avanti dal Museo, partendo dai capolavori custoditi nella sua collezione, tra cui il dipinto “Alba sulla terra” del 1952 acquisito a seguito della mostra “Matta 1949 -1953” tenutasi nel 1953 nella Sala Napoleonica al Museo Correr sotto l’egida del poliedrico intenditore, mercante ed editore Carlo Cardazzo. Protagonista del Surrealismo di cui si celebra nel 2024 il centenario, Matta ha sviluppato un suo linguaggio visivo particolare: il suo universo è sorprendente, complesso e articolato. L’irrazionalità, l’inconscio, l’automatismo psichico e la materia che si deforma, patrimonio del surreale, si uniscono alla fondamentale esperienza a Parigi come collaboratore dell’architetto Le Corbusier. Allo stesso tempo, la componente geometrica, architettonica e costruttiva nelle forzature prospettiche e degli sconfinamenti verso la quarta dimensione, che contraddistinguono la sua produzione matura, conservano l’eco dell’amore per la poesia.

Callegaro: «I miei dipinti, un omaggio a Mestre»

La città di Mestre con i sui colori e la sua vivacità è la principale protagonista nelle opere dell’artista Gianpaolo Callegaro nella mostra personale inaugurata oggi pomeriggio alla Torre Civica di Mestre, intitolata “Mestre – I colori della città” e presentata nella sala consigliare del Municipio di Mestre dal critico e storico dell’arte Marco Dolfin. Realizzata con il patrocinio del Comune di Venezia e visitabile fino all’8 marzo, con 16 opere ad acrilico su tela di grandi dimensioni realizzate negli ultimi anni, la mostra è dedicata al territorio mestrino e vede un susseguirsi di vedute della città, scorci che portano l’osservatore a guardare Mestre da un altro punto di vista: quello di chi ci vive e ne ha fatto la sua casa. Particolari le visioni aeree che mostrano la città dall’alto e altre più focalizzate sull’aspetto naturale, oltre che urbano, dove il pittore pone l’accento sulle zone verdi.

ANVOLT Mestre: “La Prevenzione si fa Donna” contro lo stress

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«Dopo un anno di stop riparte l’iniziativa La Prevenzione si fa Donna con tre giorni di appuntamenti gratuiti per la festa della donna a marzo 2025, pensati per offrire strumenti concreti per prendersi cura di sé e fare prevenzione contro i tumori – spiega Roberta Ruga, Referente Provinciale della delegazione ANVOLT di Mestre, l’Associazione Nazionale Volontari Lotta contro i Tumori – rispetto alle edizioni 2022 e 2023, dedicate a visite ginecologiche e dermatologiche per individuare problematiche a collo dell’utero e melanoma, quest’anno l’iniziativa viene riproposta con una nuova veste, che ha che fare con la ricerca di un benessere psicofisico, per ridurre lo stress e abbassare il rischio di favorire forme tumorali, attraverso l’aiuto di psicologia e fisioterapia».

I colloqui psicologici e gli incontri fisioterapici si svolgeranno il 5, 6 e 7 marzo 2025 presso il Poliambulatorio ANVOLT Mestre in Via Pietro Mascagni 23. L’iniziativa, realizzata in occasione della Festa della Donna, è inserita nel calendario del “Marzo Donna” del Comune di Venezia e ha il patrocinio dell’Inner Wheel Club Fidelissima di Mestre. «La gestione del benessere psicofisico diventa sempre di più difficile – aggiunge la referente – soprattutto per le donne conciliare vita privata, famigliare e lavorativa porta a carichi di stress enorme che è poi una delle cause che favoriscono lo sviluppo di tumori, perché è una componente, che assieme a alimentazione e inquinamento, può scatenare una rispostamaligna” del nostro corpo ad ansie e frustazioni».

Case di comunità: medici di medicina generale dipendenti?

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Trasformare i medici di medicina generale in dipendenti delle case di comunità? «Si tratta di una stortura dove per avere il vantaggio di un presunto miglior governo territoriale si sacrifica l’autonomia dei professionisti e la qualità della cura personalizzata per i pazienti – spiega Giuseppe Palmisano, Segretario Regionale FIMMG Veneto, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale – oltretutto sarebbe anche discriminatorio perché coinvolgerebbe i nuovi assunti più giovani, lasciando ai colleghi più maturi la libera professione, creando un sistema ibrido con l’obiettivo principale di poter disporre di più medici, non di un servizio al cittadino migliore».

«La riorganizzazione della sanità con una riforma potrebbe essere un’opportunità – spiega il medico – ma l’ipotesi attuale, ovvero di una trasformazione graduale, rischia di non essere efficace per la medicina generale, la specialità deve rimanere unita altrimenti, anche se le case di comunità avranno solo medici dipendenti, come si gestiranno gli ambulatori sul territorio degli 11.400 sanitari che andranno in pensione entro il 2026? La questione è proprio garantire un presidio capillare sul territorio. Non siamo contrari all’idea che i medici di famiglia prestino la propria opera anche all’interno delle nuove strutture, ma la prima cosa da fare è potenziare le aggregazioni funzionali territoriali (AFT), ovvero l’insieme di medicine di gruppo e ambulatori singoli, dato che solo se queste funzionano a pieno regime, funzioneranno anche le case per la salute della comunità».

Arte e fede nel Giubileo 2025 a Venezia

Arte e fede nel Giubileo 2025 a Venezia

In occasione dell’Anno Santo, il Patriarcato di Venezia lancia un’iniziativa che unisce arte e spiritualità. 

«È la prima volta che viene proposto un percorso del genere», afferma don Marco Zane, uno degli organizzatori dell’iniziativa. «Non si tratta di semplici visite culturali».

Da marzo fino alla fine del Giubileo, saranno proposti tre percorsi dedicati a diverse fasce d’età, ragazzi, giovani e adulti, con cammini e tappe nella città di Venezia per scoprire e vivere più profondamente il senso dell’Anno Santo attraverso la bellezza artistica, armonizzata dalla preghiera. 

«L’obiettivo è di poter beneficiare della preziosità e della ricchezza del nostro patrimonio storico artistico destinato principalmente per il culto e non solo all’aspetto ornamentale», continua don Marco Zane. «Valorizzare questo patrimonio per la catechesi e vivere dei veri pellegrinaggi giubilari che possono consentirci di rinnovare la nostra fede».

Simone ed Erica: un cammino di fede e amore verso il matrimonio

Simone ed Erica: un cammino di fede e amore verso il matrimonio

Il 9 marzo a Venezia ci sarà il pellegrinaggio delle coppie di fidanzati che parteciperanno all’incontro annuale con il Patriarca, in basilica di San Marco. 
Tra loro ci sono Simone ed Erica, due giovani che hanno trovato nella fede un pilastro fondamentale del loro rapporto. 

«Mi sono avvicinata alla Chiesa tardi. Prima di dire che non credo, volevo conoscere. E alla fine ho abbracciato la fede» racconta Erica. «Simone e il percorso delle “10 parole” sono stati fondamentali; il cammino ha rappresentato un’opportunità di crescita sia personale che di coppia».

Pertanto, nel 2019, i due giovani hanno partecipato al percorso delle 10 parole a Mestre e, attualmente, stanno seguendo il corso fidanzati in vista del loro matrimonio, che sarà celebrato il 17 maggio.

Per loro, partecipare all’evento del 9 marzo è un’occasione preziosa per approfondire il significato della loro unione alla luce della fede. «Quest’anno è anche l’anno del Giubileo» afferma Simone. «Questo momento dedicato ai fidanzati ci aiuta a vivere appieno il nostro percorso verso il matrimonio, c’è una bella attesa e un mix di emozioni».

Mamme: i vermi nei bambini colpevoli di tutti i mali

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Tutti, prima o poi, cerchiamo un capro espiatorio. Le mamme, nel corso dei secoli, ne hanno individuati tre, colpevoli di qualsiasi nefandezza ai danni dei loro poveri bambini: i vermi, i denti e i pidocchi. Oggi vi allieterò parlando dei vermi, supremi colpevoli di quasi tutti i sintomi pediatrici: bruxismo,«el sgrinsa i denti», «ghe spussa el fià», mancata translucenza dei seni frontali, «el gà i oci scuri», disturbi dell’alvo «cacca mastegada», insonnia «el se remena drento al leto». E potrei continuare…

Come nei migliori romanzi gialli, dopo aver individuato il sospetto bisogna farne l’identikit: Enterobius Vermicularis, meglio conosciuto, anche per i giovani, come Ossiuro, il verme! Gli ossiuri arrivano nell’organismo quando si mettono in bocca le mani sporche di terra oppure mangiando della verdura lavata male dove ci siano delle uova embrionate. Le uova arrivano poi nell’intestino dove si schiudono e rilasciano il verme che poi si localizza nella parte più bassa dell’organo.

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