Alvise Feiffer: «Sul Chachacomani tra alpinismo e incontro dell’altro»

Per compiere grandi imprese ci vuole passione, determinazione e spirito di sacrifico. Queste sono le caratteristiche che hanno portato l’alpinista veneziano Alvise Feiffer (classe 1980), socio della Giovane Montagna di Venezia, ad arrivare in cima al Chachacomani in Bolivia e ad altre importanti vette nella spedizione che si è tenuta dal 2 al 23 agosto scorso, organizzata proprio dall’Associazione Giovane Montagna. Alvise, grazie alle sue precedenti esperienze di spedizioni all’estero, insieme ad altri due soci appartenenti di altre sezioni, ha avuto il compito di organizzare la parte alpinistica, stabilendo le salite da fare e decidendo sul posto il programma con le guide locali. Si tratta della prima spedizione organizzata dall’Associazione in Bolivia, che ha coinvolto 32 persone, di cui 11 hanno preso parte all’impresa alpinistica, mentre gli altri hanno invece svolto un trekking. L’idea dell’Associazione alpinistica di stampo cattolico, di cui è presidente nazionale Stefano Vezzoso, era partita già due anni fa: «Diversi sono stati gli incontri e le uscite in montagna per arrivare tecnicamente preparati all’impresa e soprattutto per conoscerci e creare un gruppo coeso ed affiatato» racconta Feiffer.
La Giovane Montagna riparte nel segno dell’alpinismo

È ripartita con grande entusiasmo la sezione veneziana dell’Associazione Giovane Montagna, intitolata a Giacinto Mazzoleni, che domenica 12 ha organizzato la prima escursione dell’anno con le ciaspe nelle Alpi Giulie, che da Valbruna ha condotto una trentina di soci a Malga Rauna. Una prima gita che è stata accompagnata anche dalla presenza del cappellano della sezione, don Paolo Bellio, che a metà percorso in un punto panoramico ha celebrato all’aperto la S. messa: «Una significativa testimonianza dell’identità spirituale della Giovane Montagna, associazione di stampo cattolico» ha detto il presidente della sezione Tita Piasentini. Da domenica 19 fino a ieri, inoltre, la sezione ha svolto anche il soggiorno invernale programmato nelle Valli Aurina e Tures. Si tratta delle prime di 25 uscite in programma durante l’anno, tra escursioni giornaliere e trekking di più giorni. Per la Giovane Montagna quello appena trascorso è stato un anno molto fecondo: «I soci hanno partecipato in gran numero alle gite, con una media tra i 20 e i 30 partecipanti alla volta. – racconta Piasentini – Certo dobbiamo scontraci con una realtà come quella veneziana che ormai offre un bacino limitato di residenti e quindi c’è sempre più difficoltà ad ampliare il gruppo» spiega, sottolineando però che la sezione nel suo piccolo vede un costante rinnovo. Nell’anno appena trascorso il numero dei soci è rimasto stabile rispetto al 2023. Sono 130 attualmente gli iscritti alla sezione veneziana: «Di questi una decina sono nuovi soci, tra i 40 e i 60 anni, che si sono iscritti l’anno scorso e che hanno colmato il vuoto di coloro che si sono ritirati per sopraggiunti limiti di età o perché purtroppo sono mancati» spiega Piasentini. In generale ad oggi la Giovane Montagna è composta da persone che vanno dai 30 ai 60 anni, anche se non mancano ultraottantenni che continuano a partecipare con entusiasmo e grinta. Rispetto ad un tempo oggi alla Giovane Montagna si iscrivono principalmente donne, il 70% della sezione è infatti al femminile.
Quando il vetro diventa design: la donazione di Carlo e Giovanni Moretti

Carlo e Giovanni Moretti erano due imprenditori che a Murano e nella storia del vetro e del design hanno saputo lasciare il segno. “Storie di fabbriche. Storie di famiglie. Donazione Carlo e Giovanni Moretti 1958-2013” è la mostra allestita nello Spazio Ex Conterie al Museo del Vetro a Murano, a cura di Chiara Squarcina, Mauro Stocco e Marta Moretti, che presenta le opere realizzate dai due fratelli, celebrandone l’esperienza e la storia della loro creatività. L’esposizione, visitabile fino al 30 giugno, fa conoscere al pubblico per la prima volta la maggior parte dell’importante e cospicua donazione di oltre 400 opere della ditta Carlo Moretti, pervenuta al Museo del Vetro nel 2020, che permette di ripercorrere in modo puntuale ed esaustivo le vicende storiche dell’azienda creata da Carlo e Giovanni Moretti nel 1958 e l’evolversi fino al 2013 della fortunata produzione, quando l’azienda è passata di mano.
Ecogiustizia: un patto di comunità per Porto Marghera


Vecchi problemi ma nuove soluzioni: «La novità di questa campagna, che ci vede impegnati nella tappa di Porto Marghera, uno dei 42 Siti di Intesse Nazionale in attesa di bonifica – spiega il Presidente Nazionale di Legambiente Stefano Ciafani – è essere uniti in sei associazioni (Acli, Agesci, Arci, Azione Cattolica, Legambiente e Libera), con storie e sensibilità diverse, ma con il tratto comune di essersi occupati di giustizia ambientale, con l’obiettivo di mettere in campo delle azioni concrete per riportare all’attenzione e fare luce sui terrori “dimenticati” ancora in attesa di essere decontaminati dagli inquinanti. Si parla di 170.000 ettari di terra e 78.000 di mare, dove vivono sei milioni di persone. Per questo è nata la campagna “Ecogiustizia Subito”».
«In questi luoghi le persone hanno ormai perso la speranza di poter pensare a un futuro diverso con la decadenza dopo lo sviluppo economico, pagato a caro prezzo dal punto di vista ambientale – prosegue – dai dati che abbiamo raccolto direttamente dal Ministero dell’Ambiente appaiono netti ritardi, tanto che se Porto Marghera fosse stata in America o Germania, nello stesso tempo dall’avvio delle nostre procedure sarebbe stata bonificata almeno due volte». Come ha tenuto a precisare Pierangelo Molena, Presidente delle Acli veneziane: «Questa non è un’iniziativa contro, ma a supporto di politica e istituzioni perché ci siano i giusti finanziamenti per bonificare l’area di Porto Marghera e non si fermerà con la manifestazione simbolica del flashmob la mattina del 22 gennaio davanti alla sede della Regione a Palazzo Grandi Stazioni di Venezia, ma proseguirà con appuntamenti sul territorio per tenere alto il livello di attenzione».
La laguna al centro del futuro sostenibile di Venezia

«Mai come oggi l’interesse per il futuro è così pressante – inizia così Antonio Marcomini l’incontro “Futuri sostenibili di Venezia e della sua laguna”, ospite del Rotary Club Venezia Mestre lo scorso 16 gennaio – la minaccia più pericolosa è quella del cambiamento del clima, che sta progredendo a una velocità mai conosciuta nella storia dell’umanità, costellata da emergenze. Non ci è ancora chiaro dove ci porterà ma quello che abbiamo capito è che l’instabilità climatica non è solo ambientale, ma anche economica e sociale, dobbiamo prepararci a un cambiamento che non sarà più rimandabile e anche Venezia e la sua laguna, potrebbero non essere come le abbiamo conosciute fino adesso, ma non è per forza detto che sia un male, dipende da come affronteremo queste grandi sfide».
Antonio Marcomini è Professore Ordinario di Chimica dell’Ambiente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stato membro di comitati di esperti di chimica e valutazione del rischio ambientale, dal Ministero dell’Ambiente all’ex Magistrato alle Acque di Venezia, passando per incarichi internazionali in realtà come la Fondazione Europea della Scienza e l’Agenzia Europea per l’Ambiente. «Siamo chiamati a progettare il futuro in tempi rapidi – ha aggiunto – qualsiasi futuro parte dal presente, ma per conoscere bene i tempi in cui si vive bisogna tenere a mente che si tratta di risultati del passato, che va compreso. Per questo dovremmo partire da quello che si è dimostrato efficace sin qui per salvaguardare Venezia, fra cui anche il MOSE».
Scompenso cardiaco: il cuore non pompa più in modo giusto

Lo scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca) rappresenta la prima causa di ospedalizzazione nelle persone sopra i 65 anni di età. Si tratta di un deterioramento del cuore, che gli impedisce di assolvere alla propria funzione di pompa: ne conseguono un insufficiente apporto di sangue al resto dell’organismo e il ristagno di sangue in alcuni organi, come i polmoni e il fegato ad esempio, che ne rimangono congestionati.
Si tratta di una condizione che, purtroppo, tende a diventare cronica: dopo il primo episodio, recidiva frequentemente e interessa circa il 2% della popolazione generale, ma diventa via via più frequente con l’età e nel genere femminile, fino ad arrivare al 15% degli individui over 85 anni di entrambi i sessi.
Musica e preghiera per l’Unità dei Cristiani a Zelarino

Domenica 26 gennaio 2025, alle ore 16.30, la chiesa parrocchiale dedicata a Maria Immacolata e a San Vigilio a Zelarino ospiterà un evento speciale per concludere la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.
La comunità ha organizzato un momento unico di preghiera in canto, una sorta di concerto a “due voci” che unirà in un pomeriggio di lode e riflessione i fedeli cattolici con i fratelli e le sorelle della Chiesa Protestante Evangelica di Marghera e chi vorrà partecipare appartenendo ad altre confessioni cristiane.
Questo evento rappresenta un’occasione significativa di incontro e condivisione, in cui la musica diventerà un linguaggio universale per lodare Dio, esprimere gioia e testimoniare il desiderio di camminare insieme, al di là delle differenze storiche e dottrinali, riconoscendo tutti fratelli in Cristo.
Giubileo delle Famiglie: 3 pullman e 180 partecipanti pronti

Le iscrizioni per il Giubileo delle Famiglie, previsto dal 30 maggio al 1 giugno a Roma, sono state completate in pochissimo tempo, già verso metà dicembre.
Tre pullman, con un totale di 180 partecipanti, partiranno per Roma per vivere insieme questa grande esperienza di fede e comunità.
«La rappresentanza della Diocesi è stata pensata per garantire una gestione logistica semplice, specialmente negli spostamenti», spiega don Pierpaolo Dal Corso, responsabile della Pastorale familiare del Patriarcato. «Per chi non è riuscito a iscriversi, esiste comunque la possibilità di aggregarsi, organizzandosi in autonomia per quanto riguarda trasporto e alloggio».