I Sami, il popolo nascosto raccontato da Tamborra

Ridotti a poco più di ottantamila anime, i Sami sono l’ultimo popolo indigeno d’Europa. Dediti all’allevamento delle renne, sono ancora oggi principalmente nomadi, sempre in cammino tra Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Spesso chiamati Lapponi, termine per loro percepito però come un insulto, sono un popolo di pastori che non possiede terre, ma che ha molto da raccontare. Proprio della loro storia si è occupata la fotografa e giornalista Valentina Tamborra (Milano, 1983) nel suo ultimo reportage fotografico e narrativo che ha dato vita al libro “I Nascosti”, edito da Minimum Fax, presentato martedì 18 all’Università Ca’ Foscari di Venezia nell’incontro “Writers in conversation”, in compagnia della giornalista del sole 24 Ore Lara Ricci. Valentina Tamborra ha vissuto per quattro anni a tu per tu con il popolo Sami, riuscendo a conoscere le loro abitudini, seguendo con loro la transumanza delle renne e partecipando ai loro riti. «Quando sono arrivata oltre il Circolo Polare Artico, nel Finnmark, ho trovato un popolo fiero delle sue origini e profondamente legato ai ritmi della natura» dice Tamborra, che nel libro racconta in prima persona le avventure vissute. «Ho voluto dare voce a chi per molto tempo non l’ha avuta. Vengo anche io da un confine, quello tra Italia e Slovenia, e ho imparato ben presto cosa significa stare ai margini».

In concerto le possibili vie dell’errore per ricordare Luigi Nono

È indagando le possibili vie dell’errore, tra musica e arte visuale, che l’Accademia di Belle Arti di Venezia e il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello omaggiano il compositore Luigi Nono, in occasione dei cento anni dalla nascita. Martedì 24 e mercoledì 25, alle ore 20, nel chiostro dell’Accademia di Belle Arti, nella sede centrale degli Incurabili, l’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio si esibirà nel concerto “Trovato per errore” di Jacopo Caneva e Giuseppe de Benedittis, accompagnato dal progetto visuale degli studenti dell’Accademia. L’evento sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Il compositore veneziano verrà così celebrato con il concerto “Trovato per errore” pensato per 10 strumentisti, 3 voci, live electronics e fixed media ottofonici, nonché video proiezioni di Jacopo Caneva e Giuseppe de Benedittis. Si tratta del progetto vincitore del “Concorso di idee” Premio “Luigi Nono” promosso dalla Fondazione Archivio Luigi Nono in collaborazione con il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il “Concorso di idee” Premio “Luigi Nono” è stato pensato dalla Fondazione Archivio Luigi Nono per perpetuare le intenzioni di produzione culturale della Fondazione stessa, nella tradizione del pensiero del compositore sempre rivolto ai giovani, per stimolare e sostenere la creatività, le nuove tecnologie e molteplici possibilità.

Venezia, quattro volti nuovi di fianco agli studenti universitari

Finita la sessione di settembre e iniziate le lezioni del nuovo anno accademico, anche le attività della Pastorale Universitaria veneziana cominciano a muovere i primi passi dopo l’estate. 

Tra conferme di proposte e nuove iniziative, il volto della Chiesa di Venezia che lavora a servizio degli studenti e di tutti coloro che orbitano nel mondo accademico si rinnova ogni settembre, anche concretamente! 

Accanto a don Gilberto Sabbadin, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Università, e Lorenza Fasolo, incaricata ad affiancarlo dal Centro di Pastorale Universitaria Santa Fosca (CPU), operano infatti dei giovani e delle giovani che si mettono a servizio del progetto e delle attività di pastorale per un anno come civilisti o volontari.

Gi occhi di Venezia: un romanzo da Oscar

Alessandro Barbero, Gli occhi di Venezia, Mondadori Oscar bestsellers, 13 Euro
Capita spesso, alla Toletta, che mi chiedano un consiglio per un romanzo su Venezia: non quindi una guida e nemmeno uno degli innumerevoli saggi sulla nostra città, no, proprio un romanzo, magari un romanzo storico. Anche qui la scelta è molto ampia, con una continua produzione di novità. Eppure la mia prima proposta, da ormai molti anni, è questo libro di Barbero, lo storico che spessissimo vediamo in tv o sui social e che, accanto alle pubblicazioni strettamente scientifiche, si diletta a scrivere romanzi storici impeccabili.
Gli occhi di Venezia, uscito per la prima volta nel 2010, è ambientato a Venezia e nei suoi “dominions” mediterranei sul finire del Cinquecento. Costruito con i meccanismi narrativi del giallo, quindi capace di “incollarti” alla lettura dalla prima all’ultima pagina, è d’altro canto così fedele nella ricostruzione storica da calare il lettore in una realistica Venezia che, dopo Lepanto, continua nel suo splendore avvertendo però già i primi segni della lenta ma inesorabile decadenza.

Venezia: ospitati giovani dell’Ucraina e della Palestina

giovani da Ucraina e Palestina

«Siamo venuti qui con una cinquantina di giovani provenienti dalle diocesi di Kharkiv e di Odessa proprio per fare testimonianza della verità e della realtà di quello che stanno vivendo in questa guerra», afferma padre Roman, responsabile per la pastorale giovanile della Chiesa greco-cattolica in Ucraina. «I nostri giovani sono quelli che portano le ferite visibili e invisibili del nostro popolo e testimoniano questa guerra tra l’Ucraina e la Russia». 

Il progetto “Accoglienza per la pace”, avviato in Riviera del Brenta ha come obiettivo offrire un momento di sollievo a questi giovani che affrontano quotidianamente le difficoltà legate ai conflitti in corso. Capofila dell’iniziativa è il gruppo scout Agesci Mira 2, che in collaborazione con i comuni di Camponogara, Dolo e Mira, rientra nella più ampia “Rete per la Pace – Riviera del Brenta”. 

Il progetto coinvolge 60 ragazzi, provenienti da paesi in conflitto, tra cui 50 ucraini e 10 palestinesi. I giovani trascorrono queste giornate ospiti presso famiglie del territorio rivierasco. 

«È molto importante per noi raccontare la nostra situazione perché molte persone non sanno quanto dura e difficile è la guerra», descrive Tania, una delle ragazze ucraine. «Finché non la vivi, non capisci quanto è drammatica». 

Velostazione di Venezia: la sostenibilità della bicicletta

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«La nostra associazione è nata da un’idea comune condivisa da un piccolo gruppo di amici accumunati dalla passione per la bicicletta – racconta Andrea Heinrich, project manager de La Velostazione di Venezia – un interesse non agonistico ma proprio verso un modo alternativo di muoversi fra gli spazi urbani ed extraurbani. Spostarsi in questo modo permette di avere più tempo per vedere quello che ci circonda, conoscere e incontrare persone ascoltandone le storie. Insomma, guidati da questo comune sentire avevamo un sogno: creare un bike hub, uno snodo ciclistico, ritrovo riconosciuto e riconoscibile per appassionati, viaggiatori e membri della “bike community” locale e non viste le decine di migliaia di ciclisti che passano per Venezia tutto l’anno, dagli USA ai Balcani, fino all’Asia».

«Il progetto era quello di dare forma a un luogo che avrebbe dovuto essere in prima battuta un sito di accoglienza, dando un punto di appoggio a chi viaggia – prosegue – con la possibilità di incontrare la cultura, i sapori e la filosofia del nostro territorio, oltre a far scoprire il distretto della bike veneto, che ospita alcune fra le più grandi aziende di costruzione di biciclette e produzione di abbigliamento e accessori. Questo era l’intento che avevamo nel 2020, poi il Covid-19 ci ha scombinato i piani, ma non abbiamo accantonato questo sogno, che richiede investimenti e capitali, ma frattanto abbiamo dato vita all’associazione La Velostazione di Venezia, ospitata in via Fornace, cercando di fare azioni rigenerazione urbana, sensibilizzando verso stili di vita differenti e sostenibili, promuovendo la mobilità lenta anche per rilanciare i centri urbani e le relazioni al loro interno. Ma resta anche l’intento di andare in bici divertendosi, così coi nostri quasi 100 associati, che provengono anche da Treviso e Padova organizziamo diverse uscite».

La Gabbianella a Venezia: 25 anni tra adozioni e affidi

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«Sei felice? Come stai? Come vivi? Sono queste le prime cose che chiederei a Marco (N.d.r. nome di fantasia), che oggi avrà circa 30 anni», riflette Carla Forcolin, pensando agli ultimi 25 anni di storia dell’associazione da lei fondata, La Gabbianella e altri animali. Ma chi è Marco? «Anche se oggi, dopo molti anni ho passato il testimone alla Presidente Anna Sacerdoti, l’associazione mi nacque letteralmente fra le mani dopo un’esperienza con questo bimbetto che avevo incontrato in una struttura per mamme ex tossicodipendenti di Venezia. Conoscerlo è stato l’inizio di tutto, anche se non l’ho più rivisto, in qualche modo è grazie a lui se oggi questa realtà è ancora qui e continua il suo impegno verso l’adozione, l’affido e il supporto ai bambini figli di detenuti».

L’associazione nasce nel 1999 a Venezia per facilitare i processi di adozione e affido, ricercando ed educando a questo percorso genitori adottivi e affidatari. In seguito ha iniziato a supportare il Comune nell’accompagnamento al nido dei figli delle detenute del carcere femminile della Giudecca. Da questa esperienza nasceranno altri progetti dedicati ai bimbi che ruotano al sistema carcerario e l’impegno per superare gli aspetti anacronistici delle norme di legge che regolano affidi e adozioni, per cercare di favorire la condizione di tutti quei bambini potenzialmente pronti a essere accolti da altre famiglie e superare la burocrazia e la lentezza del sistema legislativo italiano. Anche se molto è stato fatto, c’è ancora strada da fare per migliorare le condizioni di questi minori, per questo ci si augura che la vita dell’associazione sia ancora lunga.

Terza edizione raccolta fondi del Gruppo Missioni Carpenedo

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Domenica 6 ottobre si svolgerà la terza edizione della raccolta fondi del Gruppo Missioni Carpenedo. 

L’evento di beneficenza, a favore dell’orfanotrofio Saint Patrick in Kenya, si terrà presso villa Flangini ad Asolo e rappresenta un’importante occasione per raccogliere fondi a sostegno dei bambini dell’orfanotrofio, la cui gestione richiede un notevole impegno oltre alle quote delle adozioni a distanza. 

«Quest’anno ospiteremo Padre John Dola, che porterà la sua testimonianza personale», spiega Gianni Scarpa, presidente dell’Associazione. «Padre John condividerà la sua storia, raccontando come, 30 anni fa, da bambino indiano, fu aiutato dal Gruppo Missioni Carpenedo, fino a intraprendere il cammino che lo ha portato a diventare sacerdote».

Cuore e colesterolo: false credenze e realtà

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Sono tante le false credenze che spesso alimentano comportamenti poco corretti sulla prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari. Dopo aver già parlato in questa rubrica dei falsi miti legati all’ipertensione, oggi proviamo a sfatarne qualcuno su cuore e colesterolo.

 

Il primo: il colesterolo è davvero il nemico numero uno del cuore? Il colesterolo continua a tutt’oggi a essere considerato uno dei principali responsabili dei danni alle arterie, ma non è il killer solitario da condannare. Oggi, infatti, disponiamo di molte più informazioni rispetto a 20 anni fa e, nel frattempo, è cambiata la mentalità di una parte degli scienziati che ha assunto una visione meno riduttiva.

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