I sette cieli di Anna Peter Breton in mostra alla Magazzino Gallery

Compie un viaggio artistico nelle teorie tolemaiche-aristoteliche delle sette sfere celesti, dove spiritualità e bellezza s’intrecciano nei cieli sospesi sopra Venezia e i laghi sacri del Kirghizistan. Di questo parla “Seven Skies For Venice”, la mostra personale dell’artista ungherese Anna Peter Breton (classe 1985), a cura della storica dell’arte Roberta Semeraro e organizzata dall’Associazione ROSAM in collaborazione con Magazzino Gallery di Palazzo Contarini Polignac a Venezia, dove si tiene l’esposizione aperta fino all’8 marzo. Il lavoro di Anna Peter Breton, in sette dipinti ad olio in cui realizza ariosi cieli, esplora temi come identità, memoria e la bellezza fugace dell’esistenza, sia come riflessione personale che come commento universale sulla caducità della vita. Ispirata dalla sua eredità nomade e dalle esperienze in paesaggi diversi, l’artista cerca di trascendere i confini del luogo e del tempo fondendo una profonda connessione con la natura. Plasmate dalle sue tracce multiculturali e dai suoi lunghi viaggi, le opere di Anna Peter Breton sono intimi inviti a cogliere fragilità della natura e l’essenza di ciò che la circonda.
Carnevale: uno spettacolo da oltre 50 appuntamenti

“Il tempo di Casanova”: si intitola così il palinsesto degli appuntamenti del Carnevale della Cultura, di cui è direttore artistico Massimo Checchetto, all’interno dell’edizione del Carnevale di Venezia in programma dal 14 febbraio al 4 marzo. Il tema è dedicato al leggendario libertino veneziano nel 300esimo anno dalla sua nascita ed è sviluppato in numerose declinazioni. Un cartellone denso di iniziative che comprende progetti originali e creati ad hoc, co-promossi da Vela spa e sostenuti dal Comune di Venezia, per offrire ad adulti e bambini numerosi appuntamenti, per la maggior parte gratuiti. Tanti quindi gli eventi imperdibili, realizzati in collaborazione e partnership con circa 25 istituzioni cittadine. In quattro campi di Venezia – San Maurizio, San Polo, Santa Maria Formosa, Santa Margherita – ci saranno i mercatini di Carnevale, a cura di Confcommercio, dedicati all’editoria, all’artigianato locale e ai dolciumi tradizionali. Il Carnevale di Venezia quest’anno aprirà i battenti con un omaggio alla notte di San Valentino. “Cuore a cuore” è il tema della grande serata inaugurale di venerdì 14, che sul palco di Piazza San Marco, dalle ore 18:30, vedrà la conduzione di Marco Maccarini e Chiara Perale e le intrusioni dell’eclettico Principe Maurice nei panni di un sofisticato Casanova e di un improbabile Valentino interpretato dal giullare Manuel Bruttomesso. Si terranno performance di balli storici, musica e danza flamenca, boogie woogie e danza moderna, per poi proseguire la serata con musica live e DJ Set. Special Guests saranno Jacopo Sarno e Silvia Scartozzoni, protagonisti dello spettacolo firmato da Red Canzian “Casanova Operapop”. Sul palco tra i tanti interpreti che si esibiranno in serata anche Alessia Pintossi, eclettica soprano lirico che per l’occasione presenta il suo primo singolo inedito “Komorebi”, accompagnata da cinque danzatrici contemporanee.
Bullismo: il film “Neve” a Zelarino e un dialogo con i giovani

Mercoledì 12 febbraio, alle ore 20, presso il Centro Pastorale Cardinale Urbani di Zelarino, si terrà una proiezione aperta ai giovani del film NEVE con il regista e attore Simone Riccioni.
L’evento rientra nella Settimana di proiezioni del film, che avrà luogo da lunedì 10 a venerdì 14 febbraio in diverse località, tra cui Venezia, VE-Lido, Mestre e il Litorale.
La proposta è una serata aperta ai giovani, educatori, insegnanti, catechisti e genitori per riflettere insieme, riconoscere e contrastare il fenomeno del bullismo tra i ragazzi.
«L’obiettivo è quello di creare occasioni di confronto non solo con professori ed educatori, ma soprattutto con i giovani, che vivono in prima persona determinate tematiche e ne subiscono le conseguenze» descrive don Riccardo Redigolo, direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Venezia.
Venezia: incontro e Giubileo dei Fidanzati

Il prossimo 9 marzo nella basilica di San Marco a Venezia si terrà l’incontro dedicato ai fidanzati, con un carattere speciale legato all’Anno del Giubileo.
L’evento “Chiamati all’Amore nel Signore” si svolgerà in forma di pellegrinaggio e culminerà con la celebrazione nella Basilica marciana alle ore 15.30.
«Non si tratta solo di un momento per coloro che si stanno preparando al matrimonio, ma di un’occasione aperta a tutti i fidanzati, per riflettere sulla vita di coppia e sul cammino dell’amore cristiano», afferma don Pierpaolo Dal Corso, responsabile della Pastorale familiare in Diocesi.
don Cadamuro: «Il carcere sia un luogo dove ricostruirsi»

L’invito è quello di prendere parte alla Messa della domenica in carcere e, al termine della celebrazione, di fermarsi per un caffè e quattro chiacchiere insieme ai detenuti. A rivolgerlo a piccoli gruppi e realtà parrocchiali locali è don Massimo Cadamuro, cappellano della Casa circondariale di Santa Maria Maggiore a Venezia, che ormai da qualche mese ha preso in mano il testimone del compianto don Antonio Biancotto, nel tempo divenuto un vero e proprio punto di riferimento per i ristretti della città d’acqua. Qualche giorno fa la lampada in cui arde la “luce della speranza”, accesa a Roma per il Giubileo 2025, ha varcato le porte del carcere veneziano, accompagnata da una rappresentanza di cappellani del Triveneto, da alcuni volontari del territorio e da mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, delegato dei vescovi del Triveneto per la Pastorale dei detenuti. «Bisogna lavorare sul versante delle proposte di lavoro, strettamente connesse al tema dell’abitazione. Un luogo in cui poter ripartire e ricostruirsi una vita con gradualità. Dopo tre o quattro anni trascorsi tra le mura del carcere – osserva don Cadamuro – ci si ritrova anche a dover ricreare quelle relazioni e quei rapporti che si sono interrotti». La questione del dopo-pena e degli spazi abitativi per chi si riappropria della sua libertà, per il cappellano sono questioni centrali, sulle quali la Caritas diocesana sta lavorando.
Gasparini: «Con l’IA più precisione e rapidità nelle diagnosi»

Meno radiazioni, più precisione, riduzione dei tempi e screening precoci. Se per molti versi ad oggi i progressi informatici fanno paura, l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale (Ia) in medicina, in particolare in campo radiologico, sta invece portando molti benefici. «Le applicazioni pratiche già usate negli ospedali da almeno sette anni sono diverse» spiega il dott. Gabriele Gasparini, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Ulss 4 Veneto Orientale. Per prima cosa l’Ia utilizzata in radiografie e tac, che emettono raggi x, serve per ridurre le radiazioni ionizzate, permettendo comunque di acquisire immagini diagnostiche sempre più ad alta definizione: «Se inizialmente le radiazioni venivano abbattute del 50% ora la percentuale è addirittura superiore. – sottolinea Gasparini – Oggi, grazie ai fondi del PNRR, sono sempre di più gli ospedali che hanno potuto acquistare apparecchiature più performanti». Benefici si vedono anche per le risonanze magnetiche: «In questo caso la tecnologia aiuta a migliorare la qualità delle immagini permettendo anche una riduzione del tempo necessario per eseguire l’esame». Questo però non deve portare ad aumentare il numero degli esami: «Il tempo guadagnato va impiegato per garantire una migliore refertazione. Non dimentichiamo che il 40% degli esami che vengono prescritti sono inutili e inappropriati».
AVA Venezia: uno sportello energia per gli hotel

Abbattere i costi delle forniture di energia ed essere più sostenibili? E’ un’esigenza sempre più sentita anche dal comparto alberghiero, così AVA Venezia, l’associazione che raggruppa gli hotel cittadini si mobilità attivando un servizio di consulenza, lo “sportello energia”, per permettere ai propri 450 soci di essere supportati nel contenimento dei costi e in una maggior attenzione alla sostenibilità, che negli ultimi anni hanno subito un pesante incremento, mantenendo alti standard di qualità per strutture. Affianco a questo servizio verrà attivato anche un “help desk” per gestire le emergenze, grazie al partner di questa iniziativa: il Gruppo Unoenergy spa.
Una collaborazione tra AVA e azienda che viene da lontano, infatti molti anni fa, quando l’impresa si chiamava ancora Unogas e le necessità degli albergatori si limitavano a forniture di gas ed energia a prezzo conveniente, le strade si erano già incrociate. Oggi però l’accordo prevede che Unoenergy fornisca servizi di consulenza costanti nel tempo per affiancare gli hotel nelle problematiche legate ai servizi energetici che, al netto del distributore, si possono presentare. «Il mondo è cambiato rapidamente in termini geopolitici con il conflitto russo-ucraino, rendendoci ancora più legati ai Paesi che producono energia – spiega il vicedirettore di AVA, Daniele Minotto – mentre cambiano anche le normative in campo ambientale e le richieste dei clienti, per questo abbiamo deciso che ci servisse un “partner energetico” e non più solo un fornitore».
Adolescenti e depressione: come ricominciare a sorridere?

Coraggio, la pandemia è finita ormai da tempo: l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha dichiarata superata il 5 maggio 2023, più di un anno e mezzo fa. Il tema è sparito dall’attualità, i network e i social non ne parlano proprio più. Superata e quasi dimenticata. Da tempo ormai si va di nuovo in vacanza, si esce all’aria aperta, ci si può abbracciare: ci siamo definitivamente allontanati da quel periodo difficile, imbrattato di incertezza e di morte. Eppure… Eppure ancora qualcosa non va, soprattutto per i più giovani.
Lo spunto riflessivo mi giunge da qualche insegnante delle scuole secondarie che racconta come durante la pandemia i ragazzi, prevalentemente adolescenti, scoppiassero a piangere all’improvviso durante le lezioni. Crisi adolescenziali? Primi amori durati troppo poco? Incomprensioni genitoriali?
I romanzi di Tóibín, una quieta intensità che esplora il cambiamento

C’è qualcosa di magico nel modo in cui Colm Tóibín trasforma le vite ordinarie in straordinarie narrazioni. Con “Brooklyn” e “Long Island”, l’autore irlandese ci offre due romanzi che si rispecchiano e si completano, esplorando il viaggio di una donna attraverso due decenni di vita tra l’Irlanda e l’America. Nella piccola Enniscorthy degli anni ’50, incontriamo Eilis Lacey, protagonista di “Brooklyn”, una giovane donna il cui destino sta per intrecciarsi con quello di migliaia di irlandesi prima di lei. Come tanti compatrioti, Eilis attraversa l’oceano verso l’America, verso quella Brooklyn che diventerà il suo secondo mondo. La magia di Tóibín sta nel farci sentire ogni sfumatura del suo viaggio: la nostalgia che la sveglia nel cuore della notte, l’eccitazione delle prime esperienze nel grande magazzino dove lavora, il sapore dolce e spaventoso del primo amore americano. Vent’anni dopo, in “Long Island”, ritroviamo Eilis, ora Eilis Fiorello, in una vita apparentemente stabile con il marito Tony e i figli. Ma la quiete della sua esistenza viene improvvisamente scossa quando un uomo si presenta alla sua porta con un’accusa devastante: Tony avrebbe avuto una relazione con sua moglie, ora in attesa di un bambino. Questo evento innesca una serie di riflessioni e decisioni che porteranno Eilis a tornare in Irlanda, con i figli, per celebrare l’ottantesimo compleanno di sua madre. Nel suo paese natale, il confronto con vecchi amici, tra cui l’ex fidanzato Jim, ancora innamorato di lei, e l’amica Nancy, la costringe a riesaminare le scelte che hanno plasmato la sua vita.