Jacqueline Gallo: «Per me il teatro è inclusività»

Dal mondo magico del teatro di Gaber e Mastroianni fino ad oggi, sulla scia dell’inclusività. Tante sono le storie e i momenti che Jacqueline Gallo, coordinatrice del Teatro Goldoni di Venezia, ricorda in oltre 35 anni di carriera. Nata nel ‘64 a Londra e trasferitasi a 9 anni a Venezia con la famiglia, Jacqueline Gallo ha iniziato a lavorare in biglietteria al Teatro Goldoni nell’88, poco più che ventenne, quando questo era ancora gestito dal Comune. «Avevano bisogno di un supporto per la campagna abbonamenti ed entrai attraverso una cooperativa» dice, ricordando gli inizi nell’antico teatro. Da lì è poi passata a lavorare con Giorgio Gaber, divenuto direttore artistico del Goldoni, e gli abbonati da 1000 scarsi passarono a 3000: «Avevano di nuovo bisogno di un aito in biglietteria. – dice – Lo staff di Gaber mi ha poi proposto di lavorare per il Goldoni in segreteria artistica e nell’ufficio stampa». Oltre a questo, Jacqueline svolgeva altri lavori: fece da supporto ufficio stampa durante il Festival di Sanremo del ‘92, inoltre per un’agenzia ha lavorato come road manager e andava in giro in tournée con gli attori. Tutti lavori che conciliava con gli impegni di madre.

Mefistofele di Boito: di nuovo in scena alla Fenice

È tornata questa sera al Teatro La Fenice, dopo una lunga assenza dal palcoscenico veneziano, l’opera “Mefistofele” di Arrigo Boito: l’ultima rappresentazione in laguna risale infatti al 1969. La prima, apprezzata dal pubblico, è stata trasmessa in diretta anche su Rai Radio 3. Titolo chiave nella storia del melodramma italiano, l’opera della durata di tre ore è proposta in un nuovo allestimento con la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier, con le scene di Moshe Leiser, i costumi di Agostino Cavalca, il light design di Christophe Forey, il video design di Etienne Guiol e la coreografia di Beate Vollack. A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice, con maestro del Coro Alfonso Caiani, è Nicola Luisotti, mentre il cast ha visto impegnati nei ruoli principali Piero Pretti, Maria Agresta ed Alex Esposito, con Marta Torbidoni, Kamelia Kader, Maria Teresa Leva e Enrico Casari. In palcoscenico anche le voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani, preparati da Diana D’Alessio. Cinque le repliche in programma nei giorni 14, 17, 20 e 23

Un viaggio nei mondi di Marco Polo

Viaggiando si impara l’inclusività culturale. È questo il messaggio più importante che Marco Polo ha lasciato ai posteri. È grazie al mercante veneziano, infatti, se l’Oriente è diventato meno lontano e sconosciuto. Tantissimi furono i paesi che visitò nei suoi viaggi lungo l’Est, ed è proprio nel presentare i principali mondi che ha conosciuto in oltre vent’anni – Armenia, Islam, Cina e India – che si concentra la mostra “I mondi di Marco Polo. Il viaggio di un mercante veneziano del Duecento”, a cura di Giovanni Curatola e Chiara Squarcina, organizzata nell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale a Venezia fino al 29 settembre, nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Venezia e dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 700 anni della morte di Marco Polo. L’esposizione punta infatti a raccontare, con oltre 300 opere provenienti da importanti musei orientali, le suggestioni descritte da Polo nella sua opera letteraria “Il Milione”, in cui racconta la geografia storica, culturale, politica e umana dell’Europa, del Medio Oriente e dell’Asia del Duecento. Un patrimonio incredibile di abitudini, usi, costumi e idee, compreso il racconto delle religioni: da quella cristiana nelle varie declinazioni, compresa quella nestoriana, il culto e i misticismi dell’Islam, dei Cinesi Confuciani, Buddhisti, Taoisti e dell’Induismo in India. «Marco Polo è colui che ha scolpito il ponte tra Occidente e Oriente. Lui era un mercante che ha guardato per capire, ha ascoltato per comprendere e ha imparato per condividere» ha detto la curatrice Chiara Squarcina, nonché direttrice scientifica MUVE.

Eugenio Miozzi: l’ingegnere profetico

Clemens F. Kusch, Eugenio Miozzi. Venezia tra innovazione e tradizione 1931–1969, La Toletta – edizioni, 2024, Euro 28,00

Arrivando in automobile da Mestre si percorre il Ponte della Libertà e si può scegliere di parcheggiare al Garage comunale per poi avviarsi a piedi, attraversando il Ponte Papadopoli, verso San Simeon Piccolo. Da lì la vista sul Ponte degli Scalzi e la sua elegantissima agile campata sul Canal Grande, è straordinaria… ebbene, delle architetture qui citate solo la chiesa di San Simeon Piccolo non è stata progettata da Eugenio Miozzi!

Il futuro delle batterie per l’elettrico? Sono i fornitori

auto-elettrica-alkeemia-futuro-fornitori

Il motore elettrico dipende in misura prevalente da un componente fondamentale: le batterie. Nonostante al momento i mezzi di alimentati in questo modo restino una quota minoritaria fra il parco auto circolante, soprattutto in Italia, la strada per la sua adozione in Europa è stata tracciata con l’obbligo dello stop della vendita veicoli con motori termici dal 2035. A Venezia c’è un’azienda che in questo futuro elettrico ci crede talmente tanto da organizzare un evento per fare il punto sulla tecnologia e lo sviluppo di batterie in Europa, si tratta di Alkeemia con il Battery Forum 2024 organizzato dal 10 al 12 aprile.

«Siamo specializzati nella chimica, soprattutto del fluoro – spiega l’AD di Alkeemia Lorenzo Di Donato – e stiamo investendo per diventare un punto di riferimento in Europa per la fabbricazione delle materie prime destinate alle batterie del futuro, ampliando il nostro polo produttivo di Porto Marghera con delle linee dedicate ai materiali per lo stoccaggio di energia, per affrancarci dalla Cina. La ragione per creare questo evento a Venezia è quella di mettere insieme tutti gli attori del settore, dai produttori di batterie alle case costruttrici di auto e moto per innovare insieme con un obiettivo: creare un’industria totalmente europea sulla tecnologia elettrica, che al momento manca».

#backtoart: la moda si fa arte col riciclo a Venezia

arazzo-biasi-ingresso-platea-goldoni-venezia

Il riciclo e il riuso possono diventare delle pratiche artistiche ed espressive? Per il progetto #backtoart sì, da questa idea infatti il McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave in collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, ha coinvolto l’artista trevigiana Olimpia Biasi, esperta nel ricercare una fusione fra ecologia e arti figurative, specializzata nella realizzazione di installazioni a partire da materiale di recupero. Per l’occasione Biasi ha realizzato un arazzo usando abiti dismessi raccolti dall’azienda, l’opera che inizierà il suo tour espositivo dal teatro Goldoni di Venezia.

«Non è la prima volta che realizziamo progetti di questo tipo – spiega Daniela Bricola, General Manager dell’Outlet di Noventa – siamo in qualche modo naturalmente vocati all’arte, ma cerchiamo di prestare grande attenzione anche ai territori in cui abbiamo sviluppato le nostre attività, in questa operazione abbiamo voluto mettere insieme moda, sostenibilità e responsabilità ambientale per affrontare un tema così attuale attraverso la bellezza». Come aggiunge Claudia Marcolin, direttore generale della Fondazione TSV: «Abbiamo accolto con interesse la proposta di collaborazione,come Teatro Stabile del Veneto siamo impegnati a ridurre il nostro impatto ambientale, ma promuovere questo messaggio di attenzione alla sostenibilità attraverso l’arte crediamo possa essere di valore pubblico e un obiettivo imprescindibile per chi fa cultura».

Meno rifiuti RAEE nel 2023: medaglia di bronzo al Veneto

raccolta-RAEE-Veneto-2023

Con 32.722 tonnellate diminuisce di -1,6% il quantitativo di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) in Veneto, questa la fotografia per il 2023 elaborata dal Centro di Coordinamento RAEE, l’ente che elabora i dati raccolti da tutti i Sistemi Collettivi che si occupano del ritiro presso i centri di raccolta comunali e i punti organizzati per il conferimento dei rifiuti tecnologici in Italia. Nonostante il calo, nel 2018 la raccolta era ancora inferiore alle 30.000 tonnellate, ma in pochi anni c’è stato un aumento di consapevolezza e delle pratiche di conferimento negli abitanti, nell’ultimo anno rilevato quelli che sono venuti maggiormente a mancare sono le televisioni e i monitor, che hanno subito il calo maggiore nella raccolta (-30,5%).

Anche se la regione scende al terzo posto per volumi totali di RAEE in Italia, la provincia di Belluno resta la prima per raccolta con 8,52 kg per abitante, grazie al conferimento di lavatrici e piccoli elettrodomestici, superiori alla media nazionale. «Il risultato è in linea o superiore alle medie nazionali per i vari raggruppamenti di questa tipologia – spiega Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE – è mettendo a confronto le province che si evidenziano i contrasti maggiori, con un calo che interessa anche lavatrici e grandi bianchi. Visto che in Regione ci sono le strutture per conferire questi materiali, i Comuni dovrebbero interrogarsi su dove finiscano questi “mancati” conferimenti. Il Veneto ha tutte le carte in regola per raggiungere gli obiettivi di raccolta fissati dall’Unione Europea, quindi vanno incentivate le buone pratiche».

Calo della vista? serve subito l’aiuto dell’oculista

poggi-calo-della-vista-occhiali

«Ma che numero è quello dell’autobus che sta arrivando?!». «E il risultato della partita in tv? Potrebbero anche scriverlo più grande…». «Oggi sono proprio sfocate queste parole sul giornale e in che caratteri piccoli è stampato questo libro». Alla fine il dubbio è legittimo: ma non sarò mica io che non ci vedo più bene?

Il calo della vista è una diminuzione della qualità della visione, tale da impedire la percezione distinta di oggetti che, invece, in precedenza erano ben visibili.

 

Dalla Sicilia a Mira: un corso su Gemini

Dalla Sicilia a Mira: un corso su Gemini

Sono oltre 60 i partecipanti iscritti all’evento formativo “STEAM per docenti: AI e altre attività pronte all’uso”.
L’incontro si terrà sabato 13 aprile dalle 9 alle 16 presso Villa Lanza, che ospita la Scuola San Pio X, situata in Riviera Silvio Trentin 26, a Mira (Ve). Dopo il successo ottenuto nel marzo 2023, è stata presa la decisione di organizzare una seconda edizione.

I docenti arrivano da tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino.
La proposta di sabato metterà non solo al centro dell’attenzione l’Intelligenza Artificiale (AI) includendo Chat GPT, ma darà spazio anche a Gemini, la nuova intelligenza artificiale di Google, e ad altre risorse innovative. 

Nel programma dell’evento è prevista anche la condivisione e la creazione di app e altri strumenti per favorire i temi dell’inclusione e dell’educazione STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arti e matematica).

L’intera giornata formativa è riconosciuta come formazione valida su S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento del personale della scuola) per i docenti iscritti, confermando la validità delle conoscenze acquisite durante l’evento.

Il bastone di San Francesco in un’isola di Venezia

Il bastone di San Francesco in un'isola di Venezia

L’isola di San Francesco del Deserto a Venezia è un luogo unico dove 5 frati minori si prendono cura di un convento situato in mezzo alla laguna.

Ogni giorno l’isola, che ospita solo 5 abitanti, accoglie numerosi turisti di cui molti interessati al tronco. Questo elemento è considerato un simbolo storico e di fede in quanto, secondo la tradizione, è cresciuto dal bastone da pellegrino piantato da San Francesco prima di lasciare l’isola.

«Ogni settimana, eccetto il lunedì, dedicato alla fraternità, il convento ospita diversi visitatori», racconta fra Carlo, uno dei cinque frati minori che vivono sull’isola. «Tra i visitatori ci sono varie tipologie: alcuni sono attratti dal luogo per scopi turistici e culturali, mentre altri sono mossi da aspetti legate alla fede».

Tra Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti, l’isola attrae persone provenienti da tutto il mondo, ognuna con le proprie motivazioni e aspettative.

Menu principale
Seguici