Miriam Albano: «Il mio canto che toglie il respiro»


Torna a Venezia, dopo numerosi successi all’estero, la giovane e talentuosa cantante lirica veneziana Miriam Albano, vincitrice di numerosi concorsi internazionali e fino al 2019 solista alla Wiener Staatsoper. Albano mercoledì 12, alle 20, sarà alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia per il cartellone di Musikàmera in un recital in cui sarà accompagnata al pianoforte da Stephan Matthias Lademann. La voce di Miriam è in continua crescita, la sua ampia gamma vocale infatti le permette di muoversi liberamente tra il mezzo soprano e il soprano, abbracciando un repertorio eclettico che spazia dal barocco ai giorni nostri. La cantante è sempre rimasta toccata dal duetto tra Aida e Amneris ma non ha un’opera preferita, le piace approfondire diversi linguaggi. Dopo aver iniziato molto giovane con ruoli da mezzo soprano lirico, che si sono adattati alla sua fisicità e dove ha amato dare voce e corpo anche a parti maschili, da tempo Miriam per via del maturare dell’esperienza e del mutare del proprio corpo ha sentito di poter sviluppare il suo repertorio per affrontare ruoli da soprano, tanto che a marzo ha debuttato a Berlino con “Iphigenie en Aulide” di Gluck, e ora sarà presente a Venezia con un ulteriore repertorio.
Diciotto anni di restauri: la chiesa di San Sebastiano ora risplende


L’architettura, le sculture e le pitture hanno riacquisito oggi una chiarezza e bellezza tali che forse solo artisti, committenti e fedeli del Cinquecento avevano visto. È quasi conclusa la campagna di restauro della chiesa cinquecentesca di San Sebastiano, uno dei gioielli del Rinascimento veneziano e tempio dell’arte di Paolo Veronese, realizzata dopo quasi diciotto anni di interventi conservativi su praticamente ogni elemento ed angolo dell’edificio. L’intervento, persino più lungo dei quasi quindici anni che servirono a Veronese per completare le sue decorazioni, presentato venerdì 31, è stato finanziato dal Comitato americano Save Venice per 3,5 milioni di euro. La campagna di restauro ha avuto inizio nel 2006, quando sono iniziate le indagini e gli studi preliminari sui potenziali danni al soffitto ligneo, fino a giungere al 2024 con il restauro delle cappelle absidali, di cui manca solo il completamento della Cappella Lando. Il progetto, avviato grazie all’interessamento del compianto David Rosand, noto studioso di Paolo Veronese, è stato realizzato in collaborazione con la Soprintendenza e il Patriarcato di Venezia. Quasi due dozzine di imprese di restauro hanno partecipato al trattamento conservativo sotto la direzione agli inizi dell’architetto Amalia Basso e poi degli architetti Mattia e Paolo Marzi, tra queste Arlango, CBC Conservazione Beni Culturali, Co.New Tech, Mauve e UNISVE.
Il Volo canterà per la prima volta a Venezia: «Siamo emozionati»


Il 4 luglio Venezia volerà alto. C’è grandissima attesa per il concerto del trio “Il Volo” che per la prima volta canterà in Piazza San Marco nel concerto “Tutti per uno – Capolavoro”. Il trio, che quest’anno festeggia 15 anni di carriera, formato dal baritono Gianluca Ginoble e dai due tenori Ignazio Boschetto e Piero Barone, per la prima volta canterà a Venezia e porterà la nuova musica del loro primo disco di inediti “Ad Astra” e i grandi successi della tradizione musicale italiana che li ha resi famosi a livello internazionale. Il concerto, promosso dal Comune di Venezia e Vela Spa, è stato presentato alla stampa martedì 4 nel Salone da Ballo del Museo Correr, alla presenza della Presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano e della direttrice scientifica dei Musei Civici Chiara Squarcina. Il trio avrà il compito di aprire il vasto calendario di appuntamenti che vedrà esibirsi sul palco di Piazza San Marco anche i Pooh il 5 e 6 luglio, Umberto Tozzi il 7 luglio e il Coro e l’Orchestra della Fenice il 13 luglio con una serata dedicata alle musiche di Giacomo Puccini nel centenario della sua morte.
Pelizzato: «Nei racconti trame metafisiche e una scrittura nitida. Riscopriamo Buzzati»

PFAS: ovunque ed eterni, come gestirli secondo ISDE Venezia

«Il problema maggiore dei PFAS? – si interroga Paolo Regini, medico e Presidente di ISDE Venezia – che sono ovunque e purtroppo quasi “eterni”, data la loro capacità di sciogliersi in acqua e di rimettersi in circolo all’interno dei cicli naturali». Per fare chiarezza sull’argomento, il 1 giugno a Mestre si è svolto un convengo presso la sede dell’Ordine dei Medici di Venezia, intitolato “Medici e scienziati a confronto su PFAS e salute umana”, occasione non solo per ribadire la pericolosità di questi composti chimici, ampiamente usati dall’industria per le caratteristiche idro e oliorepellenti, ma anche per riflettere su come affrontare la situazione di un inquinamento massiccio, come il caso del Veneto.
«Le caratteristiche di questi elementi – aggiunge il sanitario – sono molto utili per l’industria, perché finché sono applicati su materiale che non li rilascia hanno usi interessanti, come nel caso del celebre Gore-Tex, il problema nasce quando gli oggetti che li contengono si degradano o diventano rifiuti e vengono così rilasciati nell’ambiente, come nel caso degli scarti di lavorazione. Infatti, le stesse proprietà di resistenza agli elementi si mantengono quando vengono dispersi, restando presenti senza degradarsi per moltissimi anni tanto nei terreni che nei corpi che li ingeriscono attraverso acqua o cibo contaminato, per questo sono noti anche come “sostanze chimiche eterne”».
Sostenibilità digitale del sito Internet di San Benedetto

Internet inquina. Spesso non ci si pensa perché, rispetto a un veicolo a motore, non si ha la percezione delle emissioni che sono legate al mantenimento online dell’intera rete e alla possibilità di connessione. I server, i grandi computer in cui si raccoglie buona parte dell’informazione che consumiamo ogni giorno, richiedono elevati quantitativi di energia elettrica e anche i nostri dispositivi, come smartphone e computer, ogni volta che eseguiamo un’azione online, producono emissioni. Questa corrente non sempre infatti è prodotta da energia rinnovabile a impatto zero, quindi anche un click o la lettura di una pagina web può avere un impatto sull’ambiente.
Il Gruppo San Benedetto, che da 40 anni si impegna nel ridurre la propria impronta carbonica, lo fa attraverso azioni precise come ridurre il quantitativo di plastica (PET) impiegata per realizzare le proprie bottiglie e riciclarla, migliorare i processi produttivi e l’acquisto di crediti compensativi per progetti che assorbano lo stesso quantitativo di CO2 emessa dall’attività dell’impresa. Per questo non sorprende che l’azienda abbia pensato anche all’impatto del proprio sito web. «Siamo stati tra le prime aziende in Italia ad aver messo l’impegno nei confronti della natura che ci circonda al centro del nostro operato – dichiara Vincenzo Tundo, Direttore Commerciale e Marketing Italia – per questo abbiamo scelto di analizzare ed ottimizzare anche l’impatto ambientale del nostro portale che rappresenta la vetrina digitale dei nostri prodotti per il mondo».
Emergenza clima: nascono i rifugi climatici a Venezia

Il futuro che ci aspetta per quanto riguarda il clima è purtroppo sempre più vicino e ormai chiaro: si estremizzeranno le temperature e i fenomeni meteorologici. Come preparsi a questo cambiamento? «Con una risposta locale e sostenibile per realizzare città “climate friendly” – spiega Mario Morandi, Presidente del CSV di Venezia – noi proponiamo l’identificazione di ripari per i giorni più caldi e più freddi per dare un approdo a chi si trova in difficoltà, ma creando anche uno spazio per la socializzazione».
Questa proposta elaborato in collaborazione con il dott. Luca Velo del Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, è già in sperimentazione nei Comuni di Venezia e San Donà di Piave. «Si tratta di spazi pubblici sia all’aperto che al chiuso – spiega l’urbanista – con la caratteristica di poter offrire un comfort termico, soprattutto contro il caldo per quelle situazioni di emergenza che mettono a rischio la salute dei più fragili, ma qui si vorrebbe realizzare anche una proposta di scambio e animazione, dove trovare aiuto e compagnia». Come aggiunge Morandi: «Abbiamo chiamato il progetto “Rifugi Climatici, Rifugi di Benessere”, proprio per intere uno concetto ampio dello stare bene».
Sport di squadra o individuale? La colpa è di Pelé!

Vi scrivo dall’eremo in cui mi sono nascosto per paura delle conseguenze di quello che sto per dire. Prima un paio di definizioni. Sportivo attivo: la persona che pratica lo sport. Sportivo passivo: la persona che guarda lo sport. Atleta: la persona che pratica lo sport a livello agonistico.
Da sempre sento ripetere che lo sport di squadra abitua alla cooperazione, al lavoro in gruppo, alla condivisione e bla bla bla… In effetti anch’io l’ho ripetuto per un mucchio di tempo a chi chiedeva la mia opinione nel momento di avviare i figli all’attività fisica.
Grest a Venezia: 600 animatori e 2500 bambini coinvolti

Sono 600 gli animatori con circa 2500 bambini che quest’anno parteciperanno ai Grest nella diocesi di Venezia.
«La buona volontà c’è tutta», afferma don Riccardo Redigolo, direttore della pastorale giovanile della diocesi di Venezia. «Quest’anno ho notato un ricambio generazionale; si sta “passando il testimone” ai più piccoli. Inoltre, più di qualche parrocchia si sta concentrando nell’aiutare le altre».
Una cura speciale è stata posta al gruppo degli animatori che va aiutato ad acquisire consapevolezza delle responsabilità che il servizio verso i più piccoli comporta. «Diciamo che si “cresce insieme”», afferma don Riccardo. «Per questo è molto importante che figure adulte siano presenti nei Grest e garantiscano quello sguardo attento e misurato che dona equilibrio ad una esperienza estiva intensiva, ma temporanea».
130 persone alla festa Unitaria dell’Azione Cattolica

Oltre 130 persone hanno partecipato, a Mestre, alla festa annuale dell’Azione Cattolica “A braccia aperte”, che si è svolta, come da tradizione, il 2 giugno.
L’evento ha visto la partecipazione di associati all’Ac da tutta la diocesi di Venezia, creando un’atmosfera di gioia e condivisione che ha unito bambini e adulti di ogni età, dai piccolissimi di soli tre mesi agli ultrasettantenni.
Il pomeriggio è iniziato con una passeggiata verso il Parco di San Giuliano, dove c’è stato uno spazio dedicato ai giochi. Successivamente, nella parrocchia di San Giuseppe di Viale San Marco, si è vissuto un momento di preghiera, per concludere con un apericena.
«La Festa Unitaria è un evento che unisce l’Ac da anni», spiega Giovanni Millino, presidente dell’Azione cattolica del Patriarcato di Venezia. «Rappresenta un’occasione di incontro per bambini, giovanissimi, giovani e adulti. È un momento speciale in cui ci ritroviamo per condividere esperienze e rafforzare i nostri legami».