Atelier 23, l’unico a realizzare abiti da sposa a Venezia

A Venezia c’è un luogo magico, dove l’alta sartoria dà forma ai sogni più belli che rispecchiano quelli delle favole o della contemporaneità. È l’Atelier 23 in Corte Malibran, l’unico in città che da cinque anni realizza abiti da sposa preziosi e autentici, volti a rispecchiare la personalità di chi li indossa, e abiti da cerimonia e sera di cui possiede un vasto campionario. Con mente, braccio e cuore, l’attività è portata avanti da Fosca Parisi, da anni specializzatasi nel comparto sposa e cerimonia, che segue chi sta per compiere un passo così importante come il matrimonio con amorevole cura. Il suo Atelier infatti, andando controcorrente, vuole essere un ambiente intimo, punto di riferimento dove le future spose si possono sentire a casa.

Cosa nostra spiegata ai bambini va in scena al Goldoni

Al Teatro Goldoni a Venezia si accendono i riflettori sulla forza della parola e sul ruolo sociale del teatro. Domani, sabato 2, alle ore 19, l’attrice Ottavia Piccolo e l’orchestra Multietnica di Arezzo porteranno in scena lo spettacolo “Cosa nostra spiegata ai bambini”, per la regia di Sandra Mangini. Lo spettacolo è scritto da Stefano Massini, le cui parole ancora una volta danno forma e struttura a un teatro necessario, civile, in cui il racconto dell’etica passa attraverso le espressioni, i timbri e le azioni di coloro che spesso non hanno voce.

Il plancton tra mare e cosmo nell’evento collaterale della Biennale

Il plancton è l’anello di congiunzione tra mare e cosmo. È tra mitologia e scienza, in una grande installazione a piramide, che verrà trattato il ruolo del plancton, ovvero dei piccolissimi organismi e microorganismi che stanno alla base della catena alimentare acquatica.  L’Accademia di Belle Arti di Venezia martedì 27, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico, ha presentato il progetto dell’Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, che dal 20 aprile sarà allestito nel chiostro della sede centrale. Si tratta della mostra “swell of spæc(i)es” dell’artista Josèfa Ntjam, commissionata e prodotta dalla berlinese LAS Art Foundation e realizzata con l’istituto CNR-Ismar, le cui ricerche scientifiche si intrecceranno con l’installazione artistica di Ntjam, creando un’esperienza immersiva che stimolerà la riflessione e la sensibilità del pubblico, mentre Ocean Space di TBA21-Academy collaborerà per la parte di programma educativo e pubblico. È la prima volta che l’Accademia apre in maniera continuativa le porte della propria sede didattica al pubblico coinvolgendo, gli studenti in workshop, visite guidate, incontri e in generale nelle attività connesse all’offerta espositiva.

Pezzullo: la psicologia dietro la buona integrazione

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L’integrazione è una tematica molto complessa, che richiede diversi punti di vista anche solo per riuscire a immaginarla, figurarsi per realizzarla. «Una delle dinamiche che entrano gioco è proprio quella psicologica sia a livello individuale che collettivo – spiega Luca Pezzullo, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto – il terreno di scontro è l’identità fra comunità ospitante e nuovi arrivati, ma questo è anche l’unico luogo in cui è possibile un incontro che possa costruire relazioni di fiducia e scambio, ma lo devono volere entrambe le parti in gioco e nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, i sentimenti di appartenenza si rafforzano creando difficoltà in questo senso».

La migrazione non è una questione recente, è qualcosa di insito nella natura umana, si tratta di un tema di lungo corso che percepiamo come recente perché in questo momento ci pone davanti a sfide nuove che richiedo soluzioni attuali. «Questa dinamica fra gruppi collettivi è un processo che richiede di imparare a conoscere anche un’identità diversa dalla propria – prosegue lo psicologo – ma di essere anche consapevoli da quale sia la propria, perché se per primi non si ha bene a fuoco le caratteristiche che si sentono come personali è difficile riuscire nella mediazione con quelli altrui, più un’identità è percepita come fragile e più è soggetta a riconoscersi minacciata da quelle con cui si confronta, quindi non può che generarsi opposizione e chiusura».

Emergenza carceri: a Venezia il riscatto grazie al lavoro

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Nei primi due mesi del 2024 ci sono stati 21 suicidi negli istituti di pena italiani. Decisamente troppi, rapportati ai dati del 2023, che hanno visto 69 decessi complessivi (Fonte: Centro Studi Ristretti Padova). «Una delle vittime di questa piaga la conoscevamo bene – racconta Adriano Toniolo, coordinatore della Cooperativa socialeil Cerchio” – Bassem Degachi era fra i detenuti della Casa Circondariale Santa Maria Maggiore impegnati nelle nostre attività di recupero. C’è molta più fragilità di quello che si percepisce dall’esterno, gettato dallo sconforto non ha retto a un’ordinanza di arresto, poi annullata, proprio quando aveva conquistato la semi-libertà».

La cooperativa si occupa di affrontare queste difficoltà dei detenuti, in supporto agli educatori carcerari, attraverso percorsi di recupero basati su mansioni lavorative. «Siamo attivi dal 1997 – spiega Toniolo – in alta stagione arriviamo a impiegare fino a 280 persone, di cui il 30% è svantaggiato ed è composto anche dalla popolazione carceraria veneziana, sia maschile che femminile. Riceviamo i loro nominativi dal carcere, dopo un’analisi preliminare di idoneità, per metterli alla prova a imparare un metodo di lavoro, spesso sconosciuto, corrispondendo uno stipendio. Molte volte i detenuti vedono per la prima volta un contratto e sono spaventati anche solo dal doverlo firmare».

Esperti della filiera del packaging? Un corso a Venezia

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Diventare esperti della filiera del packaging? Adesso è possibile con il corso di alta formazionePackaging Waste Expert” offerto da Ca’ Foscari Challenge School, la scuola di istruzione post lauream dell’ateneo veneziano. «E’ un percorso che tratta l’argomento nella sua complessità secondo un approccio multidisciplinare e prendendo in considerazione le caratteristiche di diversi materiali – racconta il professor Alvise Benedetti, coordinatore del corso e ordinario del dipartimento di scienze molecolari e nanosistemi – cercando di favorire non solo uno scambio di saperi ma anche un’occasione di confronto e discussione fra gli studenti».

L’idea di un’opportunità formativa di questo tipo è nata a seguito dell’incontro “Packaging: rivoluzione i(m)ballo”. «Il dottor Legrenzi della Fondazione Carta Etica del Packaging a seguito del successo di quell’iniziativa ci aveva lanciato una sfida: perché non tradurre quel convegno in un corso proprio a Venezia, in vista delle nuove norme europee in materia? – racconta il docente – così grazie al supporto eccellente di Challenge School abbiamo creato questa offerta formativa che mette insieme in modo accessibile competenze differenti, che oggi chi lavora nel settore deve conoscere per prepararsi alla rapida evoluzione che nei prossimi anni interesserà questo ambito».

Venezia: baricentro geo-strategico del Risorgimento

Moro Federico, Risorgimento veneto 1848-1849, LEG Edizioni (2023), 360 pag., 24,00€

Esperto di storia militare Federico Moro, autore di più di cinquanta saggi incentrati principalmente sulla storia di Venezia, riesce in questo volume a tenere insieme descrizioni puntuali e documentatissime delle battaglie, una visione geopolitica particolarmente larga e dalle conclusioni sorprendenti, uno stile capace di rendere piacevole la lettura anche al lettore interessato alla storia senza esserne studioso. Del resto, seguendo l’attuale tendenza a rendere accessibili tematiche fino a qualche decennio fa destinate allo studio accademico o comunque di una stretta cerchia di lettori, Moro ha da sempre fatto della capacità divulgativa la sua cifra.

Stare comode e rilassarsi: il segreto di una buona poppata

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Da tempo ormai, come si è visto anche nei mesi difficili della pandemia da Coronavirus, si fa riferimento all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come prestigioso custode della salute pubblica. Ed è proprio l’OMS a presentare l’allattamento al seno come la miglior protezione dell’inizio della vita umana (qui le linee guida dell’OMS).

Negli ultimi 50 anni sull’argomento si sono fronteggiati due atteggiamenti opposti: da una parte l’idea che allattare al seno fosse un retaggio del passato assolutamente da superare in onore della modernità oppure, dall’altra, che fosse l’unica possibilità per lo sviluppo del neonato e della neonata. In gioco c’erano e ci sono notevoli interessi economici per la commercializzazione dei sostituti del latte materno, come è dimostrato dal Codice Internazionale, siglato nel 1981 da OMS, Unicef e ditte produttrici di alimenti per l’infanzia, che ne vieta la pubblicità (scaricalo qui). Fermo restando che non va colpevolizzata la mamma che allatta artificialmente il suo bimbo, vanno però considerate le ragioni che supportano l’allattamento al seno.

Lavorare in autonomia nell’azienda agricola don Orione

Lavorare in autonomia nell’azienda agricola don Orione

Gianni, oltre a vivere nel centro don Orione di Chirignago, una struttura residenziale dedicata all’accoglienza di persone con disabilità, lavora come agricoltore nell’azienda agricola dell’associazione.
Come Gianni, ogni giorno, numerosi ospiti del centro si impegnano in attività lavorative presso l’azienda interna. 

La struttura accoglie quotidianamente 28 ragazzi che svolgono attività dalle 8.30 alle 16. 
Dal 2016, oltre ad offrire dei veri e propri lavori, l’azienda si impegna a sviluppare maggiori progetti individuali dedicati a ciascun ospite del centro.

Sono state inoltre introdotte delle schede per il monitoraggio e la valutazione dell’apprendimento e dei comportamenti lavorativi. Le schede permettono di verificare ogni singolo comportamento ed accompagnare le persone a lavorare ed imparare.

L’azienda ospita individui con diversi livelli di autonomia, permettendo loro di contribuire attivamente alla vita della comunità attraverso il coinvolgimento nelle attività agricole, sia per coloro con una maggiore autonomia che per chi presenta esigenze più specifiche.

«Avere una routine è fondamentale per i ragazzi», afferma Paolo Rossi, responsabile della parte tecnica dell’azienda. «La quotidianità si svolge sul fatto di impostare sempre una relazione tra gli operatori e gli ospiti e tra gli stessi ospiti. Questo è possibile utilizzando uno strumento specifico, ossia il lavoro».

Il senso del sacrificio: cosa manca negli animatori oggi

Il senso del sacrificio: cosa manca negli animatori oggi

«Ai giovani animatori di oggi mancava la capacità di capire il senso del sacrificio», afferma don Riccardo Redigolo, direttore della pastorale giovanile di Venezia. «C’è un notevole numero di giovani pieni di buona volontà desiderosi di relazionarsi, ma è cruciale educarli a uno stile specifico».

I giovani infatti devono acquisire la capacità di fare scelte consapevoli. Non si tratta necessariamente di una mancanza di senso di responsabilità, ma piuttosto di un aspetto che va ancora sviluppato e potenziato attraverso un adeguato percorso educativo.

«I ragazzi che oggi si mettono a disposizione sono, prima di tutto, alla ricerca di relazioni», spiega don Riccardo. «Da una parte c’è buona volontà, dall’altra tanti impegni che non fanno più vivere la parrocchia nel periodo invernale». Proprio per le varie attività extrascolastiche molti ragazzi faticano ad intraprendere un percorso continuativo all’interno della parrocchia non riuscendo così a prepararsi all’estate in maniera adeguata. 

Pertanto, l’obiettivo dei corsi per educatori, avviati venerdì 23 febbraio al Centro Urbani di Zelarino, è insegnare loro un approccio metodico, poiché si osserva la mancanza di uno stile e di un lavoro che dovrebbero essere sviluppati prima dell’arrivo del periodo estivo.
Risulta quindi fondamentale dedicare più tempo a questa fase rispetto a quanto fatto in passato.

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