Alvise Rigo: «Calco il mondo dello spettacolo con i piedi per terra»

Dal campo da rugby al red carpet tra i protagonisti della 81. Mostra del Cinema di Venezia. La strada nel mondo cinema è in continua ascesa per il modello, attore ed ex rugbista lidense Alvise Rigo (classe 1992), che ha recitato accanto a Julianne Moore e Tilda Swinton nel film nel film “The Room Next Door” del regista spagnolo Pedro Almodóvar, vincitore del Leone d’Oro. «La mia vita è una bella sorpresa. – esordisce – Dicono che la fortuna aiuti gli audaci e io lo sono. Questa esperienza è stata una sorpresa ma anche la conseguenza di tante coincidenze». Alvise aveva iniziato a lavorare alla Mostra del Cinema quando aveva 18 anni, ma solo da dietro le quinte: «Durante un allenamento di rugby mi è stato proposto di lavorare lì nella sicurezza. – racconta – I miei genitori mi ha cresciuto con i valori dell’onestà e del rispetto, insegnandomi l’importanza del lavoro. – e continua – Il primo anno alla Mostra del Cinema mi misero alla sbarra a fare il controllo degli ingressi, poi venni spostato alla sicurezza delle star e anche come autista di vip quali Tom Hanks, Al Pacino, Clint Eastwood, Tom Holland, Jim Carrey e Anastacia. Infine, diventai capo gruppo di sicurezza. Una notte mi appisolai sul divano della hall dell’Hotel Bulgari di Milano perché Kendall Jenner si era intrattenuta nel ristorante fino le 6 del mattino. Ricordo che lei poi si scusò con me per la serata prolungata». Alvise alterna così il lavoro da assistente alla sicurezza con la carriera sportiva. Poi però sette anni fa tutto cambia: un brutto infortunio sul campo lo costringe a dire addio al rugby e, anche in seguito ad una delusione amorosa, si trasferisce a Milano. «All’inizio è stato un duro colpo, ma sono riuscito a mitigare il dolore trasformando la vita sportiva nella mia vita lavorativa e professionale».
“Matisse e la luce del Mediterraneo”: nuova mostra al Candiani


La luce e le luminose atmosfere del Mar Mediterraneo in passato ispirarono tanti artisti, compreso Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954). “Matisse e la luce del Mediterraneo” è la nuova mostra, a cura di Elisabetta Barisoni, allestita al Centro Culturale Candiani a Mestre, che resterà visitabile gratuitamente previa registrazione fino al 4 marzo 2025. Il nuovo progetto espositivo nasce dalle collezioni civiche di arte moderna conservate alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, di cui Barisoni è direttrice, ed è arricchito da prestigiosi prestiti internazionali. Il maestro e capostipite del movimento dei Fauves, ovvero le belve, le cui opere sono espressione della gioia di vivere, delle emozioni profonde, tradotte in colori forti, vivaci e innaturali, è avvicendato in mostra in dialogo con artisti con i quali condivise vicende biografiche e rivoluzioni artistiche, quali: Henri Manguin, André Derain, Albert Marquet, Maurice de Vlaminck, Raoul Dufy, Pierre Bonnard ma anche l’italiano Filippo de Pisis. La luce è il centro della ricerca di Matisse, come di quegli artisti che miravano a catturare l’abbagliante bellezza del Mar Mediterraneo, in particolare del Midi, il Mezzogiorno francese, luogo fisico e della creazione artistica, vero protagonista del colore liberato dall’Espressionismo selvaggio.
Fubini, Mazzucco e Basso: i vincitori del Premio Paolo Rizzi

Nei loro rispettivi ambiti aiutano a far comprendere meglio il nostro presente, ma anche passato e futuro. Questa la motivazione principale con cui l’editorialista e vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini, la scrittrice e drammaturga Melania Mazzucco e il biologo e ricercatore Sammy Basso sono stati eletti vincitori della 14. edizione del Premio Paolo Rizzi, le cui premiazioni si sono svolte questa sera, venerdì 4 ottobre, nella prestigiosa Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. La terna, premiata con la Coppa Archimede Seguso, è stata scelta dalla giuria presieduta da Vittorio Pierobon e composta da esponenti della cultura e del giornalismo quali Paolo Baratta, Gabriella Belli, Beppe Gioia, Tiziana Lippiello, Antonella Magaraggia, Fortunato Ortombina, Amerigo Restucci e Alberto Sinigaglia. Il Premio istituito nel 2010, organizzato dall’Associazione culturale Paolo Rizzi, presieduta da Piergiorgio Baroldi, si propone di ricordare la figura di Paolo Rizzi, storica firma del Gazzettino e critico d’arte,grazie alla curatela del figlio Damiano. Giurati e premiati hanno anche ricevuto come omaggio un gufetto bronzeo, opera realizzata dal maestro Gianmaria Potenza, che è anche tra i soci fondatori della Associazione Paolo Rizzi «Questo evento è un momento per riflettere sulle sfide del nostro tempo. – ha esordito Piergiorgio Baroldi – In un mondo sempre più globalizzato in cui si parla di salvaguardia dell’ambiente, crisi e guerre, è giusto dare voce a chi incarna l’eccellenza nei rispettivi campi. È fondamentale oggi che giornalismo, arte, cultura e scienza creino sinergie».
La storia di Mario: da ragazzo in comunità ad educatore

Durante l’incontro del 21 settembre a Zelarino, Mario, un giovane della comunità di don Claudio Burgio, ha condiviso la sua storia.
Grazie al percorso che ha intrapreso all’interno della comunità, ha da pochi giorni firmato un contratto come educatore all’interno della stessa comunità che lo ha accolto. «Adesso il mio obiettivo è mantenerlo», afferma con determinazione. Vuole costruirsi un’indipendenza, trovare una sistemazione fuori dalla comunità, ma soprattutto vuole restituire ai ragazzi ciò che lui ha ricevuto.
«Oggi voglio trasmettere ai ragazzi che incontrerò nelle comunità un messaggio importante: si può vivere senza fare reati, senza paranoie, senza il bisogno di guardarsi continuamente le spalle per paura di una pattuglia della polizia», spiega il ragazzo. «La chiave è saper riconoscere le persone che ci vogliono davvero bene, avere il coraggio di fidarsi e prendere esempio da loro».
San Camillo: malattie neurodegenerative e magnetoencefalografia

Se la buona notizia è che in Veneto siamo sempre più longevi, tanto che nel solo 2023 l’aspettativa di vita era di 81,2 anni per gli uomini e 85,5 anni per le donne, con 195 over 65 ogni 100 under 14, quella meno buona è che l’aumento dell’età comporta affrontare sempre più patologie come quelle legate alle malattie neurodegenerative. Ne ha parlato durante il convegno “La sfida globale dei disturbi neurodegenerativi” dello scorso 27 settembre, organizzato da Fondazione Villa Salus e IRCCS San Camillo, il professor Pierluigi Nicotera, uno dei massimi esperti internazionali nel campo della morte cellulare neuronale. L’appuntamento è stata anche l’occasione per presentare la nuovissima Magnetoencefalografia, l’unica disponibile in Nord Italia, della struttura ospedaliera del Lido di Venezia del San Camillo.
Guardando ai dati, il futuro che ci attende rischia di diventare una vera e propria emergenza, tanto l’Organizzazione Mondiale per la Sanità definisce queste patologie come una “priorità di salute pubblica”. Per comprenderlo basta osservare i numeri del solo Veneto, dove nell’arco di 20 anni gli over 65 sono passati da 800.000 a 1.100.00 su un totale di 4.838.000 residenti. L’89,6% della popolazione affetta da Parkinson è over 65, percentuale che sale al 98% nei casi di demenza, Alzheimer in primis. Appare evidente come se aumenta la popolazione più anziana, di conseguenza lo fa anche il tasso di malattie, così si rendono necessari servizi sanitari che hanno un impatto economico importante, ma il 73% è a carico delle famiglie.
Cooperativa sociale La Rosa Blu: da 45 anni a Chirignago

«Il sociale è un mondo che pensa e realizza, è un ambito in cui siamo abituati a trovare le soluzioni, confrontandoci però quasi sempre con risorse scarse – spiega Marco Caputo, Presidente della Cooperativa sociale La Rosa Blu di Chirignago – abbiamo compiuto 45 anni di attività e non abbiamo intenzione di fermarci, se abbiamo una sicurezza, nonostante le difficoltà di questo settore, è che ci saremo ancora a lungo e per molto tempo per tutte le persone fragili e con disabilità, per aiutare a inserirsi nella società ed essere il più autonomi possibile».
Una festa, quella della celebrazione di tutti questi anni di lavoro sul territorio, a cui il Comune di Venezia ha partecipato attivamente. «La Cooperativa non dimostra questi 45 anni – ha dichiarato l’Assessore Paola Mar – in cui è stata attenta a creare senso di comunità e offrire un plusvalore ai suoi ospiti, oltre alla Città e al territorio. Per questo la nostra collaborazione è reciproca e lo sarà sempre di più». Come ha fatto eco l’Assessore Simone Venturini: «Un anniversario straordinario per una cooperativa che lavora per l’inclusione delle persone con disabilità costruendo percorsi di autonomia mettendo a frutto le capacità di ciascuna persona».
Denti da latte: smontiamo qualche fake news

Mai così tanto come ora, grazie anche ai progressi tecnologici, si cercano risposte ai più svariati argomenti nel web. Purtroppo questo accade anche per quanto riguarda la nostra salute e quella dei nostri figli. Spesso, però, si possono trovare notizie false che potrebbero anche avere pesanti ripercussioni sul nostro benessere e questo vale anche per i denti dei bambini.
La cura dei denti comincia fin da piccoli e il ruolo dei genitori è molto importante affinché i figli imparino come eseguire l’igiene orale quotidiana, come usare lo spazzolino e, in età più avanzata, anche il filo interdentale e il collutorio. Persistono, però, dei luoghi comuni del tutto errati proprio sui denti dei bambini, da sfatare per evitare di provocare danni. Quelli che citerò qui provengono dalle domande che mi pongono i genitori dei piccoli pazienti.
Sacro Cuore di Mestre: 40 anni di AC

Domenica 10 novembre, la parrocchia del Sacro Cuore di via Aleardi a Mestre celebrerà i 40 anni di Azione Cattolica (AC). «È un’occasione per riunire tutti coloro che hanno fatto parte di questa importante esperienza associativa», afferma Simona Sannicolò, presidente parrocchiale di AC.
L’evento avrà inizio alle 10.30 con la Messa parrocchiale. A seguire ci sarà il ritrovo nel sottochiesa con un saluto di benvenuto e la descrizione del programma della giornata.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo comunitario, è previsto un gioco che coinvolgerà tutti i presenti. Successivamente, chi vorrà potrà raccontare la propria esperienza personale di Azione Cattolica, condividendo ricordi, aneddoti o semplicemente riflettendo su come questa esperienza abbia segnato il suo percorso di vita. Potrà trattarsi di testimonianze legate al passato, ma anche di esperienze recenti, creando così un filo diretto tra le diverse generazioni.
Oltre i confini della guerra: tra Palestina e Ucraina

La guerra non conosce confini, non fa distinzioni e lascia dietro di sé solo dolore. Le testimonianze che arrivano dalle zone di conflitto parlano di vite stravolte, di sogni infranti e di speranze che lottano per sopravvivere.
In questo contesto drammatico, nell’ambito del progetto “Accoglienza per la pace”, promosso in Riviera del Brenta dagli scout Agesci, che ha accolto nei giorni scorsi una sessantina tra giovani palestinesi e ucraini, c’è stata la possibilità di parlare con Dessislava Vertchova Moussa, animatrice del gruppo giovani di Ramallah, che ha raccontato come la sua vita e quella del popolo palestinese siano cambiate dall’inizio della guerra.
Per molti di loro le giornate nel Veneziano sono state la prima volta fuori dalla Palestina, un’esperienza che ha aperto i loro cuori e le loro menti a una realtà completamente diversa. «È come vivere in un sogno», spiega, «dove le persone ti accolgono, ti amano e ti mostrano come dovrebbe essere la vita».
Quando si confronta con le persone che stanno vivendo una guerra in altre parti del mondo, come in Ucraina, Dessislava prova una profonda delusione per la cosiddetta civiltà moderna. «Siamo nel XXI secolo, ma sembriamo incapaci di risolvere i problemi del nostro piccolo pianeta», afferma Dessislava. «Non ci sono vincitori in guerra, solo vittime. Ma la sofferenza ci insegna che la sopravvivenza è possibile e che lo spirito umano può raggiungere livelli straordinari».