Paolini: «Il Vajont, una lezione che non si può ignorare»

A sessant’anni dalla tragedia del Vajont, Marco Paolini non smette di interrogarsi sull’attualità di quella vicenda. Perché non c’è solo il dovere della memoria, ma la volontà che una storia fatta di montagne, di uomini e numeri, vada al di là della costruzione della diga, di tutte le cose taciute, dei segnali e dei rischi mal calcolati e ignorati, e delle aule del processo che seguì. Un segno nero nelle pagine della storia che serve per interrogarsi sulle sfide future: prima fra tutte la crisi climatica. Marco Paolini, attore, autore e regista che da anni racconta il cambiamento della società italiana, famoso per le sue narrazioni di forte impatto civile, torna a parlare dell’errore umano in “Storia del Vajont”, un libro pensato principalmente per i ragazzi, scritto insieme a Francesco Niccolini, che rilegge la tragedia con gli occhi del presente. Il libro è stato presentato venerdì 16 alla XXIX edizione di “Una Montagna di Libri” a Cortina d’Ampezzo nell’incontro “Vajont. La tragedia che ci parla ancora”, tenutosi all’Alexander Girardi Hall davanti a trecento persone, con il giornalista Venanzio Postiglione e il direttore della rassegna Francesco Chiamulera. Altra tappa sarà lunedì 26, alle ore 17.30, al Centro Culturale Candiani di Mestre, dove gli autori dialogheranno con Gianfranco Bettin e Michele Mognato.

Il fascino dell’arte Ebrù: allo Spazio SV il ricordo di Valese

Fu indiscutibile maestro dell’arte Ebrù, celebre in tutto il mondo. A due anni dalla scomparsa, lo Spazio SV – Centro Espositivo San Vidal, in collaborazione con l’U.C.A.I veneziano, celebra Alberto Valese (Venezia 1951 – 2022), che per più di quarant’anni si è dedicato all’arte della legatoria ed in particolare allo studio della tecnica della marmorizzazione, che inizia da autodidatta, dando vita ad una serie di opere uniche nel loro genere che lo hanno reso noto a livello internazionale. La mostra, dal titolo “Alchimie su carta. Omaggio al maestro Alberto Valese”, a cura di Silvia Previti, visitabile fino al 27 marzo, vuole celebrare un artigiano e artista poliedrico e raffinato, unico maestro Ebrù straniero riconosciuto in Turchia. In mostra una selezione ad ampio spettro sulle tipologie di carte da lui prodotte è anche un’occasione per far comprendere, attraverso dei supporti video, il modus operandi di Valese ed il suo immaginario, la sua attenzione per i dettagli, l’alchimia dei colori e l’innovazione che caratterizzano la sua produzione artistica.

Cantiere pilota sugli intonaci dei chiostri della Fondazione Cini

È in corso la prima fase diagnostica dell’intervento di restauro sperimentale degli intonaci nel quattrocentesco Chiostro dei cipressi progettato da Andrea Buora negli spazi monumentali della Fondazione Giorgio Cini nell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, a cui seguiranno quelli sul Chiostro del Palladio. I lavori, della durata prevista di circa due anni, sono realizzati dalla Soprintendenza che ha stanziato un primo importo di 400 mila euro, a cui seguiranno altri 200 e 100 mila euro. Il cantiere pilota, di cui è progettista e direttrice dei lavori l’arch. Ilaria Cavaggioni, è stato avviato lo scorso 19 settembre e interesserà i 1400 mq di intonaci dei chiostri.

Willem de Kooning: ad aprile la più ampia retrospettiva in Italia

Per la prima volta si studierà l’influenza dei soggiorni in Italia di uno degli artisti americani più innovatori della storia dell’arte. Willem de Kooning (1904, Rotterdam, Olanda – 1997, East Hampton, USA), uno degli artisti più rivoluzionari e influenti del ventesimo secolo, in concomitanza con la 60° Biennale d’Arte, progettato in collaborazione con lo studio UNA/FWR Associati, diretto dall’architetto Giulia Foscari, riunirà circa 75 opere, tra dipinti, sculture e disegni, che attraversano quattro decenni dell’arte di de Kooning, dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, dando vita alla più ampia mostra dell’artista mai organizzata in Italia.

THAITI a Ca’ Foscari: AI per la risonanza magnetica cardiaca

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L’intelligenza artificiale, o AI, toglierà il lavoro ai tecnici di radiologia per le risonanze magnetiche? «Niente di tutto questo – rassicura il professor Marco Salvatore Nobile dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – grazie al software che abbiamo sviluppato supporteremo i tecnici nella scelta di un parametro di scansione, il cosiddetto “tempo di inversione”, necessario per l’ottimale visualizzazione del tessuto cicatriziale nel cuore durante le risonanze magnetiche cardiache. In questo modo, toglieremo stress e fatica al tecnico che è già impegnato in un esame lungo e complesso, facilitando il processo per migliorare la qualità delle diagnosi».

Il software, chiamato THAITI, è stato sviluppato da un team multidisciplinare formato, oltre che dall’informatico cafoscarino, dalla professoressa di informatica Daniela Besozzi, dal ricercatore di statistica medica Daniele M. Papetti entrambi dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dalla dottoressa Camilla Torlasco, cardiologa coordinatrice del Servizio di Risonanza Magnetica dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano. La tecnologia, coperta da brevetto a livello italiano e mondiale, è stata recentemente premiata a Londra durante la conferenza globale sulla risonanza magnetica cardiovascolare CMR 2024, con il primo premio della Shark Tank Competition, per l’innovativo impatto clinico e l’applicabilità sul mercato.

L’architettura dello spazio pubblico per gli studenti di Mestre

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Cambiare la prospettiva con cui guardare una città? «E’ una sfida, con l’obiettivo di mostrare come lo spazio pubblico sia un’estensione diretta dei nostri spazi privati domestici, ma per farlo c’è bisogno prima di tutto di comprenderne le origini e l’evoluzione». Roberto Beraldo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Venezia, ha introdotto così la seconda edizione del progettoSpazio pubblico, spazio di tutti”, rivolto agli studenti delle scuole superiori di Mestre, in cui si chiede ai ragazzi di pensare al futuro di alcuni luoghi della città approfondendone la storia.

L’iniziativa, organizzata oltre che dai professionisti della progettazione architettonica dal Rotary Club Venezia Mestre, coinvolgerà più di 200 studenti delle scuole superiori provenienti da quattro istituti: i licei Stefanini e Bruno-Franchetti, il liceo Artistico Statale Guggenheim, e l’ITS Pacinotti. «L’occasione è quella di favorire uno scambio culturale in cui noi professionisti ci mettiamo in ascolto delle visioni dei ragazzi in un percorso di comprensione di tre aree che hanno segnato lo sviluppo del territorio: la Città Giardino di Marghera, il Villaggio San Marco e il distretto M9, studiandone la storia e descrivendone gli utilizzi del presente. Il 23 maggio i giovani ci presenteranno i loro lavori, così potremmo capire i loro bisogni per progettare il futuro», aggiunge Beraldo.

250 studenti coinvolti in un progetto di ecologia integrale

250 studenti coinvolti in un progetto di ecologia integrale

Undici scuole superiori con più di 250 studenti parteciperanno al progetto di ecologia integrale promosso dal Patriarcato di Venezia e dal movimento Laudato Sì.

Oltre alle scuole del Veneto, è stato esteso il coinvolgimento a livello nazionale, includendo anche una scuola della Valle d’Aosta e una della Campania. Questa scelta riflette un chiaro impegno per una partecipazione multiregionale, mirando ad ampliare le prospettive e a promuovere una collaborazione più ampia e diversificata all’interno del concorso.

Gli studenti sono coinvolti attivamente nella creazione di iniziative finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente e alla promozione dello sviluppo sostenibile, con impatti tangibili sia a livello locale che globale. 

Tra i sei temi proposti dal laboratorio, ovvero acqua, edilizia, energia, mobilità/turismo, agricoltura e aerospaziale, sono emerse con particolare interesse le schede riguardanti l’edilizia e l’energia. Le scuole si sono concentrate in queste due aree tematiche, evidenziando un notevole entusiasmo e coinvolgimento da parte degli alunni.

Il progetto si concluderà il 15 maggio prossimo, coronato da una cerimonia di premiazione che celebrerà i successi e gli sforzi degli istituti partecipanti.

Istituto Berna: progetto con giocatori del Powerchair Hockey

Istituto Berna: progetto con giocatori del Powerchair Hockey

Martedì 12 marzo 2024, dalle 11 alle 13, l’istituto Berna ospiterà i Black Lions di Venezia, la squadra italiana di Powerchair Hockey, attualmente campioni nazionali in carica.

In questa occasione verranno consegnati ai giocatori in sedia a rotelle 10 “stick”, apparecchi creati da 8 ragazzi del settore meccanico dell’istituto.
Il dispositivo è appositamente progettato per essere montato nella parte anteriore della carrozzina. Risulta quindi essere un sostegno fondamentale per alcuni dei giocatori della squadra che, a causa della propria disabilità, non hanno la possibilità di utilizzare la classica mazza da Hockey per indirizzare la pallina e lanciarla. 

Purtroppo questo tipo di supporto non è ancora presente in commercio, così ciascun giocatore provvede in maniera autonoma alla realizzazione dello stesso. Per questo motivo si è deciso di coinvolgere i ragazzi del quarto anno del settore meccanico, studenti già in possesso della qualifica di Operatore Meccanico indirizzati verso il diploma. 

L’obiettivo è di raggiungere la certificazione del prodotto entro giugno 2024 per poi avviarne una produzione di serie industriale.

Più di 100 bambini in una giornata interparrocchiale

Più di 100 bambini in una giornata interparrocchiale

Sono più di 100 i bambini del catechismo delle elementari che parteciperanno alla prima giornata interparrocchiale domenica 3 marzo nella parrocchia del Sacro Cuore di Mestre.
La proposta prevede l’incontro delle parrocchie di Altobello, Santa Maria di Lourdes e Sacro Cuore, in una giornata dedicata ai bambini che avrà come tema la preghiera.

«L’iniziativa è stata sperimentata già l’anno scorso con i ragazzi delle medie», racconta Barbara Zanchi, una delle catechiste della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria ad Altobello. «Quest’anno abbiamo deciso di riproporla anche ai bambini delle elementari». 

I catechisti delle tre realtà parrocchiali si formano insieme per preparare al meglio la giornata: «L’anno scorso è stato più difficile, non ci conoscevamo», afferma Barbara. «Quest’anno abbiamo approfondito i legami di amicizia. Durante gli incontri formativi condividiamo cene che ci permettono di conoscerci meglio. Attraverso questa esperienza, stiamo camminando insieme e costruendo un solido legame».

AISLA: Supporto per i malati di SLA a Venezia

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«Al tema di questa terribile malattia si arriva spesso solo se colpisce qualcuno vicino a noi, altrimenti si cerca di evitarla il più possibile, io stesso per anni non ho voluto più saperne dopo che è entrata nella mia famiglia». Andrea Ranza, Presidente di AISLA Venezia, associazione a supporto dei malati di SLA spiega le difficoltà di trovare volontari che si avvicinino a questa patologia. «Poi però si è mosso qualcosa dentro di me e ho sentito che potevo riversare tutto il dolore e la sofferenza in qualcosa di buono per chi stava attraversando lo stesso percorso che ho dovuto affrontare io». Il Comune di Venezia si sta impegnando nel supporto dell’associazione, per diffonderne l’operato e aiutare i malati con la progettazione di eventi congiunti nel corso del 2024.

AISLA ha una presenza nazionale sul nostro territorio, è una delle prime associazioni che assistono i malati di sclerosi laterale amiotrofica e le loro famiglie, è nata nel 1993 con la prima sezione a Novara e negli anni ha coinvolto volontari in tutta Italia. «La nostra sezione è stata creata nel 2011 da gruppi famigliari che volevano riunirsi per supportarsi e aiutare i malati, io ci sono entrato un paio di anni dopo e non ne sono più uscito, fino a diventarne il presidente. Oggi siamo alcune decine di membri, ma siamo sempre alla ricerca di nuove persone che possano aiutarci in questa missione difficile ma di grande valore», spiega Ranza.

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