Intorno a “Prometeo. Tragedia dell’ascolto”

Grande successo questa sera, venerdì 26, nella ex Chiesa di San Lorenzo a Venezia per la prima di “Prometeo. Tragedia dell’ascolto” di Luigi Nono, l’opera che si è tenuta nello stesso luogo per cui fu concepita e dove debuttò per la prima volta quarant’anni fa. Le repliche, che vedono già il tutto esaurito, si terranno domani, sabato 27 alle 19, domenica 28 alle 15.30 e lunedì 29 alle 19. Prometeo è stato riallestito dalla Biennale di Venezia in occasione del centenario della nascita del grande compositore veneziano Luigi Nono (29 gennaio 1924), come progetto speciale dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) in collaborazione con la Fondazione Archivio Luigi Nono e con TBA21–Academy, il centro di ricerca della Fondazione TBA21 che si è occupata del restauro della Chiesa di San Lorenzo, dove ora ha sede Ocean Space.

Giorgio Correggiari: il ribelle della moda

Dal carattere ribelle e fuori da qualsiasi schema, Giorgio Correggiari (1943- 2011) fu stilista controcorrente, protagonista assoluto della moda degli ultimi cinquant’anni. Un profilo, il suo, di uomo che ha segnato la storia della moda, che il fratello Lamberto ha recentemente ricordato all’Università Iuav di Venezia, in occasione dell’uscita del volume nato su suo progetto “Giorgio Correggiari: il ribelle della moda” edito da Lupetti. Nato a Pieve di Cento (Bologna) il 5 settembre 1943, Giorgio Correggiari, grazie alla sua formazione in Scienze politiche, ha vissuto la moda come fenomeno strettamente connesso con la politica, la società e le culture giovanili, distinguendosi subito come stilista impegnato e anticonformista. Il volume, che si basa sulla ricchissima documentazione conservata nell’archivio di Giorgio e Lamberto, in varie sezioni tematiche ricostruisce la figura di Giorgio Correggiari grazie a saggi critici di storici della moda, tra cui quello della prof.ssa. Iuav Alessandra Vaccari, e testimonianze di amici e colleghi che ricostruiscono il “dietro le quinte” della sua vita.

Cicutto: «Alla Biennale difficoltà trasformate in opportunità»

Che lo si voglia o no, Roberto Cicutto è stato il Presidente della Biennale ai tempi del Covid e  nonostante le difficoltà ha fatto in modo che l’arte e la cultura potessero continuare ed esprimersi in autonomia. Ma non è solo per questa sfida per cui Cicutto verrà ricordato, ora che il suo mandato a marzo terminerà dopo quattro anni e passerà il testimone a Pietrangelo Buttafuoco. Quella di Cicutto è stata una Biennale capace di mantenere il contatto con le istituzioni locali e soprattutto aperta ai giovani. Durante la sua presidenza ha infatti incentivato la crescita dei progetti come Biennale College e le Attività Educational, ma anche la nascita di grandi cantieri come quello che nell’ex Magazzino del Ferro all’Arsenale darà vita al nuovo Centro Internazionale di Ricerca sulle Arti Contemporanee. Di tutto questo il presidente della Biennale ha parlato martedì 23 durante un incontro svoltosi all’Ateneo Veneto a Venezia, insieme alla presidente dell’Ateneo Antonella Magaraggia e alla responsabile dell’Asac Debora Rossi, facendo un bilancio di fine mandato.

Italico Brass: l’opera più bella va all’Istituto Veneto

Il dipinto “Caffè Florian” di Italico Brass, uno dei più belli ed iconici della produzione dell’artista, è stato donato all’Istituto Veneto di Scienze Arti e Lettere di Venezia, che a Palazzo Loredan ha da poco concluso la grande mostra dedicata al pittore, protagonista della scena artistica dei primi decenni del Novecento. La mostra “Italico Brass, il pittore di Venezia”, promossa dall’Istituto e da Linea d’acqua, che ha visto la curatela di Giandomenico Romanelli e Pascaline Vatin, ha segnato la riscoperta da parte del pubblico e la doverosa riaffermazione critica di Brass sulla scena artistica dopo che non veniva realizzata una mostra su di lui dal ’48. La cerimonia di donazione dell’opera si è svolta ieri, giovedì 25, nella Sala degli stucchi di Palazzo Loredan alla presenza del nipote dell’artista Andrea Brass, donatore del dipinto, e di Andrea Rinaldo, Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, accompagnati da Luca Zentilini di Linea d’acqua e il curatore Giandomenico Romanelli.

Festa di Carnevale 2024: ChiriCarnival, evento per giovani

Festa di Carnevale: “Chiricarnival” l’evento per i giovani

Venerdì 2 febbraio, a partire dalle 19.30, la piazza di Chirignago dietro la chiesa si animerà con il ChiriCarnival. Questa iniziativa, ideata dal “c2020”, un gruppo di commercianti locali, è coordinata dai giovani della parrocchia.

La festa sarà solo la prima di una serie di tre serate organizzate per il Carnevale dal gruppo c2020. Durante la prima, il gruppo ha deciso di dedicare uno spazio ai giovani, organizzando una festa appositamente per loro. Le successive due serate, ovvero quella di sabato e di domenica, saranno invece pensate principalmente per le famiglie. 

Inoltre, una parte del ricavato dell’evento di venerdì sarà destinato a sostenere le attività organizzate dai ragazzi nel corso dell’anno. In questo modo, partecipare al ChiriCarnival non solo offrirà momenti di divertimento e allegria, ma contribuirà anche al sostegno delle iniziative giovanili nel contesto parrocchiale.

Opere riunite buon pastore: “l’orto” come luogo d’incontro

Opere riunite buon pastore: "l'orto" come luogo d'incontro

Un orto sensoriale che possa diventare uno spazio di socializzazione ed incontro. È questo il proposito che l’istituzione pubblica “Opere riunite Buon Pastore” vuole portare avanti nel 2024. 
Il progetto, che l’organizzazione vorrebbe realizzare a Marghera, coinvolge persone e luoghi legati al concetto di “cura”.

L’obiettivo è riuscire a mettere in relazione persone diverse: «Vorremmo che l’orto diventasse un luogo di incontro con le scuole», spiega Giocondo Leonardi, direttore generale dell’istituzione. «Uno spazio dove gli anziani, che potrebbero lavorare nell’orto, possano trasmettere le loro tradizioni ai giovani».
L’orto avrà uno spazio con un’area giochi dedicata ai più piccoli, una zona relax, un “percorso vita” dove poter fare attività fisica ed un laboratorio didattico.  

Inoltre, l’orto vuole essere un luogo centrale per le persone fragili, in modo da diventare non solo un momento di relazione con l’ambiente, ma anche un momento in cui si possano sviluppare dei rapporti tra le persone, abbattendo le dinamiche sociali presenti nella società. 

«Ci piacerebbe che i ragazzi presenti nelle comunità educative e riabilitative riuscissero a confrontarsi con i giovani delle scuole creando nuove relazioni, cosa che magari nell’ambiente scolastico non riescono a fare», afferma Giocondo Leonardi.
L’orto vuole essere accessibile a tutti, diventando un luogo di inclusività e di impegno sociale tra gli uomini e l’ambiente. 

Banca del Tempo Libero dopo covid nuovi progetti e volontari

Banca del Tempo Libero dopo covid nuovi progetti e volontari

“Help ti prendo per mano” è il nome del progetto a cui l’associazione di volontariato della parrocchia di San Lorenzo “Banca del Tempo Libero” si presta a partecipare assieme ad altre organizzazioni nel 2024.
Il progetto mira a diventare un servizio di orientamento per le persone fragili. Lo scopo principale è quello di creare uno sportello sempre attivo dove persone povere o in difficoltà possano essere indirizzate a trovare soluzioni.

Il servizio verrà sviluppato in tre province (Treviso, Vicenza e Mestre), coinvolgendo le aziende sanitarie, le associazioni di volontariato e alcune amministrazioni comunali per dare una dimensione numerica, ossia “quante sono le persone povere e dove vivono”, e valutare i loro bisogni ed esigenze. 

La co-progettazione rappresenta una collaborazione sinergica tra la Banca del Tempo Libero e altre organizzazioni, con l’obiettivo di sviluppare un servizio capace di rispondere in modo efficace alle esigenze specifiche della comunità.

Questa iniziativa rappresenta un significativo passo avanti nell’impegno della Banca del Tempo Libero e altre associazioni locali nel promuovere la solidarietà e l’assistenza reciproca nella comunità.

Pertanto, in un’associazione come la Banca del Tempo Libero dove più di 128 famiglie si presentano chiedono un aiuto economico, alimentare o anche semplicemente un consiglio, questo servizio può diventare un supporto fondamentale ed un punto di riferimento per la società.

Pichetto Fratin a Marghera per la sostenibilità delle PMI

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Arrivato a Marghera il Ministro dell’ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin esordisce diretto: «Siamo tradizionalmente fragili a livello di singola impresa per le nostre risorse limitate, ma in gruppo non abbiamo paura di nessuno, bisogna ripartire dai distretti e dalle filiere per cogliere il cambiamento come un’opportunità». L’obiettivo del convegno “Dalla Cop28 al Nordest”, ospitato presso l’auditorium Lybra del Parco Scientifico VEGA di Marghera il 22 gennaio, era proprio quello di dare delle linee guida per l’incremento del livello di sostenibilità delle PMI.

«La sfida è impegnativa, ma vince chi arriva prima – prosegue il Ministro – tanto nei modelli di azione e organizzazione che nella produzione, secondo un approccio che tuteli l’ambiente». La sfida alla sostenibilità insomma si vince innovando insieme, per questo in risposta alla lettera di intenti delle PMI presentata a dicembre all’evento “Together Toward 2030”, Pichetto Fratin offre una ricetta per raggiungere gli obiettivi del taglio di CO2 basata sulla collaborazione, guardando al percorso da fare come una circostanza favorevole.

Polesel: la casa di riposo del futuro? Aperta e multiculturale

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Il welfare assistenziale del futuro? «Dovrà essere completamente ripensato, aprendo le case di riposo al volontariato e a nuovi modelli organizzativi, preparandoci ad accogliere ospiti e personale formato da “nuovi” italiani, frutto di integrazione. Abbiamo al massimo 5/6 anni per prepararci a reggere il contraccolpo del cambiamento che l’aumento del numero di anziani e il calo della natalità ci imporrà». Luigi Polesel, Presidente dell’IPAV Venezia, l’istituzione pubblica che gestisce una pluralità di servizi socio-assistenziali per la città di Venezia, nato dalla fusione fra IRE (Istituzioni di Ricovero e di Educazione) e Antica Scuola dei Battuti non offre spazi all’inerzia per il settore.

Ospite del Rotary Club Venezia Mestre il 25 gennaio, il manager ha tracciato una sintesi della situazione attuale per l’ente: «Come IPAV siamo a una saturazione del 95% dei nostri 831 posti letto rivolti agli anziani, mancano però le impegnative della sanità regionale che coprono 52€ di spesa giornaliera per ospite, questo significa che le famiglie che vorranno questo servizio dovranno pagare più dei 63€ dei convenzionati, circa 90€. Quindi paradossalmente meno fondi regionali significano meno entrate per IPAV, che essendo pubblico punta al pareggio di bilancio e non al profitto. Ma come potranno far fronte a queste spese in futuro le famiglie se saremo sempre più soli, non autosufficienti e con meno figli?».

Portineria di sestiere della Giudecca fra arti e ascolto

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Nata da qualche mese, la Portineria di sestiere, che si rifà alle precedenti esperienze del modello francese delle portinerie di quartiere nate già a Mestre e Venezia, ha aperto sull’isola della Giudecca al Centro Civico CZ95. Avviata a partire dalla collaborazione di un gruppo di 9 associazioni, la proposta dal basso ha vinto un bando promosso dal Cavv-Csv Venezia, concentrato sull’animazione e la riqualificazione dei quartieri: «Grazie al Csv abbiamo ufficializzato e strutturato delle attività che in qualche modo già facevamo ma che avevano bisogno di un contenitore riconoscibile», raccontano le volontarie, ormai una decina di assidue.

«Tutto è iniziato con il progetto di riqualificazione urbana “il Provvisorio” che abbiamo sviluppato proprio assieme al Csv Venezia – racconta la volontaria Elisa Carmen Brumat – dopo aver organizzato eventi e cinema all’aperto con successo è uscito il bando e ci siamo detti, perché non continuare?». La portineria offre servizi di prossimità, dando supporto a chiunque abbia bisogno, con la peculiarità di un’utenza “a forbice” concentrata su bambini e anziani, cercando anche di mescolare insieme questi utenti per diventare un punto di riferimento per loro. Da piccole faccende come portare la spesa a casa, accompagnare per una passeggiata o solo per fare compagnia fino ad animazione e attività di gioco, l’obiettivo è essere un aiuto riconoscibile per la comunità dell’isola.

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