Scuole salesiane: 800 professori formati sull’AI


Nel panorama educativo italiano, l’innovazione e la tradizione spesso si incontrano per creare modelli formativi capaci di rispondere alle sfide del futuro. Questo è particolarmente vero per le scuole salesiane del Triveneto, e in particolare per l’istituto Salesiano San Marco della Gazzera che si trova oggi sotto la nuova direzione di don Lorenzo Teston, recentemente nominato direttore della casa salesiana e responsabile delle scuole salesiane del Triveneto.
Il suo arrivo segna l’inizio di una fase di sperimentazione e innovazione dedicata ad 800 insegnanti provenienti dai 9 centri di formazione professionale e dalle 12 scuole salesiane del triveneto.
Il progetto, in collaborazione con Google Italia e il fornitore di servizi digitali Mr Digital, si concentra sull’integrazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nell’ambito didattico.
“Campo di battaglia”, contro la follia della guerra


Meglio tornare al fronte o farsi mutilare per tornare a casa? Invalidi o tumefatti ma con la certezza di restare vivi? È su questa domanda che si basa il film “Campo di battaglia” di Gianni Amelio, il primo film italiano in concorso presentato sabato 31 alla 81. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica al Lido di Venezia e da giovedì 5 distribuito da 01 Distribution nelle sale. «Un film non di guerra ma sulla guerra» ha voluto sottolineare il regista, che ha scritto la sceneggiatura insieme ad Alberto Taraglio, ispirandosi al libro “La sfida” di Carlo Patriarca, una via di mezzo tra un saggio e un romanzo. I luoghi del conflitto sono appena evocati. Non ci sono immagini di guerra, solo all’inizio un soldato nel buio fruga in una montagna di cadaveri formata dai propri commilitoni dopo un combattimento.
Alla Mostra del Cinema drammi e bivi della vita

Ospedali, malattie, drammi famigliari, violenza e guerra. Questo è il denominatore comune della maggior parte dei film presentati alla 81. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di quest’anno. In concorso ufficiale, in lizza per il Leone d’Oro, tra i favoriti pare esserci “The room next door” del regista spagnolo Pedro Almodóvar, che firma il suo primo film in inglese e che vede come interpreti Tilda Swinton nei panni di Martha, reporter di guerra malata terminale, e Julianne Moore in quelli della sua amica Ingrid. Impeccabile e commovente l’interpretazione delle due attrici, dove però scappa anche qualche timida risata. Il film, ispirato al libro “What Are You Going Through” di Sigrid Nunez, vede al centro della riflessione il dibattito sull’eutanasia. «Serve una legge per tutta l’Europa» ha detto Almodóvar, dichiaratamente ateo, sottolineando chiaramente la sua posizione nei confronti del tema. Un personaggio marginale del film però sottolinea quanto l’eutanasia sia inaccettabile per uomini di fede, esprimendo la voce contraria della Chiesa Cattolica. Convincono le artiste, convince la regia, ma è un film che fa male, forse più di tutti gli altri finora presentati in concorso. Varrà a Tilda Swinton almeno la Coppa Volpi per l’interpretazione?
A Homo Faber l’artigianato parla della vita


È iniziato da una settimana Homo Faber, rassegna internazionale biennale arrivata alla terza edizione, che propone le eccellenze dell’artigianato globale, allestita negli spazi della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio a Venezia. Organizzata dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship e dai suoi partner, l’edizione è a cura dal regista Luca Guadagnino e dall’architetto Nicolò Rosmarini. Sono in totale 800 le creazioni esposte in 10 sale, realizzate da 400 artigiani provenienti da 70 paesi da tutto il mondo, in rappresentanza di 105 mestieri diversi. “The Journey of Life” è il tema scelto da Hanneli Rupert, vicepresidente di Michelangelo Fondation, proprio per portare una voce da tutto il mondo, che in esposizione si esplicita attraverso oggetti unici che seguono le fasi della vita, dalla nascita alla morte. La prima tappa del percorso, allestita nel Chiostro dei Cipressi, è dedicata alla “Nascita”, il momento in cui avviene il primo contatto con la realtà artigiana. Qui il gioco dell’oca, tenuto insieme da un nastro rosso metafora del destino, è reinterpretato in 69 pannelli di singoli artigiani e maison, realizzati con ricami, patchwork e applicazioni per mettere in luce le diverse tradizioni culturali e folkloristiche.
Isola di San Francesco del Deserto: 800 anni dalle stimmate

Domenica 15 settembre l’isola di San Francesco del Deserto a Venezia si prepara ad ospitare una celebrazione di grande significato per la comunità francescana: gli 800 anni delle stimmate di san Francesco; un evento che unisce storia, fede e tradizione.
Fra Carlo, uno dei membri della comunità dei 5 frati minori presenti nell’isola, spiega l’importanza del momento: «Questo evento, in particolare, ha un valore speciale per il convento dell’isola, dedicato proprio alle stimmate, ossia le piaghe sacre che San Francesco ricevette sul suo corpo, facendo di lui il primo santo a portarle».
L’iniziativa coinvolge tutte le comunità locali con cui i frati collaborano e vede anche la partecipazione del Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che sarà presente domenica mattina per presiedere una celebrazione e unirsi ai festeggiamenti.
Promuoviamo la Solidarietà: comunità si impegna per Mestre

Dal 5 all’8 settembre, il Parco Ugo Molinari, situato nel cuore del quartiere Altobello di Mestre, sarà il palcoscenico del progetto: “Promuoviamo la Solidarietà”.
Questa iniziativa, organizzata con il coinvolgimento di tutte le associazioni di volontariato del quartiere, rappresenta un’occasione unica per rafforzare i legami tra i cittadini e promuovere il valore della solidarietà in un quartiere che spesso vive situazioni difficili. Il progetto è promosso dalla Parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Altobello insieme a ADA Veneto e ADA Venezia, associazioni da sempre impegnate nel supporto sociale, in particolare verso la popolazione anziana.
«Non è la prima volta che organizziamo un evento del genere», dichiara il Presidente di ADA Veneto, Mauro di Matteo. «Quasi ogni anno riusciamo a creare momenti di aggregazione e supporto per la nostra comunità. Quest’anno, però, vogliamo puntare tutto sulla promozione della solidarietà».
UICI Venezia: per aiutare i non vedenti servono oculisti

«Fortunatamente sempre meno bambini nascono non vedenti o ipovedenti – racconta Alessandro Trovato, Presidente di UICI Venezia, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – quindi la nostra è una condizione che si sviluppa sempre di più nel corso della vita, è cambiata anche la fascia d’età, con patologie che colpiscono in età adulta e senile e spesso non si tratta solo di una singola malattia della vista ma correlata ad altre più gravi. Proprio per aumentare la prevenzione, oltre che supportate nella gestione della condizione di cecità totale o parziale, la nostra associazione offre visite oculistiche nel nostro ambulatorio permanente che è molto fornito, ma abbiamo bisogno della disponibilità di più medici per garantire il servizio, chi è interessato a collaborare con noi, è il benvenuto!».
«Le visite si rivolgono ai nostri soci a cui garantiamo un’attività di supporto permanente – aggiunge – con un servizio disponibile una volta a settimana, ma stiamo faticando a dare continuità per la difficoltà nel reperire oculisti e ortottisti che possano darci un supporto, non per forza esclusivamente volontaristico. Due volte l’anno offriamo uno screening gratuito anche verso l’esterno a tutti i cittadini, che in ogni caso possono accedere a pagamento per scoprire eventuali patologie latenti nella nostra sede. Il nostro ambulatorio, all’avanguardia per attrezzatura, può essere utile per scoprire se servono lenti o per approfondire alcuni disturbi, ma si concentra anche sulle terapie riabilitative, attività che forniamo per supportare gli ipovedenti a migliorare o stabilizzare la propria condizione. Inoltre ospitiamo la commissione provinciale INPS per il riconoscimento della cecità. Stiamo lavorando per convenzionarci con l’ULSS3 Serenissima, ma la burocrazia è lunga e vogliamo continuare a garantire l’attività. Chi può quindi, ci aiuti!».
Tarabusino: l’airone in viaggio dall’Oasi LIPU di Gaggio

«Hanno lasciato la nostra Oasi ma siamo fiduciosi di rivederli anche il prossimo anno – raccontano da Lipu Venezia – dai primi anni ’80, da quando svolgiamo i censimenti delle specie di volatili migratori presenti sul nostro territorio il tarabusino è stato una presenza costante, segno che qui trova le condizioni ideali per nidificare e riprodursi. Il lungo viaggio che li porterà a svernare in Africa, dove passeranno l’inverno, li vedrà impegnati in una rotta rischiosa alla volta dell’area subsahariana del continente e verso il Madagascar».
«In un momento in cui tutte le specie della famiglia degli aironi sono messe in difficoltà dai cambiamenti climatici e dall’intaccamento degli habitat naturali – aggiungono – mantenere un presidio riproduttivo nel nostro territorio è positivo, ma non dobbiamo sottostimare la regressione dei canneti in tutta l’area del Mar Mediterraneo. Queste aree naturali sono una manna per tutti i volatili perché sono ricche di piccole specie che fungono da cibo, se però ci sembra di vedere ancora molti aironi non facciamoci trarre in inganno, è perché la Valpadana è una delle zone col maggior numero di esemplari in Europa, la loro presenza non è sintomo di mancato rischio, anzi».
Il diabete? Una malattia silenziosa. Ma prevenirla si può

Ci sono malattie che, spesso, si rischia di trascurare, ma che in realtà non si fermano, non spariscono. Il diabete è una di queste, tra le peggiori perché spesso silenziosa, invisibile, ma altrettanto terribile perché capace di minare alle fondamenta la nostra salute. Peraltro facile da diagnosticare, conosciuta in tutti i suoi risvolti, estremamente controllabile con terapie superaffidabili e intelligenti (i nuovi farmaci agiscono solo quando serve, solo in presenza di cibo).
Presente in circa il 6% della popolazione, cioè quasi 4 milioni di persone, nella sua forma più comune – il cosiddetto diabete di tipo 2 – questo articolo non ha certo la pretesa di trattare esaustivamente l’argomento ma solo di metterci in guardia. Sto perdendo peso? Ho bisogno di bere spesso (polidipsia) e faccio tanta pipì (poliuria)? Meglio che ne parli al mio medico di famiglia perché questi sono i classici sintomi del diabete.