Notte di Capodanno a teatro con Le allegre comari di Windsor

L’amore contrastato dei giovani, gli equivoci, i travestimenti, le beffe. E le donne, libere di pensare e agire. Il Teatro Goldoni di Venezia saluta il 2023 con “Le allegre comari di Windsor” e, assieme al cast dello spettacolo, che vede l’iconica Eva Robin’s nel ruolo di Miss Quickly, brinda al nuovo anno. Una delle commedie più amate e rappresentate del Bardo, come viene chiamato William Shakespeare, è già in scena da giovedì 28 e resterà in replica fino a lunedì 1 gennaio. Nello spettacolo l’opera e i personaggi di Shakespeare vengono evocati in una sorta di country club dal sapore inglese, fatto di tartan e kilt, in un vivace gioco di farse, danze e violenze, il tutto in un ambiente scenico che evoca il design di una scacchiera. Mai infatti come in questo allestimento, pensato per l’occasione, la scena dialoga con i costumi nel segno grafico, che ne è estensione e felice connubio. Lo spettacolo, una produzione TSV – Teatro Nazionale, è stato realizzato nell’ambito della Compagnia Giovani, con un accordo tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto all’interno del Progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione. La giornata del 31 sarà un’occasione per celebrare l’arrivo del 2024 direttamente a teatro. Dopo lo spettacolo di domenica 31 dicembre, con inizio alle ore 21, seguirà infatti il brindisi per festeggiare il nuovo anno con il pubblico.

Beatrice: «La rappresentazione del sacro oggi parla contemporaneo»

In che termini il sacro oggi rierta nell’arte? È a questa domanda che Luca Beatrice, critico d’arte e docente, nonché curatore del Padiglione Italia alla 53a Biennale Arte di Venezia, ha cercato di rispondere in un incontro prenatalizio avvenuto alla Biblioteca Civica Vez di Mestre, durante una lectio dal titolo “La persistenza del sacro nell’arte contemporanea”. In un viaggio affascinante, da Nolde, passando per Bacon, Cattelan, Banksy, fino a Errano, Luca Beatrice ha cercato di delineare cosa rimane e come si configura oggi il concetto del sacro nell’arte, in una società principalmente laica e in crisi di valori. L’arte sacra, o meglio, la rappresentazione del sacro nell’arte, oggi ha assunto significati differenti da quando le immagini servivano per insegnare la dottrina cristiana agli analfabeti. Questa non solo ha prodotto opere immortali nel corso dei secoli ma, tra classicismo e astrattismo, devozione e shock inattesi, ha alimentato dubbi e interrogativi.

Quando il ritratto racconta di un’assenza

Volti di donne dagli zigomi incipriati, di uomini eleganti o segnati dal tempo, ma anche di gote arrossate di bambini. Alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia la mostra “Il ritratto veneziano dell’Ottocento”, attraverso 166 opere, racconta il primo secolo dell’età contemporanea, sottolineando come spesso i profili ritratti parlino di un’assenza. La mostra, che resterà aperta fino al 1 aprile, a cura della direttrice del museo Elisabetta Barisoni e di Roberto De Feo, riprende titolo e tema dell’esposizione che fu inaugurata a Ca’ Pesaro esattamente 100 anni fa – era l’8 settembre del 1923 – a cura di Nino Barbantini, il primo direttore del museo. All’epoca Barbantini in meno di un mese volle proporre una delle prime retrospettive dedicate all’800 veneziano, proprio per “portare un poco di luce su un periodo della storia artistica della nostra città ingiustamente oscuro”, come lui stesso diceva. Nell’800 infatti Venezia era pervasa dal dolore a seguito della Caduta della Repubblica Serenissima, avvenuta nel 1797 con l’arrivo di Napoleone, del successivo dominino austriaco, e a causa dei tormenti che portarono fino all’Unità d’Italia. Un secolo scomodo e incompreso, considerato buio, in cui nacque il mito del ‘700 veneziano, proprio quando la città si guardava indietro verso quello che aveva perduto.

Il 2023: un anno di crescita per i Muve

L’anno che sta volgendo al termine ha visto una grande crescita per i Muve, i Musei Civici Veneziani. Negli undici musei si sono contati infatti ben oltre 2,1 milioni di visitatori, si pensi che solo nelle giornate dal 24 al 26 dicembre sono stati superati i 13 mila ingressi in occasione della consueta apertura per le festività natalizie. Durante l’anno Palazzo Ducale e la mostra “Vita da Doge” si sono attestati tra i percorsi di visita più apprezzati, mentre si è avuto il record di biglietti in soli due mesi per la mostra di Chagall al Candiani a Mestre. È grazie a questi risultati che il bilancio 2023 della Fondazione Musei Civici di Venezia si appresta a chiudere con un fatturato di circa 38 milioni di euro, che saranno investiti in attività di conservazione e valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico.

Perché i botti a Capodanno sono pericolosi per gli animali?

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Il capodanno si avvicina e con il 31 dicembre si ripropongono i classici festeggiamenti, dopo il veglione la mezzanotte verrà salutata con i tradizionali fuochi d’artificio ebotti”, anche se quest’anno sempre più amministrazioni comunali li hanno vietati, resta la loro pericolosità. Per chi? Oltre che per chi li “spara” le vittime principali dei nostri festeggiamenti sono gli animali, sia domestici che selvatici, che rimangono letteralmente terrorizzati da quella che per noi è una festa.

«Sono solo animali», potrebbe obiettare qualcuno. Se la sensibilità verso di loro è soggettiva, la sicurezza sulle strade è invece un tema che non può che essere universale. Infatti molto spesso il risultato di creature terrorizzate è la loro fuga dalle case in cui vivono con i loro padroni, se domestici o il panico se selvatici o randagi, l’esito è comune per tutti: una corsa in preda al panico fra le strade e le vie delle nostre città, mettendo in pericolo la propria incolumità e quella delle persone, soprattutto sei in auto.

Una raccolta fondi per la “Casa delle meraviglie” della Giudecca

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Se la Giudecca è rimasta uno dei rari luoghi in cui trovare veneziani che vivono stabilmente in città, non stupisce che proprio qui chi mette su famiglia abbia bisogno di servizi per i propri bambini. Ecco che allora dall’esperienza della piccola ludoteca avviata dall’associazione Baba Jaga al CZ95 – Centro Civico Zitelle, si potrebbe trasformare in qualcosa di più strutturato e capace di ospitare molti più bambini, negli spazi dell’ex Scuola dell’Infanzia XXV Aprile a Sacca Fisola. Per questo è stata avviata una raccolta fondi online per dare il via al progetto.

«La nostra ludoteca era già piuttosto affollata – raccontano dall’associazione – è diventata un punto di riferimento per diverse famiglie, ma purtroppo per via degli spazi ridotti abbiamo sempre potuto accogliere numeri ristretti. Anche se ringraziamo moltissimo la Portineria di Sestiere che ci ha accolto, abbiamo pensato di avviare qualcosa di più completo come offerta per le famiglie pensando di coprire le fasce dai 2 ai 13 anni, con percorsi specifici, pensati non solo per i bambini ma anche per i loro famigliari e chi li assiste».

Ninna Nanna secondo Matteo: giovani attori ad Altobello

Ninna Nanna secondo Matteo: giovani attori ad Altobello

Sono 20 i ragazzi del gruppo giovani e giovanissimi della parrocchia di Altobello di Mestre che domenica 14 gennaio alle ore 16 metteranno in scena lo spettacolo “Ninna Nanna secondo Matteo”.

La commedia, scritta e diretta da Andrea Scarpa e Luca Costantini, si concentra sui primi due capitoli del vangelo di Matteo adattandoli al presente. 
Lo spettacolo ha una durata di circa un’ora, l’ingresso è gratuito e l’evento si terrà in una sala del patronato.

Giovani dai 14 ai 25 anni sono stati coinvolti in questa iniziativa. Al di là dei due gruppi attivi in parrocchia, l’evento è stato proposto anche ai ragazzi di terza media.
«Possiamo considerarla una catechesi fatta in modo particolare», afferma Andrea Scarpa.
Pertanto, i ragazzi possono venire a contatto in maniera precisa con il vangelo di Matteo. 

«Abbiamo cercato di approfondire ogni personaggio», descrive Luca Costantini. «I ragazzi cercano di conoscere il prima, il durante e il dopo per immedesimarsi nella loro vita e pensare come si sentivano e come erano arrivati a quel momento»; questo può essere uno spunto di domande e riflessioni che restano dentro, sia per i giovani ma anche per tutti i partecipanti allo spettacolo.

Sacred Heart School: 30 giovani per un concerto di capodanno

Sacred Heart School: 30 giovani per un concerto di capodanno

Lunedì primo gennaio 2024 si apre a Venezia con un concerto dei trenta giovani coristi della Sacred Heart School di Palm Desert, California.
Lo spettacolo si terrà nella Chiesa della Pietà, in riva degli Schiavoni, alle ore 14 con ingresso libero e gratuito. 

I giovani talenti, con età compresa tra i 10 e i 14 anni, hanno concluso la loro tournée italiana nei luoghi spirituali, facendo tappa anche nella città lagunare. Le loro performance si sono svolte in luoghi di grande importanza storico-religiosa, tra cui la Basilica di San Pietro a Roma e la Basilica di Santo Spirito a Firenze. La loro musica ha risuonato tra le sacre pareti di questi luoghi, portando la loro arte e il loro talento in contesti carichi di significato e spiritualità. 

Il Coro della Sacred Heart School, sotto la guida della direttrice Elena Vasques, ha all’attivo innumerevoli esibizioni che hanno incantato il pubblico in tutta la California, in Arizona, in Utah e nel New Messico.
Inoltre, un motivo di orgoglio per il coro è la sua appartenenza al Pueri Cantores, l’organizzazione che riunisce giovani cantanti cattolici negli Stati Uniti. 

Mensa di Ca’ Letizia: più di 100 persone anche a natale

Mensa di Ca’ Letizia: più di 100 persone anche a natale

Durante le festività natalizie del 2023, la mensa popolare di Ca’ Letizia di Mestre ha registrato un numero continuo di partecipanti come nel corso dell’anno. Nel giorno di Natale gli ospiti hanno ricevuto un dono di prodotti per l’igiene personale, offerti dal Patriarca.

«A differenza degli anni precedenti – afferma il responsabile Stefano Bozzi – mentre sotto Natale registravamo un calo delle presenze, abbiamo notato un numero di partecipazioni costante». Questo fenomeno è dovuto soprattutto al numero di persone straniere che in passato, durante le festività, tornavano nel loro paese d’origine, mentre oggi rimangono in Italia. 

Inoltre, dall’estate si è manifestato un incremento significativo nel numero di persone che frequentano la mensa, passando da circa 80 utenti a un attuale conteggio che oscilla tra 100 e 110 persone in situazioni di disagio economico. L’aumento è dovuto soprattutto agli stranieri; sono spesso migranti accolti nei centri di accoglienza. «Magari queste persone escono dalle strutture e vengono a mangiare da noi», racconta il responsabile della San Vincenzo mestrina, che gestisca Ca’ Letizia. «Solitamente provengono dal nord Africa e sono musulmani. Questo ci invita a metterci in gioco proponendo menù pensati apposta per loro».

Il fenomeno più evidente è la varietà delle persone presenti, con la comparsa di volti sempre nuovi. Risulta un compito fondamentale riuscire a interagire con loro, ma è un obiettivo prioritario che Ca’ Letizia si impegna a raggiungere.

Rimettersi in forma tra Natale e Capodanno

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Sperando di essere sopravvissuti all’impegnativa maratona enogastronomica che ci ha visti impegnati su vari fronti tra Vigilia, Natale e Santo Stefano, per cercare di riportare un po’ di ordine nei nostri stomaci fiaccati dallo sforzo, dovremmo essere stati così bravi da non aver riempito il frigo di avanzi per cadere in tentazione, costringendoci a nuovi sprint ipercalorici in cucina per i giorni a seguire.

L’obiettivo quindi, in vista del Capodanno ma anche come buon proposito per il nuovo anno, sarebbe tornare a un’alimentazione equilibrata il prima possibile. A questa andrebbe affiancata un po’ di attività fisica, chi lavora abitualmente e ha la possibilità di fermarsi qualche giorno nella prima settimana dell’anno potrebbe proprio sfruttare questo periodo per riprendere o iniziare la sana abitudine di una passeggiata quotidiana, quella che andrebbe mantenuta 3/4 volte la settimana. Importante è darsi del tempo per riprendere l’allenamento senza esagerare, non si può pensare di partire da zero e arrivare all’agonismo in qualche giorno!

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