Simone Cadamuro: «Per lavorare come liutaio ho lasciato l’architettura»

A volte solo un cambio di rotta radicale nel lavoro può portare ad un vero appagamento. Lo sa bene Simone Cadamuro (classe 1981) che, titolare della Liuteria Cadamuro alla Celestia, prima di diventare un liutaio per diversi anni ha svolto la professione di architetto, mentre oggi nel suo laboratorio realizza violini e viole eseguendone anche riparazioni come per violoncelli e contrabbassi. Laureatosi allo Iuav, ha lavorato per diversi anni come architetto, ma sentiva che il suo lavoro non gli bastava, così ha iniziato a cercare un’alternativa: «Lavorare nel campo dell’architettura a Venezia oggi è sempre più difficile e mi sentivo oppresso» spiega. Per tre anni, sentendo la necessità di cambiare vita, ha lavorato come architetto in Sud America, tra Paraguay ed Ecuador: «Lì si può costruire con molta più facilità rispetto a Venezia e ho sentito di potermi esprimere». Ciononostante, anche mentre era dall’altra parte del mondo cercava un’alternativa per il giorno che sarebbe tornato in laguna. Fu così che camminando per Quito, la capitale dell’Ecuador, si imbatté in un negozio che realizzava chitarre: «Chiesi al proprietario se potevo affiancarlo per imparare il mestiere. La mattina lavoravo come architetto e il pomeriggio andavo in liuteria a realizzare chitarre e ukulele. – ricorda Cadamuro – Quando ho cominciato non sapevo usare neanche lo scalpello, ma mi applicavo molto ed essendo portato imparavo in fretta».
Aperitivo al Museo Ligabue di Venezia con le tartarughe

Perché interessarsi di tartarughe a Venezia? Semplice, perché anche se spesso in spiaggia non le vediamo, sono sempre di più fra le nostre acque. La stagione degli “Aperitivi al Museo” del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia si è aperta giovedì 13 giugno con l’incontro “Un mare di cetacei e tartarughe”, ospite Sauro Pari, Presidente di Fondazione Cetacea in dialogo con Nicola Novarini, esperto di rettili, pesci e anfibi del museo. «Abbiamo pensato di celebrare così l’8 giugno, Giornata Mondiale degli Oceani e il 16 giornata dedicata a questi animali – spiega Novarini – visto che gestiamo anche il Centro di Primo soccorso NetCet del Lido di Venezia».
«Il format dei nostri incontri è informale – ha spiegato Luca Mizzan, responsabile del centro museale – è un’occasione per parlare e interagire con gli ospiti su scienza e ambiente. C’è un bisogno estremo di fare informazione su questi aspetti per comprendere cosa succede intorno a noi, stiamo perdendo una gran quantità di specie animali prima di riuscire a descriverle completamente a causa dei cambiamenti climatici, come istituzione siamo sempre al lavoro per studiare i fenomeni, basta pensare che ci eravamo accorti della presenza del granchio blu già nel 1991, ma abbiamo capito l’importanza di portare all’esterno questo patrimonio di conoscenza». I prossimi incontri, con accesso su prenotazione, avranno luogo sempre nel suggestivo cortile del Fontego dei Turchi l’11 luglio, il 29 agosto e il 19 settembre 2024 .
Un fumetto per rilanciare il vetro di Murano


Il vetro di Murano in un racconto a fumetti per rilanciare l’eccellenza dell’isola. Si tratta del progetto “Il futuro del vetro di Murano”, ideato circa un anno fa dal Circolo Ricreativo Culturale Muranese che, seguendo le orme dell’abate Zanetti, ha lo scopo di rilanciare l’attività nelle fornaci oggi in crisi. L’abate, di cui quest’anno ricorrono i 200 anni dalla nascita (1824-1883), durante la sua vita si dedicò infatti al rilancio dell’arte vetraria nell’isola, in una stagione di grande crisi provocata dalla caduta della Serenissima (leggi qui). Lo scopo del progetto è quello di contribuire a portare nuova linfa alla produzione del vetro partendo dalle nuove generazioni, attraverso un percorso di conoscenza precoce della bellezza della lavorazione vetraria, cercando di stimolare la voglia fra i giovani di diventare maestri o artigiani del vetro di Murano.
Progetti continui con le realtà del vetro: il pregio dell’Istituto Abate Zanetti

Impara l’arte e mettila da parte, recita un antico detto. Proprio l’arte del vetro è il mestiere che da otto anni nell’Isola di Murano l’Istituto Tecnico Tecnologico Abate Zanetti, scuola superiore con indirizzo di grafica e comunicazione con potenziamento in design applicato al vetro, insegna agli studenti questa antica arte, offrendo loro la prospettiva di lavorare un domani nelle più prestigiose fabbriche muranesi, ma anche in altri settori grazie alle competenze tecnico scientifiche e artistiche acquisite. L’Istituto è infatti una scuola superiore unica nel suo genere in Italia, che propone un progetto innovativo in stretto dialogo con le aziende del territorio. La scuola, che ha sede in un edificio industriale del primo ‘900, ad oggi conta una trentina di studenti, seguiti da tredici professori. Il pregio è che ogni anno al termine del percorso scolastico gli studenti trovano subito lavoro. La percentuale occupazionale infatti, in particolare nel mondo del vetro muranese, è di almeno il 50%, a maggioranza femminile. Inoltre i ragazzi trovano occupazioni anche in altri ambiti del design e della moda, mentre chi decide di proseguire gli studi all’università sceglie percorsi quali animazione, grafica, architettura e design.
Abate Zanetti: storia e curiosità del promotore del vetro muranese d’800

Aveva profondamente a cuore Murano e la sua peculiarità di fucina del vetro. Sono passati 200 anni dalla nascita dell’abate Vincenzo Zanetti, che durante la sua vita fece moltissimo per promuovere la rinascita dell’artigianalità dei maestri vetrai che, dopo la caduta della Repubblica Serenissima nel 1797, stava vivendo un momento di grande crisi nel settore produttivo. Nato a Murano il 17 aprile del 1824, da Vettore, maestro in conterie, e da Maria Donà, fin da fanciullo, dopo aver frequentato le scuole elementari, cominciò a lavorare in una fabbrica di canna per conterie, dove fu per alcuni mesi apprendista. Incarico questo che però, avendo sentito la chiamata al sacerdozio, lasciò presto per intraprendere gli studi ginnasiali presso il sacerdote don Antonio Pavanello. Successivamente frequentò il Seminario patriarcale e venne ordinato sacerdote nel 1850. Subito fu assegnato come cooperatore nella sua chiesa parrocchiale di S. Pietro Martire, dedicandosi alla sua missione con zelo. Allo stesso tempo però continuava a nutrire forte interesse per la storia della sua isola e dell’industria vetraria, aspirando che questa potesse ritornare all’antica prosperità su cui si basava la vita muranese.
Informazione e leucemia: evento AIL Venezia per i pazienti

«Se io oggi sono qui – racconta Felice Bombaci, Referente nazionale del Gruppo AIL Pazienti leucemia mieloide cronica (LMC) – è perché ho un debito nei confronti della ricerca e voglio ripagarlo evitando che altre persone soffrano. L’obiettivo del nostro gruppo, interno ad AIL – Associazione Italiana Leucemia, è quello di andare oltre ai servizi offerti, ovvero dare un supporto diretto e profondo al malato attraverso una corretta informazione e una speranza, perché oggi grazie alla medicina si può convivere con questa malattia. Per questo sensibilizziamo in tutta Italia attraverso incontri in cui si può direttamente interagire, anche in forma anonima con medici specialisti. Il prossimo è proprio a Venezia e si svolgerà il 22 giugno».
L’incontro avrà luogo dalle 9.00 alle 13.30 alla Scuola Grande di San Marco presso l’Ospedale SS. Giovanni e Paolo. «Con la presenza di esperti e con sessioni con le domande di pazienti e famiglie, si parlerà di proprio della leucemia mieloide cronica – aggiunge – che oggi, grazie a terapie innovative a partire dagli anni 2000, non ha più una prognosi infausta che lascia senza speranze, ma permette di conviverci con una buona qualità della vita in più del 90% dei casi. Si tratta di un tumore raro delle cellule del sangue, che di solito colpisce gli over 65 con un’incidenza di 1-2 casi ogni 100.000 persone, ma ci sono rare forme già dall’infanzia. Un tempo l’aspettativa media di vita era dai 3-5 dalla diagnosi, io grazie alle terapie ci convivo da 24 anni, quindi direi che la scienza ha fatto passi in avanti enormi».
Airone rosso: una presenza discreta in laguna di Venezia

«Vedere un airone rosso? Non è per niente semplice, perché è un volatile che raramente si fa osservare dall’uomo e rifugge la aree antropizzate – spiegano da LIPU Venezia – ma anche se non è così visibile la sua presenza è molto importante come bioindicatore della qualità di un habitat naturale, visto che predilige aree riparate dalla vegetazione, tipicamente le zone umide della nostra laguna e qualche altre località mediterranea. Simile all’airone cinerino, ma più piccolo e con colori più vivaci, per cui è facilmente riconoscibile. Purtroppo non è solo raro da vedere, ne sono rimasti pochi esemplari, per questo è una specie protetta, come prevede la Direttiva Europea 79/409 “Uccelli”».
Nella provincia di Venezia l’airone rosso è stato avvistato di recente a Valle Figheri a Campagna Lupia, nelle vicinanze del Canale dei Cuori a Cona e presso la Cassa di Colmata ‘A’ a Mira. «All’interno di alcune aree di zone umide protette come le nostra Oasi LIPU Cave di Gaggio Nord e Cave di Praello, l’Oasi WWF Valle Averto, l’Oasi Naturalistica di Vallevecchia a Caorle, l’Oasi WWF Cave di Noale e l’Oasi Lycaena di Salzano – spiegano i volontari – sono presenti le tipiche aree che questo animali predilige per nidificare, ovvero i canneti. Zone umide caratterizzate dalla compresenza di acqua e di una ricca vegetazione acquatica, inserite in un perimetro in cui la caccia è vietata. Questi luoghi, per le loro caratteristiche e la protezione, hanno permesso di incentivare la nidificazione dell’airone rosso, favorendo un lieve aumento di coppie che depositano e curano qui le loro uova».
Le MICI: quando l’intestino va in tilt

Morbo di Crohn e colite ulcerosa sono le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, altrimenti dette MICI. Sono due patologie per così dire “cugine”, con caratteristiche comuni e differenze significative: colpiscono entrambi i sessi e sono per lo più diagnosticate in età giovanile, tra i 15 e i 30 anni, con un secondo picco oltre i 65.
In Italia ci sono quasi 250mila persone che ne soffrono, con una discreta prevalenza della rettocolite ulcerosa, che interessa più o meno i due terzi dei pazienti. Nel mondo, invece, colpiscono oltre 7 milioni di persone, con un’incidenza annua stimata intorno ai 10/15 nuovi casi su 100mila abitanti.
101 animatori e aiuto animatori al Grest del Sacro Cuore

170 ragazzi iscritti oltre a ben 78 animatori e 23 aiuto animatori sono i numeri che conta il Grest della parrocchia del Sacro Cuore di via Aleardi a Mestre, iniziato lunedì 10 giugno che si concluderà alla fine del mese.
«Quest’anno abbiamo molti animatori anche da fuori parrocchia», afferma una delle responsabili, Alessandra Molani. «Gli animatori del primo anno sono molto numerosi e hanno coinvolto anche i loro amici».
Pertanto, oltre ai ragazzi parrocchiani del catechismo, al Grest sono presenti bambini e ragazzi provenienti da altre parrocchie, nonché cattolici di varie etnie come ucraini ed africani. Inoltre, vi partecipa anche una ragazzina musulmana.
180 volontari alla 56esima Sagra di Zelarino

Sono 180 i volontari che saranno presenti alla 56esima edizione della Sagra di San Vigilio che si svolgerà tra il 14 e il 24 giugno a Zelarino.
«Tra i volontari ci sono molti giovani che si alternano divisi in settori», spiega uno dei responsabili, Claudio Malerba. «Mi piace pensare che ci sia un passaggio di informazione per formare i giovani a continuare a portare avanti l’iniziativa. Quest’anno abbiamo cercato di fare lavori mirati, cercando di dare il meglio per far in modo che tutto l’impianto funzioni». Tra i campi in cui i volontari operano c’è la gestione della cucina e chi segue la distribuzione, nei bar o nell’angolo paninoteca.
«È un momento dove varie realtà locali ci danno una mano», afferma il responsabile. «Il lavoro maggiore non è solo mettere in piedi i capannoni ma riuscire a coordinare tutti». Anche perché, all’interno dell’iniziativa, sono presenti stand gastronomici, concerti, la pesca di beneficenza, mostre e un luna park.