Emeroteca dell’Arte: tanti gli appuntamenti del mese


Sono tanti gli appuntamenti del mese di febbraio previsti negli spazi dell’ex Emeroteca a Mestre, ora ribattezzata Emeroteca dell’Arte, da poco restituita alla collettività dopo un rinnovo degli spazi per un costo di 3,98 milioni, pensata come un centro innovativo volto a portare la produzione di progetti di arte e cultura contemporanea nel cuore della città. Questo è possibile in particolare grazie ai 13 atelier d’artista, che oggi hanno aperto al pubblico, e al Caffè letterario con eventi che animano costantemente lo spazio per cittadini e studiosi. L’Emeroteca dell’Arte, che si contraddistingue per l’installazione di oltre sette metri esposta sulla facciata de palazzo “Lion’s Tail” di Claes Oldenburg con Coosje van Bruggen, si propone infatti come un laboratorio creativo. Qui, grazie alla Fondazione Musei Civici di Venezia in virtuosa collaborazione tra il Comune di Venezia e la Fondazione Bevilacqua La Masa, i 13 atelier per giovani artisti tra i 18 e i 30 anni che hanno intrapreso un percorso formativo in Veneto, offrono l’opportunità di lavorare, creare e crescere in un contesto stimolante e professionale. Gli atelier sono stati pensati con lo scopo di ampliare la rete di residenze presenti in Italia e oggi, insieme ai 15 storici atelier del complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca e a Palazzo Carminati a San Stae, rappresentano la più grande offerta sul territorio nazionale. Un ulteriore momento dedicato agli artisti sarà giovedì 20, alle 15.30, nell’incontro “Parola agli Artisti”pensato per conoscere più da vicino gli artisti in residenza che condivideranno il loro percorso con il pubblico, in dialogo con il curatore Antonio Grulli. Il giorno successivo, venerdì 21, dalle ore 11 alle ore 20, gli atelier apriranno nuovamente per tutto il giorno le porte alla cittadinanza, che potrà vederne gli sviluppi.
L’Oasi di Winofsk: a Mestre un nuovo spazio per l’arte


È nata nel cuore di Mestre in Galleria Medaglie d’Oro 3-4 “L’Oasi di Winofsk”, nuova galleria dedicata all’arte contemporanea ma anche spazio per la cultura e boutique. Il nuovo spazio ha inaugurato sabato 25 con due esposizioni personali dei maestri Pier Domenico Magri e Carlo Mihalich, ma anche una collettiva con tanti altri talenti e nuove promesse dell’arte contemporanea, visitabili fino al 22 febbraio. Il progetto è a cura della gallerista e international art cultural manager Elena Petras Duleba, fondatrice nel 2016 della D’E.M. International Venice Art Gallery, che da Mestre ha ampliato la sua attività nel centro storico di Venezia all’interno dello spazio Charming Santa Fosca, organizzando 440 eventi internazionali tra mostre personali e collettive, concorsi e bandi d’arte, incontri culturali, ospitati anche in musei e spazi espositivi in altre città del Veneto. “L’Oasi di Winofsk” si propone non solo come luogo di esposizioni d’arte, ma anche come casa d’asta, spazio tv e talk show, punto di riferimento per eventi culturali, presentazioni di libri e corsi. All’interno c’è anche un angolo boutique, dove si possono acquistare prodotti e accessori di alto artigianato, come borse, gioielli e profumi. Lo spazio, interamente restaurato e riqualificato dall’imprenditrice, era stato costruito negli anni ’60 su una parte del sito dove si trovava il Teatro Balbi, edificato nel 1777 dalla famiglia Balbi e progettato e realizzato dell’architetto veneziano Bernardino Maccaruzzi, allievo di Giorgio Massari. All’epoca per comodità degli spettatori era stato approntato un porticato che portava dall’entrata del teatro fino all’imbarcadero di Piazza Barche, quest’ultimo rappresentato nel dipinto del 1767 “Alle Barche” del Canaletto. Il teatro proseguì il suo impegno fino al 1811, anno della chiusura definitiva. Ristrutturato e riallestito, ora lo spazio è tornato ad ospitare arte e cultura.
“VeneziE”: al Candiani riparte il ciclo di conferenze sulla città

Decostruire il mito per guardare a Venezia da tanti punti di vista, non trascurando anche la storia di Mestre, per vedere le cose insieme. Riparte giovedì 6, alle ore 18, al Centro Culturale Candiani a Mestre, il ciclo di conferenze del progetto culturale “VeneziE”, partito nel 2022 e arrivato alla terza edizione, a cura del prof. Antonio Manno e reso possibile dall’associazione “Il Circolo Veneto”. Tanti sono gli appuntamenti in programma, a partire dal primo, di carattere religioso, “Il Purgatorio nell’arte figurativa veneziana. Letteratura, società e arte” a cura di Enrica Folin, storica dell’arte che esaminerà il tema del Purgatorio nei suoi aspetti letterari, sociali e artistici con riferimento a Venezia e ai suoi domini durante un arco temporale che si estende dal Concilio di Trento alla caduta della Serenissima. «Durante la conferenza verranno analizzati in modo multidisciplinarele manifestazioni di questo tema nella vita sociale, nella letteratura, nella musica, nella pittura e nelle arti applicate. Enrica Folin è massima specialista del tema ed esaminerà in particolare opere d’arte conservate nelle chiese di Venezia e nel Duomo di Mestre» anticipa il prof. Manno. Nel programma gli incontri spazieranno sulle storie, le arti, le architetture, le politiche, le culture, i costumi, le mentalità, le devozioni, le tradizioni, i miti e i confini del territorio con approccio critico e interdisciplinare. «Venezia nel corso del tempo è stata teatro di considerevoli interventi di trasformazione e ammodernamento del proprio tessuto urbano e territoriale. È proprio per sottolineare le incessanti metamorfosi della città che si è voluto declinare il nome del progetto al plurale. – continua Manno – Ci occuperemo infatti anche del suo entroterra, di una Mestre che assunse il ruolo di ingresso “da Terra” della Serenissima, opposta e pur tuttavia funzionale a quella “da Mar”. – e aggiunge – L’obiettivo è rendere la cittadinanza più consapevole della storia e del patrimonio culturale, favorendo anche la coesione sociale e l‘integrazione».
Politecnico calzaturiero contro il greenwashing


«Un impegno tra diversi partner europei che come Politecnico Calzaturiero ci vede impegnati e in cui crediamo molto a tutela della sostenibilità – spiega il Direttore tecnico Alice Marcato – attraverso attività di formazione e ricerca per creare una piattaforma online, aperta ad esperti del settore calzaturiero, ma anche ai consumatori e fare informazione contro il greenwashing, quella pratica fraudolenta, ma non ancora così nota al grande pubblico, che spaccia come naturali, ecologici e amici dell’ambiente prodotti che danno una falsa impressione degli impatti ambientali o dei benefici con il loro acquisto».
Il progetto “VETting Green” nasce proprio allo scopo di indagare e approfondire queste pratiche di greenwashing, in modo da poter sviluppare veri e propri corsi di formazione professionale a livello europeo su concetti legati alla sostenibilità, per dare ai consumatori strumenti per verificare le dichiarazioni ecologiche delle aziende, imparando a scegliere in modo consapevole. Lo scorso 24 gennaio, la sede del Politecnico Calzaturiero di Vigonza, ha ospitato i partner europei da Belgio, Grecia, Portogallo e Spagna, per mettere a punto dei programmi di formazione da offrire gratuitamente a tutti gli interessati per approfondire il tema e tutelarsi di fronte alle frodi, sia come imprese che come consumatori.
Un centro del riuso a scuola presso il Querini di Mestre

Buone abitudini fin dai banchi di scuola? All’Istituto Comprensivo Francesco Querini di Mestre, che raggruppa classi dall’infanzia fino alle medie, ne sono convinti, tanto da aver creato un vero e proprio centro del riuso in un plesso. «Ridurre, riciclare, risparmiare sono elementi essenziali per proiettare le future generazioni verso un nuovo sviluppo sostenibile – spiega la Dirigente Scolastica Giovanna De Angelis – ma oltre a quello sulla sostenibilità, abbiamo pensato anche di agire sull’aspetto della solidarietà mettendo a disposizione oggetti per chi magari non ha la possibilità di acquistarli».
Infatti l’unica regola per il funzionamento del progetto “non lo usi? SCAMBIALO”, partito a dicembre 2024 e ideato dalla professoressa di matematica e scienze Ludovica Bastianetto, coinvolgendo le classi 1C e 2C del plesso delle medie Salvo D’Acquisto, è che per prendere un oggetto è necessario consegnarne un altro. «Non è importante la contropartita in termini di valore – spiegano dalla scuola – ma il gesto di dare per avere, della reciprocità e della messa in condivisione. Oltre a mandare un messaggio forte contro lo spreco volevamo insegnare ai nostri studenti a pensarsi non solo parte di una comunità, ma anche a capire il valore del gesto di donare qualcosa a chi potrebbe averne più bisogno, anche senza una uno scambio alla pari».
Stitichezza e lassativi: non curatevi da soli

Nell’immaginario collettivo c’è una consuetudine o una necessità psicologica: bisogna andare di corpo tutti i giorni. Per la stipsi, o stitichezza che dir si voglia, una commissione di esperti di livello mondiale, adeguatamente selezionata sulla base della produzione scientifica, ha licenziato negli anni dei criteri diagnostici – chiamati “i criteri di Roma”, nome che deriva dalla sede della riunione collegiale finale – sempre migliorati come affidabilità di giudizio nel tempo. Il lavoro prodotto per emanare questi criteri ha coinvolto 87 esperti provenienti da 18 paesi raggruppati in 14 comitati.
Il primo assunto è che l’evacuazione da 3 volte a una volta ogni 3 giorni è considerata ancora nella norma come ritmo, ma vi sono evenienze aggiuntive – il dolore durante l’atto, lo svuotamento insufficiente, la scarica in più tempi, la necessità di digitazione per evacuare… – classificate per definire il livello di disfunzione e arrivare alla diagnosi di stipsi a lento transito, cioè quando la frequenza di evacuazione è ridotta, e stipsi con deficit espulsivo. Le due condizioni possono essere separate o anche coesistere.
Dal 1° marzo al via le iscrizioni ai campi estivi dell’Azione Cattolica

Le iscrizioni ai campi estivi della Casa della Gioventù per l’estate 2025 sono ufficialmente aperte. Un’opportunità unica per vivere un’esperienza di comunità, fede e divertimento immersi nella bellezza delle Dolomiti.
Il campo è aperto a tutti: sia ai ragazzi e alle ragazze aderenti all’Azione Cattolica, che ai non aderenti che desiderano scoprire questa realtà e viverne i valori.
«La partecipazione a questa esperienza non è solo un’opportunità per divertirsi, ma anche per crescere spiritualmente», afferma don Marco Zane, assistente ecclesiastico dell’Azione cattolica giovani. «La preghiera accompagnerà ogni momento del giorno, dai pasti ai momenti di riflessione, creando un ambiente in cui il rispetto e la cura reciproca sono al centro».
Le iscrizioni per gli aderenti si apriranno il 1° marzo 2025, mentre per i non aderenti sarà possibile iscriversi a partire dal 1° aprile 2025. La modalità di iscrizione è semplice: è sufficiente scaricare il modulo dal sito web acvenezia.net e inviarlo compilato alla mail campiscuola@acvenezia.net.
Fra Zuccolo, una vita accanto ai ragazzi dell’oratorio di S. Giobbe

«Dighe che i staga bassi bassi!». È racchiuso in queste poche parole – vero e proprio invito ai ragazzi e chierici che frequentavano gli spazi dell’oratorio a rimanere semplici e umili – il messaggio del canossiano fra Giovanni Zuccolo, che nell’arco dell’intera sua esistenza ha ispirato le sue azioni. A conferma di come per il sacerdote veneziano, nato il 20 dicembre 1874 in calle della Madonna, nel popoloso sestiere di Cannaregio, il centro di tutto fossero proprio l’umiltà, la povertà interiore e il lasciare spazio all’agire del Signore. È una figura cara alla parrocchia di San Giobbe, quella di fra Zuccolo, del quale il prossimo 10 febbraio si celebreranno i 65 anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1960. Lo scorso dicembre, invece, la comunità canossiana della città d’acqua ha ricordato i 150 anni dalla nascita. «Per il 2025 stiamo pensando di organizzare qualche iniziativa in suo ricordo – riflette il parroco di San Giobbe, padre Antonio Papa, insediatosi a Venezia da pochi mesi –. Sono arrivato di recente in questa comunità, ma ho già potuto toccare con mano una certa vitalità dell’oratorio: chiaro, da tempo ormai non assistiamo più alle frotte di centinaia di bambini e ragazzi, ma di giovani comunque ce ne sono. La catechesi è frequentata fino all’età della Cresima». Una Venezia diversa, rispetto ad una volta, oggi segnata da una denatalità e da un calo del numero degli abitanti inesorabile. Mentre all’epoca di Francesco Antonio Zuccolo – poi diventato fra Giovanni, che aderì alla Congregazione dell’Addolorata, fiorente a San Giobbe – le difficoltà erano altre, diverse dalle attuali, e lui le ha toccate con mano.
Ipsos-Iusve sui giovani: gli ottimisti sono due volte i pessimisti

Due giovani su tre si dicono “ottimisti” per il futuro. E a immaginare il proprio futuro migliore di quello dei propri genitori sono il doppio rispetto a chi pensa sarà il contrario. Ma ancora in due su tre affermano che la propria vita reale è distante (molto o abbastanza) dalla propria vita ideale.
Sono queste alcune delle principali “istantanee” che emergono da un’indagine svolta da Ipsos in collaborazione con l’Osservatorio IUSVE “Giovani e futuro”, che ha coinvolto un campione rappresentativo di 2.000 giovani italiani d’età compresa tra i 16 e i 26 anni.
Giovedì 30 gennaio, all’Istituto Salesiano San Marco di Mestre,sono stati presentati i risultati dell’indagine..
«I giovani adulti italiani non si aspettano sconti, ma sanno che senza un investimento pubblico sulle loro competenze e potenzialità, il percorso sarà più arduo», afferma Davide Girardi, responsabile dell’Osservatorio IUSVE “Giovani e futuro”. «Nonostante la voglia di essere protagonisti del cambiamento, soprattutto su temi come la sostenibilità e l’intelligenza artificiale, il timore di fallire resta un fattore critico. Questo timore deve essere preso sul serio, specialmente alla luce del disinvestimento nei giovani e della contrazione demografica in atto nel nostro Paese».
Dallo studio emerge un quadro complesso: i giovani italiani desiderano essere protagonisti del proprio futuro, ma al tempo stesso non ignorano le difficoltà del presente.