A teatro per sostenere la Fondazione Elena Trevisanato

Torna nella serata di domenica 15, alle ore 18, al Teatro Malibran a Venezia, l’imperdibile evento a favore della Fondazione Elena Trevisanato onlus, dedicata alla giovane Elena scomparsa prematuramente nel 2006, a soli 19 anni, dopo esser caduta da cavallo. La Fondazione che porta il suo nome opera da oltre 15 anni opera in Africa, principalmente nella regione della Somali Region etiope e in Italia. Nello spettacolo d’eccezione “DUO di canti e racconti lagunari“, le storie di Alberto Toso Fei e le musiche di Giovanni Dell’Olivo, accompagnati da Serena Catullo e Alvise Seggi, guideranno gli spettatori attraverso la magia di Venezia. Sarà un’esperienza unica per immergersi nella bellezza senza tempo di una città storica e quotidiana, diversa, reale e immaginifica, dove si intrecciano memorie e leggende. Saranno cinque i racconti del narratore di Venezia Alberto Toso Fei, giornalista, scrittore e saggista, intramezzato dai pezzi musicali di Giovanni Dell’Olivo, cantautore e musicista polistrumentista veneziano, che eseguirà brani storici tratti, tra gli altri, dagli album “Venetikorebetiko”, “Addio a Ulisse”, “Memorie di Atlantide”.
È dedicata al gioco la mostra “Le Immagini della Fantasia”

L’iraniana Narges Mohammadi è l’ospite d’onore della la 42^ edizione de “Le Immagini della Fantasia”, la Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia che si tiene negli spazi della Casa della Fantasia a Sarmede vicino a Treviso, nella sede della Fondazione Štěpán Zavřel, intitolata all’illustratore Ceco nato Praga nel 1932 e spentosi nel 1999 proprio nel paese trevigiano, dove nel 1983 aveva fondato la Mostra Internazionale e nel 1988 la Scuola Internazionale d’Illustrazione. Quest’anno il tema della mostra, che celebra l’arte dell’illustrazione per l’infanzia ed esalta la grande capacità dell’immaginazione umana, è dedicato al gioco. Sono oltre 200 le opere realizzate da 22 illustratrici e illustratori provenienti da 14 paesi, nell’esposizione divisa in 4 sezioni di cui è direttore e curatore Gabriel Pacheco. Grazie alla mostra a Sarmede l’educazione viene promossa attraverso l’arte e i bambini vengono incoraggiati a sviluppare la loro creatività, mentre gli adulti attraverso il gioco vedono un’occasione di riscoperta e di crescita, respirando messaggi di libertà. Durante la mostra infatti vengono raccontate storie capaci di ispirare intere generazioni, attirando artisti e illustratori da tutto il mondo, che possono scambiarsi esperienze e conoscenze, diventando inoltre una piattaforma per scoprire talenti emergenti.
Raccolta doni alla Casa di The Human Safety Net

Grande novità alla Casa di The Human Safety Net della Fondazione Generali alle Procuratie Vecchie, in Piazza San Marco 105 a Venezia, dove per la prima volta quest’anno nei giorni di mercoledì 4 e giovedì 5 è stato possibile consegnare un regalo da far avere a bambini da 0 a 6 anni ma anche a mamme e papà di famiglie vulnerabili. L’iniziativa della raccolta di doni natalizia verrà replicata anche nelle giornate di mercoledì 11 e giovedì 12, dalle ore 15 alle 18, e tutti i doni ricevuti saranno poi consegnati agli ospiti della Casa Famiglia San Pio X di Venezia e Mestre, partner di The Human Safety Net. «La raccolta dei doni esiste già da qualche anno ma era realizzata solo dai dipendenti di Generali. Quest’anno invece per la prima volta proprio a Venezia, dove The Human Safety Net ha la sua Casa punto di riferimento in tutto il mondo, considerato il costante dialogo con la città, abbiamo deciso di allargare la raccolta dei doni invitando tutta la comunità veneziana a parteciparvi» spiega Alexia Boro, direttrice della Casa di The Human Safety Net.
La rivoluzione basagliana nelle foto di Butturini

Molte leggi vengono ricordate e associate alle persone che le hanno volute e formulate, spesso andando a sostituire il loro nome istituzionale in favore di coloro che le rappresentano. La legge Basaglia, ovvero la legge 13 maggio 1978, n. 180, ne è un esempio. Molti la conoscono, molti ne hanno sentito parlare, ma chi era Franco Basaglia? In onore dei 100 anni dalla sua nascita una mostra organizzata e ospitata da Emergency a Venezia, dal titolo “OMAGGIO A BASAGLIA. DAL MANICOMIO ALLA CURA Cento foto di Gian Butturini a cento anni dalla nascita”, aiuta a comprendere, conoscere e apprezzare uno degli uomini che hanno cambiato la storia della cura delle malattie mentali in Italia. Realizzata in collaborazione con l’Archivio Basaglia e l’Associazione Gian Butturini, l’esposizione situata in Giudecca 212 mostra l’operato di Basaglia tramite la lente fotografica di Gian Butturini, fotografo che negli anni ‘70, prima dell’entrata in vigore della legge, ha fatto visita all’ospedale psichiatrico di Trieste su espressa richiesta di Basaglia per documentare le condizioni di vita degli ospiti e raccontare la rivoluzione messa in atto. L’operato di Basaglia verteva infatti non solo nel curare tramite farmaci e operazioni, ma anche nel restituire dignità agli ospiti che vivevano nelle strutture, spesso dimenticati e, per citare lo stesso Basaglia, ritenuti “scarti di una società che li ha usati e gettati come scorze di banane”. Alla conferenza di presentazione di martedì 4, oltre alla curatrice della mostra Gigliola Foschi e la presidente di Emergency Mara Rumiz, hanno partecipato anche Tiziano Butturini, figlio del fotografo Gian Butturini, e Alberta Basaglia, figlia di Franco Basaglia.
“Altai”, il seguito di “Q”: i romanzi storici del collettivo Wu Ming

Anziani non autosufficienti: igiene necessaria per gli impianti

Sembra che oramai l’unica protesi fissa che si possa proporre ai nostri pazienti sia quella su impianti. Un assunto, però, da qualche tempo in corso di revisione. Risale, infatti, al 2017 uno studio di un gruppo di ricerca guidato dal professor Eriberto Bressan della Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Padova – diretta dal professor Edoardo Stellini – che da anni si occupa di ricerca in campo implanto-protesico e parodontale.
Considerando la bibliografia e l’esperienza clinica accumulata nel tempo, ha ipotizzato che i pazienti anziani non autosufficienti non siano in grado di mantenere una accurata igiene orale dei tessuti perimplantari. Una condizione che aumenta il rischio di insorgenza di alcune malattie: mucositi e perimplantiti per esempio, patologie che non permettono un’adeguata qualità di vita quotidiana.
Non spegnere la gioia: Don Luigi Verdi su giovani e speranza


Giovedì 5 dicembre, nella chiesa della Santissima Trinità a Mestre, il sacerdote toscano don Luigi Verdi ha tenuto un incontro intitolato “Non spegnere la gioia”, un momento di riflessione sul bisogno di ritrovare speranza e gioia in un mondo che spesso sembra soffocarle.
«In questo mondo che tende a spegnere la gioia e la speranza, credo sia arrivato il momento di ribaltare le cose. La disperazione significa non vedere alcuna possibilità, mentre sperare vuol dire scorgere almeno una possibilità», ha affermato don Luigi. «Nella vita possiamo scegliere tra stare dentro la malinconia che, come diceva San Francesco, è il peggiore di tutti i mali perché ci fa pretendere un mondo migliore senza saper più dire grazie, oppure stare dentro la gioia. La gioia è spontanea, naturale; siamo fatti per essa e non possiamo farne a meno».
Gruppo Missioni Carpenedo: 5500€ per ricostruire case in India

Il Gruppo Missioni Carpenedo ha raccolto 5500€ a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione nella diocesi di Eluru, in India. Questo evento, causato dai monsoni, ha avuto un impatto particolarmente grave, lasciando molte famiglie senza una casa.
Eluru, area frequentemente colpita dai monsoni, vive situazioni difficili ogni anno. Tuttavia, l’ultima inondazione, avvenuta lo scorso luglio, ha superato ogni precedente, causando danni enormi. «Noi cerchiamo di intervenire solo quando le condizioni sono particolarmente dure», spiega il presidente dell’associazione Gianni Scarpa.
A settembre, attraverso il notiziario dell’associazione, è stato lanciato un appello alla solidarietà, raccontando la gravità della situazione e invitando i sostenitori a partecipare a una raccolta fondi.
Grazie alla sensibilizzazione effettuata, esclusivamente tramite e-mail, la risposta è stata sorprendente: 5500€ raccolti in poco tempo, con un primo contributo significativo di 2000€ da parte di una signora di Treviso.
Casa San Giuseppe: appartamenti disponibili da metà gennaio

La nuova area di Casa San Giuseppe, denominata “casa Betlemme”, ospita otto mini-appartamenti modulari, concepiti per rispondere alle esigenze di donne che escono dal carcere o affrontano situazioni di disagio.
Gli appartamenti, pensati per offrire una sistemazione a lungo termine, possono accogliere anche mamme con bambini, un’opzione che distingue questa struttura dall’altra già presente e operativa Casa Bakhita, dedicata a soggiorni più brevi di 15-30 giorni.
«La Casa San Giuseppe offre una seconda accoglienza, pensata per percorsi di autonomia più duraturi», spiega Franco Sensini, vicedirettore della Caritas veneziana. «Gli appartamenti, pronti per essere utilizzati, saranno operativi a partire da metà gennaio, con regolamenti e criteri di accesso in via di definizione».