Arriva a teatro il balletto “A Christmas Carol”

Un tuffo nella storia più nota di Charles Dickens, nei sentimenti e nel dono del Natale, che con la sua magia riesce a sciogliere anche i cuori più duri. Sta per arrivare lo spettacolo di danza “A Christmas Carol”,realizzato dalla Scuola di Ballo del Veneto, in collaborazione con l’Associazione LG-Sviluppo Arti & Balletto e promosso dal Comune, che si terrà, in atto unico, al Teatro del Parco di Mestre nei giorni di martedì 12 e mercoledì 13 alle ore 20. Lo spettacolo inoltre, durante le due giornate, essendo per un pubblico sia di adulti che di bambini, sarà proposto anche alle ore 10 e alle 14.30 per le scuole primarie e l’ultimo anno di asilo del territorio, che il Servizio Politiche Educative del Comune, di cui è responsabile Daniela Galvani, e l’assessore alle Politiche educative Laura Besio hanno voluto coinvolgere per portare il Natale in scena.

L’organaro Ferrari: «Così l’ingegneria mi ha aiutato»

A volte un cambio di rotta può essere la scelta della vita. Così è stato per l’organaro veneziano Pasquale Ferrari, che di recente ha ricevuto dalla Cna di Venezia un riconoscimento per gli oltre 30 anni di carriera. Instancabile nel suo mestiere, Ferrari potendo andare in pensione ha però deciso di continuare i lavori di accordatura, pulitura e manutenzioni varie, forte della passione e delle continue richieste che arrivano al suo laboratorio vicino Campo S. Filippo e Giacomo. Ancora ragazzo, dopo aver conseguito la maturità classica nel 1974, Ferrari frequenta per tre anni la facoltà d’Ingegneria Elettronica all’università di Padova. La passione dell’organo dal punto di vista tecnico lo portò però presto ad abbandonare l’università e frequentare la bottega del restauratore Alfredo Piccinelli, dove apprese le tecniche per recuperare e salvaguardare gli organi antichi. L’interesse per la costruzione dei nuovi strumenti lo porta poi a frequentare la ditta di Gustavo Zanin a Codroipo (UD). «Ereditai la passione per la musica da mio nonno insieme a mio fratello Giovanni, poi diventato organista. Da ragazzi abbiamo girato il Veneto e il Friuli per andare a vedere gli organi che più ci interessavano. – racconta Ferrari – Le conoscenze elettroniche acquisite durante gli anni universitari mi hanno permesso poi nel mio lavoro da organaro di realizzare centraline e parti elettroniche per organi».

A San Marco Murano illumina il mondo

Le luci del vetro di Murano illuminano il salotto più bello del mondo. Per la prima volta le volte delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia sono diventate la sede espositiva d’eccezione di dodici lampadari in vetro, realizzati da altrettanti artisti contemporanei di fama internazionale insieme ai maestri di Murano. Il progetto, denominato “Murano illumina il Mondo”, intervento di arte pubblica unico al mondo, è stato pensato e promosso da The Venice Glass Week e dal Comune che, per la prima volta in assoluto, porta in Piazza San Marco un progetto espositivo che punta i riflettori sul vetro di Murano per sensibilizzare cittadini e turisti sul futuro del vetro artistico, non solo come industria artigianale ma anche come fucina di nuove ideee centro internazionale di sperimentazione e collaborazione. Dodici lampadari contemporanei, che ogni sera si accendono per incantare residenti e turisti, rimarranno esposti ed illumineranno la Piazza per tutto il periodo natalizio e le successive serate veneziane, fino al 29 febbraio prossimo. Il vetro di Murano incontra così l’arte contemporanea grazie alla collaborazione tra dodici artisti di fama internazionale e nove tra le più prestigiose fornaci muranesi, che hanno messo a disposizione le loro competenze, tra tradizione e sperimentazione.

Il nuovo libro di Marzo Magno su Venezia: oltre il 1797 fino a oggi

Alessandro Marzo Magno, Venezia. Una storia di mare e di terra, Laterza 2022, Euro 24.00, 512 pagg.
Un paio d’anni fa Alessandro Marzo Magno, autore e cliente di vecchia data, mi disse “sai che sto scrivendo una storia di Venezia?!” siamo abbastanza in confidenza perché potessi rispondergli “come, un’altra? Con tutte quelle già pubblicate?” Sorrise dicendomi di aspettare di leggerla. Quando uscì, ad aprile del 2022, la presi subito in mano. Aveva ragione: quel libro mi ha conquistato – per i motivi che dirò di seguito – e iniziai a consigliarlo in libreria, vendendone, a oggi, un vagone di copie!

Il cambiamento climatico porta l’aquila minore a Pellestrina

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Nei giorni scorsi un esemplare di aquila minore è stato avvistato nella riserva di Ca’ Roman sull’isola di Pellestrina. Se la notizia sicuramente rende gli appassionati di ornitologia affascinati dalla presenza del piccolo rapace, agli esperti di clima non può sfuggire che il fatto che un uccello migratore si fermi in zone che tipicamente non appartengono a tappe di questo percorso, è sintomatico di un cambiamento in atto, come testimoniato dalle immagini scattate dalla LIPU Venezia.

Il territorio della laguna si presta a essere luogo di sosta durante una migrazione, facendo da ponte idealmente fra Europa e Africa e molte specie fra cui l’aquila minore usano la nostra penisola per spostarsi verso siti di svernamento come la zona subsahariana. L’attraversamento del Sahara sta però diventando sempre più raro, dato il suo aumento di 800 metri l’anno in latitudine. A causa della desertificazione molti uccelli migratori sono in crisi perché non riescono a portare a termine il percorso, soccombendo per la fatica. Diversi di quelli che vengono tracciati grazie a radio collari spesso periscono per lo sforzo lontano dalle oasi, dove peraltro sono esposti al rischio di bracconaggio.

Interdipendenze, la cura come responsabilità in Iuav Venezia

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Quando si pensa al concetto di “cura” la moda non è probabilmente il primo ambito che viene alla mente, se però si allarga l’orizzonte sul significato stesso dell’azione del prendersi cura, oltre che alla parola in sé, ecco che allora si può scoprire come questa dimensione abbracci anche l’economia, la società e la cultura oltre all’assistenza classica. «Assieme alla collega antropologa Veronica Redini, abbiamo organizzato una due giorni a cerchi concentrici, alternando relazioni a discussioni, attorno a questo macro-tema» racconta Alessandra Vaccari, docente di storia della moda all’Università Iuav di Venezia.

Il convegno dal titolo “Interdipendenze, la cura come responsabilità”, ospitato nell’aula magna dell’università e organizzato col supporto del Ministero della Cultura, si è svolto per due giornate dal 30 novembre al 1 dicembre e ha visto la partecipazione di decine di ricercatori e docenti provenienti da ambiti differenti, con l’intento di esplorare il concetto di cura espresso attraverso pratiche che creano e rinsaldano legami fra le persone e vari contesti di vita, spostando l’attenzione dall’individuo a una presa di responsabilità e impegno verso gli altri e l’ambiente, in un’ottica di nuova creazione di comunità basate sul benessere collettivo.

Csv Venezia: premio alle eccellenze del volontariato 2023

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Si è svolto per il secondo anno il premio “Eccellenze del volontariato – Volti e storie di solidarietà”, evento a cura del Csv Venezia, che nel teatro del parco intitolato ad Alfredo Albanese, vittima del terrorismo, lo scorso 5 dicembre ha visto riconosciuto il lavoro di tante associazioni e volontari che si impegnano sul territorio della Città Metropolitana di Venezia e si sono distinte per il proprio operato in ambito sociale. A margine della premiazione è stato messo in scena dalla cooperativa sociale Barbamoccolo lo spettacolo teatrale “Nastri Rosa”.

L’evento si è svolto in occasione dellaGiornata Internazionale del Volontariato” e ha visto la presenza, oltre che del Presidente del Csv Mario Morandi, del Comune di Venezia, rappresentato dall’Assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini. «In un momento storico in cui famiglie e comunità sono in difficoltà, l’impegno del volontariato diventa fondamentale, per questo è importante raccontare le storie di chi tutti i giorni fa qualcosa per gli altri senza volere niente in cambio», ha dichiarato l’assessore.

Vene varicose: come riconoscere le complicanze

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Oggi parliamo di una nuova patologia, comparsa da poco tempo e poco nota: le vene varicose. Ecco: vedo già uno che alza la mano per dire che lui la conosceva già ed un’altra che lei le ha da almeno vent’anni. C’è sempre quello che non ci crede e dice che è un complotto. E poi quelli più saggi che dicono che ci sono da sempre. Mi è andata male non ho fatto una scoperta. Le vene varicose, infatti, sono note da secoli come pure le loro cure, che si perdono nella notte dei tempi.

Dai guerrieri sciti con le loro fasciature a gambale, passando per Galeno (130-200 d.C.), con i suoi bendaggi di lana-lino e con la citazione di una fasciatura incollata, con lo scopo di non far refluire verso il basso il sangue o di compresse imbevute di vino, arriviamo a Michele Savonarola padovano (1384-1468), contemporaneo di Donatello – e nonno del frate domenicano Girolamo Savonarola, quello che bruciava i libri e finì piuttosto male – che nel suo “Pratica” sollecitava a bendare “da distale a prossimale”. Cosa che, in realtà, facciamo anche oggi, magari con mezzi più moderni come le calze, ma il concetto è assolutamente lo stesso.

Diorami del Vangelo: viaggio in 28 scene. Ma saranno 50

Diorami del Vangelo: viaggio in 28 scene. Ma saranno 50

Sono 28 i diorami che rappresentano la vita di Gesù, realizzati da Francesco Bonvissuto e dalla moglie Bruna, attualmente presenti nella chiesa della Maddalena di Venezia. «Ma mi piacerebbe crescere e arrivare a realizzare più di 50 scene», afferma l’artigiano Bonvissuto.

La mostra, già visitabile e che sarà presente nella chiesa per tutto il 2024, evidenzia la dedizione dell’artigiano nel rappresentare fedelmente le varie rappresentazioni. Pertanto, le espressioni, i volti ed i vestiti sono tutti pensati nei minimi dettagli con collegamenti evidenti tra le scene.
«La commozione è tanta anche nelle persone che passano», spiega Bonvissuto. «I passanti restano sempre sorpresi».

L’opera è stata creata per essere alla portata di tutti in quanto non è stato applicato del vetro a protezione; così la si è resa tattile ed è stata posizionata leggermente più in basso per risultare più visibile anche da bambini e dalle persone diversamente abili.
«Mi piace pensare di “far vedere“ anche i ciechi che, toccando le statue, riescono a percepire le immagini».
Le didascalie vengono proposte in italiano ed in inglese, con la possibilità di utilizzare audioguide e libri anche per non vedenti.

Avvento in musica: musica sacra nel periodo Natalizio

Avvento in musica: musica sacra nel periodo Natalizio

«La musica sacra ci aiuta a vivere il Natale in maniera più intensa, sia artistica che spirituale», racconta l’organista Nicolò Sari, organizzatore dei 4 concerti in programma nella chiesa di San Trovaso a Venezia.
Le esibizioni rappresentano un’occasione unica per celebrare non solo lo strumento di Gaetano Callido situato nella chiesa, ma anche per immergere il pubblico nel significato spirituale del Natale, andando oltre la dimensione puramente mondana delle festività.

La musica sacra, con la sua capacità di comunicare emozioni e trasmettere sensazioni, diventa un veicolo per far vivere alle persone l’essenza del Natale da una prospettiva cristiana.
Agli artisti viene richiesta un’attenzione particolare al repertorio da proporre durante il concerto. «Domenica 3 dicembre si è esibito l’organista Roberto Antonello», interviene l’organizzatore. «La chiesa era piena; abbiamo notato la presenza di un pubblico numeroso, attento e partecipe che ha dato testimonianza di essere stato istruito nel corso degli anni ad un ascolto critico».

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