Alla Biennale il Vaticano incontra le periferie

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Incontrare le periferie: questa la priorità dell’arte secondo il Padiglione della Santa Sede alla 60^ Biennale d’Arte di Venezia che, intitolato “Con i miei occhi”, quest’anno eccezionalmente sarà allestito all’interno del Carcere femminile della Giudecca. Un’esposizione originale, curata da Chiara Parisi e Bruno Racine, che per la prima volta verrà visitata dal Santo Padre, proprio perché in linea con il suo pontificato. Papa Francesco, infatti, il 28 aprile sarà per la prima volta in città per inaugurare il Padiglione Vaticano e visitare la Biennale. «Sarà un momento storico che dimostra la volontà della Chiesa di consolidare il dialogo con il mondo delle arti e della cultura» ha spiegato il commissario del Padiglione, il cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, durante la presentazione del Padiglione, avvenuta lunedì 11 in Vaticano.

Venezia inedita: cento scatti raccontano la pandemia

Tutto è fermo, anche il tempo sembra essersi arrestato. Piazzale della stazione è inusitatamente vuoto, nessun turista corre con il suo trolley sui masegni e sulle lastre di marmo della pavimentazione che conducono lo sguardo verso la Chiesa di San Simenon Piccolo, silente spettatrice di una città immobilizzata e priva della quotidiana confusione. Questo è uno dei più rappresentativi dei cento scatti realizzati esattamente quattro anni fa dalla fotografa Carla Carletto durante le settimane di lockdown del 2020, pubblicati nel volume “Venezia Inedita. Cento scatti raccontano una pandemia”, realizzato su progetto di Tostapane Studio di Fabrizio Berger. Carla Carletto vive la passione per la fotografia come un flusso vitale di pura energia di cui non può fare a meno. Dopo gli studi artistici, inizia a fare delle prove in casa, allestendo uno studio e invitando le sue amiche a farle da cavia. «La passione dopo tanti anni è cresciuta ed è ancora il mio primo pensiero quando mi sveglio» racconta la fotografa. Carletto immortala Venezia dal 1974, anno in cui, giovanissima, vi si trasferì da Padova e, frequentando l’Accademia di Belle Arti, si dedicò alla sua vera passione: la fotografia in bianco e nero. Ha acquisito professionalità nel suo campo con serietà e rigore e il suo “occhio” al di là dell’obiettivo cattura immagini di intensità profonda sia quando intercetta volti umani – di cui sa individuare il vissuto – sia nelle varietà paesaggistiche o nel ritrarre animali.

 

Gli orrori della guerra protagonisti dello Short Film Festival

Gli orrori della guerra e dei conflitti negli occhi di adulti e bambini. Questi sono i temi che più emergeranno alla 14esima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, il primo festival in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università, che andrà in scena a Venezia dal 20 al 23 marzo in modo “diffuso”. Oltre all’Auditorium Emanuele Severino di Santa Margherita, fulcro della rassegna, l’evento si svilupperà in altri sei luoghi della città: la Fondazione Bevilacqua La Masa, la Casa del Cinema, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo d’Arte Orientale a Ca’ Pesaro, il Museo di Palazzo Grimani, l’In Paradiso e l’Avani Rio Novo Venice Hotel. Un’edizione molto ricca che prevede il concorso principale e quelli collaterali, tantiospiti internazionali di grande rilievo e gli appuntamenti fissi dei programmi speciali. Il tutto possibile grazie al supporto della Fondazione di Venezia, ai partner Avani Rio Novo Venice Hotel, la piattaforma italiana di cinema on demand “breve”  WeShort, la più antica azienda di prosecco Carpenè-Malvolti e la partnership di due festival: le Giornate della Luce di Spilimbergo e il South Italy International Film Festival di Barletta.

Mestre: lo scoiattolo rosso è ormai di casa nei parchi

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Una migrazione pacifica dalla montagna ai comuni della Città Metropolitana di Venezia: è quella che nei decenni ha interessato lo scoiattolo rosso europeo. «In realtà è un po’ come se avesse riconquistato un territorio in assenza delle foreste che sono sparite dalla pianura», spiega Mauro Bon, Direttore del Museo di Storia Naturale di Venezia “Giancarlo Ligabue”, referente dell’iniziativa “Lo scoiattolo a Mestre: un progetto di citizen science”, per monitorare la presenza del piccolo mammifero nelle municipalità grazie alle segnalazioni e alla collaborazione dei cittadini, che ha permesso di raccogliere più di 400 tracce dell’animale dal 2018.

«La risposta dei residenti ci ha davvero stupito – prosegue Bon – ci ha permesso inoltre di osservare come questi animaletti, arrivati in un contesto differente da quello tipico per loro, abbiamo messo in atto anche un comportamento diverso. Spesso infatti sono confidenti verso l’essere umano e si abituano alla sua presenza avvicinandosi, nonostante la nostra empatia verso altri mammiferi che ci inviano segnali che inducono sensazioni positive, consigliamo sempre di non dare loro da mangiare. I caratteri infantili dello scoiattolo, che lo fanno sembrare un cucciolo anche da adulto, non devono indurci ad avvicinarlo, per il suo bene è meglio che non abbassi le difese imparando a fidarsi dell’uomo».

Dalla scrittura alla fotografia: i nuovi corsi de La Toletta

Non solo un luogo dove poter nutrirsi di cultura ma anche per imparare a produrla. La libreria La Toletta di Venezia apre nuovamente il suo Spazio Eventi alle Eremite, in Fondamenta di Borgo, per quattro laboratori creativi rivolti alla cittadinanza, molti dei quali arrivati alla quarta edizione. Dal 4 marzo è partito il laboratorio di psicoanalisi “Il narcisismo l’amore e l’odio”, a cura di Arianna Silvestrini che, per la prima volta, ogni lunedì tratterà diversi temi. In particolare verrà esplorato il tema del narcisismo a partire dalla lettura di alcuni testi: «Nella società attuale si tratta di una questione nodale che investe, in modo particolare, l’educazione e la crescita dei giovani. – spiega Silvestrini – L’elaborazione intorno al narcisismo, che riguarda ciascuno, consente di trovare un’altra leggerezza e di intendere come il costante paragone con gli altri o, peggio ancora, con l’idea o l’ideale che ognuno ha di sé, sia spesso controproducente o persino avvilente. Il termine “narcisismo” viene utilizzato comunemente in modo negativo, ma c’è un’accezione differente di narcisismo. Quando avvertiamo la necessità di un salto di qualità ci accorgiamo di qualcosa che possiamo chiamare “narcisismo originario” e cioè l’esigenza di qualità che consente di vivere con un altro slancio, senza avvilimenti e senza stereotipi». Stanno invece per partire il corso di scrittura a cura degli scrittori Roberto Ferrucci e Tiziano Scarpa, quello di lettura espressiva con Simonetta Nardi e il workshop di fotografia a cura del prof. Paolo Della Corte dell’Accademia di Belle Arti. Una proposta quella della Toletta sempre accolta con entusiasmo, tanto che i corsi, tra neofiti o affezionati, hanno avuto subito un grande successo di adesioni, raggiungendo in quasi tutti i laboratori il numero massimo di iscritti in pochi giorni. «I corsi e laboratori proposti integrano al meglio l’idea dello Spazio Eventi, dedicato a presentazioni di libri e mostre fotografiche, come luogo destinato alla città dove far crescere cultura e nuove idee» spiega Giovanni Pelizzato de La Toletta.

8 marzo: corteo lungo il sottopasso di Mestre per le donne

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«Mi è capitato di sentirmi fischiare o ricevere apprezzamenti ad alta voce, mi sono sentita mancare di rispetto, ma soprattutto mi ha fatto arrabbiare pensare che per qualcuno sia un comportamento normale, pensando che possa fare piacere». Valentina ha 21 anni e vive a Mestre. «Io non mi sento sicura quando sono da sola per strada la sera, non perché non mi fido di me stessa, ma perché non so chi potrei incontrare e perché spesso queste forme di violenza non sono riconosciute».

«Come Laboratorio Climatico Pandora stiamo cercando di creare un’alternativa senza chiuderci nel nostro gruppo ma aprendoci agli altri per fare la nostra parte perché questa situazione cambi – continua – dopo le manifestazioni contro il femminicidio di Giulia Cecchettin, abbiamo sentito l’esigenza di dare dei segnali per affiancare un discorso pratico e sul territorio agli articoli di giornale che raccontano i problemi di sicurezza di Mestre, le continue molestie e violenze. Per questo l’8 marzo abbiamo voluto celebrare la giornata internazionale della donna passando insieme ai cittadini in una delle zone meno sicure della città la sera: il sottopasso ciclo-pedonale che collega Mestre a Marghera sotto la stazione dei treni».

La scienza? Deve conoscere il mito per superarlo

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«Io dico che la scienza si sviluppa dal mito, nasce spinta dalla tradizione e dai racconti per verificarli e superarli, leggere il passato è uno dei migliori motori per guardare al futuro senza porre limiti al sapere». Fulvio Zezza, professore ordinario di Geologia per lungo tempo alla Facoltà di Architettura dell’Università Iuav di Venezia, esordisce così presentando il suo ultimo libro “Viaggi tra scienza e mito”, edito da Mazzanti Libri, alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, lo scorso 9 marzo 2024.

«Se non ci fosse stato il Covid-19 forse questo libro non sarebbe nato – ha affermato – mentre la sofferenza e le preoccupazioni invadevano le nostre giornate rinchiusi in casa, io ho fatto un po’ di ordine fra decenni di viaggi di ricerca alla scoperta di minerali e culture diverse dalla nostra e ho sintetizzato in un volume la fascinazione per i miti che popolano i luoghi che ho conosciuto e il rapporto che lega questo patrimonio storico allo sviluppo della scienza. Ho così navigato fra i ricordi alla riscoperta di questo percorso di conoscenza. Anche se qualcuno si potrebbe giustamente chiedere come mai uno come me, che si occupa di geologia, parla di mito…».

Le 10 regole d’oro per una buona digestione

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Mangiare e digerire bene rappresentano una preoccupazione costante degli italiani, tutti, vecchi e giovani, uomini e donne: ne sanno qualcosa i gastroenterologi che, per opera di AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri), hanno pensato di preparare un decalogo di buoni comportamenti nutrizionali. Pochi passaggi da tenere sempre a mente, piuttosto che lasciarvi in mano al Dottor Google…

Cose apparentemente semplici, quasi scontate, ma in realtà non così facili da trovare nelle abitudini dei pazienti. Vi posso assicurare che quasi tutte le persone che ho modo di visitare le applicano poco o nulla. E, infatti, arrivano nel mio ambulatorio a raccontarmi i loro problemi digestivi.

Ritrovata la più antica chiesa di san Geminiano a Venezia

Ritrovata la più antica chiesa di san Gimignano a Venezia

«Quelli che abbiamo trovato noi potrebbero essere i resti della più antica chiesa di san Geminiano di piazza san Marco», afferma la direttrice degli scavi Sara Bini. «Sappiamo che inizialmente era più o meno in mezzo alla piazza, poi l’hanno spostata almeno due volte in base al contesto storico».

Gli scavi organizzati a Venezia grazie al restauro dei masegni della piazza sono i primi condotti dopo 150 anni: «Anche nel 1885-89, in occasione della necessità del comune di ripavimentare la piazza, vennero compiuti lavori simili: l’antica pavimentazione fu rimossa e si approfittò del momento per effettuare scavi, proprio come ora». 

Grazie alla collaborazione con il comune di Venezia, questi studi hanno consentito agli esperti non solo di aggiornare i dati dell’Ottocento, risalenti agli studi di Federico Berchet,  ma anche di effettuare scavi sotto le Procuratie vecchie, trovando i resti di alcune sepolture. La sepoltura, tipica dell’epoca altomedievale, è stata una scoperta fondamentale che ha permesso agli archeologi di comprendere che si trattava dei resti della chiesa.

Tuttavia, i reperti ritrovati sono solo una parte della prima chiesa di san Geminiano: «Abbiamo appena concluso uno scavo», spiega Sara Bini. «La prossima settimana, non appena il comune rimuoverà i masegni e ci consentirà l’accesso, dovremmo iniziarne un altro».   

Adolescenti oggi: tra omologazione e solitudine

Adolescenti oggi: tra omologazione e solitudine

Fino a qualche anno fa per gli adolescenti la parola d’ordine era “essere originali”. Ma oggi la gran parte di loro predilige l’omologazione, manifestando il desiderio di non distinguersi dagli altri.

Questa riflessione è una delle tante emerse durante l’incontro del 13 marzo, organizzato dalla Pastorale familiare della Diocesi nella parrocchia San Pietro a Favaro. Durante l’evento, i relatori Greta Antonello, Ilenia Simionato e Simone Stocco hanno approfondito il tema del disagio vissuto dagli adolescenti, mettendo in luce anche il cambiamento nella percezione dell’individualità.

«I giovani di oggi mostrano una tendenza ad una minore originalità, orientandosi invece verso una omologazione, spinti dal timore di essere considerati diversi e soggetti a derisione», spiega Simone Stocco. «Questo è causato soprattutto dalla paura del giudizio degli altri e la cultura dell’immagine della “perfezione” presente nei social media».

Non solo: altre difficoltà si fanno evidenti. I ragazzi, mancando di concentrazione verso gli studi, spesso non completano il percorso scolastico fino al diploma e, purtroppo, possono manifestare pensieri negativi, arrivando persino a considerare di farsi del male.

«Una delle categorie principali che racchiude il disagio degli adolescenti è la solitudine», afferma una delle relatrici. «Questa condizione può avere gravi conseguenze sulla salute mentale e sul benessere emotivo dei giovani, sfociando spesso in altre problematiche come i disturbi alimentari o l’isolamento».

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