Tozzi: Mar Mediterraneo, rileggere i fenomeni naturali con il mito


Che cosa accumuna fra loro i Paesi che si affacciano sul Mediterraeo, ma soprattutto fino a dove arriva l’influenza di questo mare sulla terra ferma? Mario Tozzi, noto geologo e divulgatore scientifico, ospite della Fondazione Giancarlo Ligabue al Museo di Storia Naturale di Venezia, ha chiuso il ciclo di eventi Incontri_23 lo scorso 30 ottobre provando a dare una risposta mettendo insieme la scienza con la tradizione, cercando di spiegare come da una rilettura epistemologica della storia, sia possibile non solo spiegare alcuni fenomeni ma anche dare loro una verosimiglianza.
Rileggere la storia con strumenti nuovi, può infatti cercare di ricucire lo strappo che a un certo punto ha diviso la conoscenza fra discipline, ricordando che nell’antichità interessarsi contemporaneamente di scienza e filosofia era la prassi, perché i saperi sono molto più affini rispetto a come l’uomo moderno li ha confinati. «Su questa scia, il futuro potrebbe essere proprio unire ricerca e divulgazione», ha spiegato Inti Ligabue, presidente della fondazione che porta il nome del padre, introducendo Mario Tozzi.
Concorso: la salute nel piatto diventa digitale e offre 1000€

Ritorna il concorso “La salute nel piatto” per sensibilizzare gli studenti delle scuole alberghiere e di cucina del Veneto a promuovere uno stile di vita sano attraverso l’alimentazione per allontanare il rischio del cancro. L’edizione di quest’anno vede il debutto di due novità: oltre a dare un punteggio che contribuirà alla vittoria di una brigata di studenti di cucina valutando la promozione delle proprie ricette attraverso i social network di Instagram e Facebook, l’ente di formazione che vincerà riceverà 1000€ da poter usare per supporti e strumenti alla didattica.
La manifestazione, arrivata alla quarta edizione, è promossa dal Coordinamento veneto della Lega Italiana Lotta Tumori con l’impegno di tutte e sette le LILT provinciali, assieme all’Istituto Oncologico Veneto, l’Unione Cuochi del Veneto della Federazione Italiana Cuochi, con la collaborazione di Venicepromex, l’Agenzia per l’internazionalizzazione delle Camere di Commercio di Padova, Treviso-Belluno-Dolomiti, Venezia-Rovigo, con il marchio Health Chef®, oltre al patrocinio della Regione Veneto.
Dalla pelle allo stomaco: come proteggere le nostre barriere

L’apparato digerente è in contatto con la pelle? Sì, in qualche modo questi due insiemi di elementi del corpo umano lo sono, ma soprattutto si somigliano per quanto riguarda la caratteristica di avere una funzione di barriera naturale, lo stomaco infatti internamente ha uno strato di mucosa che protegge dall’acido cloridico di cui sono formati i succhi gastrici, mentre la pelle difende come una membrana gli organi del nostro corpo dai raggi solari e dagli agenti esterni.
Per mantenere in modo regolare le funzioni di questi due sistemi della biologia umana, buona parte della responsabilità deriva dalla salute dei batteri “buoni” che garantiscono il funzionamento dello stomaco che in caso di malfunzionamenti ha ripercussioni anche a livello cutaneo e viceversa, risentendo in modo determinante dell’alimentazione. Di questi temi e della prevenzione dei tumori della pelle si è parlato il 26 ottobre a Palazzo Corner Mocenigo, sede del Comando Regionale della Guardia di Finanza, dove si è tenuta la conferenza “Dalla pelle allo stomaco. Come proteggiamo le nostre barriere”, con la direzione scientifica del Centro di Medicina di Mestre e il patrocinio del Comune di Venezia.
La realtà aumentata svela il mistero del “Ritratto di signora” di Klimt


Tanti sono i misteri che ruotano attorno al dipinto “Ritratto di signora” olio su tela di Gustav Klimt, custodito alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza (leggi qui), e di cui oggi in parte si possono svelare i segreti che nasconde attraverso le immagini in realtà aumentata realizzate dall’azienda Uqido, incaricata dall’Università Ca’ Foscari di Venezia in occasione del progetto con Science Gallery Venice. Il dipinto diventò celebre per il furto che lo vide protagonista nel 1997 e che lo fece balzare alle cronache di tutto il mondo. Ancora del tutto misteriose sono le circostanze che portarono al suo trafugamento e tanto più quelle del ritorno a casa. Il mistero, infatti, si infittisce ancora di più quando il dipinto nel dicembre 2019 venne magicamente ritrovato durante i lavori di pulizia proprio in un intercapedine chiuso da uno sportello nel giardino del museo, aprendo una serie di domande: Chi lo ha messo lì? Per quanto è rimasto in quel posto?
Ricci Oddi, un patrimonio proveniente da Venezia e Biennale

Alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza c’è una rappresentanza di artisti che erano legati alla città di Venezia e alla Biennale d’Arte in particolare. Primo fra tutti svetta al centro della sala XVI, dedicata al ‘900 italiano, il dipinto “Quiete” del 1921 di Felice Carena (Cumiana, Torino 1879 – Venezia 1966), opera emblematica del nuovo corso della pittura italiana nel primo Dopoguerra. Insieme a quest’opera altre due realizzazioni del pittore, “Il cavallaro” e “La pergola”, furono volute dal collezionista Giuseppe Ricci Oddi per completare lo spazio dedicato a un artista particolarmente stimato, che tra l’altro fu il primo presidente della sezione veneziana dell’UCAI (Unione Cattolica artisti italiani). Dipinti, questi, che fanno capire quanto un tempo fossero fitti i rapporti di Ricci Oddi con la città sull’acqua, e soprattutto quanto la Biennale d’Arte fosse un significativo bacino da cui attingere. Nelle intenzioni di Ricci Oddi, infatti, la sua Galleria doveva comprendere l’arte a lui contemporanea. Si spiega così l’acquisizione di parecchie opere del ‘900 italiano, inizialmente riferite ad un gruppo di sette pittori, tra cui Mario Sironi, ma che poi si allargò a quasi tutti gli artisti italiani più significativi, convinti di dover ricorrere – dopo la ventata delle avanguardie – a una figuratività più quieta, appoggiata ai valori della tradizione. A questi si affiancano pittori come Arturo Tosi, Carlo Carrà e Felice Casorati, pittore quest’ultimo di cui spicca in particolare nell’allestimento museale l’opera “Donne in barca”, acquistata da Ricci Oddi proprio alla Biennale del 1934. Particolare riferimento all’arte veneziana si trova in Galleria con opere dei Ciardi, Favretto, Tito, Nono, Cadorin e Zandomeneghi. Inoltre, la raccolta presenta capolavori dell’arte emiliana, toscana, lombarda, piemontese e ligure, non tralasciando gli artisti del mezzogiorno e quelli stranieri. In esposizione si possono ammirare opere di artisti a cavallo tra ‘800 e ‘900 quali Boldini, Mancini, Campigli, Boccioni, De Nittis e Fontanesi, di cui Ricci Oddi acquistò molte opere, comprese le sculture di Medardo Rosso, tutte espressione di un’epoca di grande fermento.
Veneziani: «Le Wunderkammer, maestre di curiosità»


Stravaganze e cose straordinarie. Il Museo di Storia Naturale di Venezia è custode di una delle più preziose Wunderkammer, letteralmente “camera delle meraviglie”. Si tratta di una stanza dedicata a tutto ciò che nel mondo c’è di più curioso, stravagante, prezioso e meraviglioso. A raccontare la storia di queste camere sui generis, in riferimento a quella custodita al Museo di Storia Naturale, è stato lo scorso 22 ottobre lo storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani, da poco nominato presidente della Galleria Ricci Oddi di Piacenza (leggi qui), intervenuto al Museo in occasione dell’incontro “Storia delle Wunderkammer, tra mirabilia, artificialia e naturalia”, organizzato all’interno di una serie di eventi promossi dalla Fondazione Giancarlo Ligabue per festeggiare i 50 anni delle sue attività e 100 anni dalla nascita del Museo che porta il suo nome.
D’Avenia: «Ulisse era radicato nella storia, per questo era un eroe»

«Ulisse viveva il presente, per questo era un eroe». È così che lo scrittore ed insegnante D’Avenia lo scorso 20 ottobre al Teatro Malibran a Venezia, in occasione del Festival delle Idee, nel racconto teatrale “Naufragare è salvezza: la nostra Odissea quotidiana”, ha tratteggiato la figura dell’eroe Ulisse che narra nel suo ultimo libro “Resisti, cuore. L’Odissea e l’arte di essere mortali”, edito da Mondadori. Il ritorno a Itaca di Ulisse comincia con un naufragio. Eppure proprio quel mare senza approdo permetterà all’eroe di trovare se stesso prima che la sua isola. Così anche oggi gli uomini, persi nel quotidiano mare di guai, si sentono spesso naufraghi senza meta, ma se proprio questa incertezza fosse la rotta? È partendo da questa domanda che d’Avenia ha guidato il pubblico in un percorso che mostra come la figura di Ulisse sia ancora estremamente contemporanea e di grande insegnamento al giorno d’oggi, traendo spunti e riflessioni sul modo di affrontare la scuola e la vita di tutti i giorni.
Fastidio agli occhi? Se dura troppo andate dal medico

A chi non è mai capitata quella strana sensazione di fastidio agli occhi, quella specie di prurito che spinge a sfregarli continuamente? Beh, in oculistica è proprio questa una delle ragioni più frequenti di richiesta di assistenza. L’occhio, infatti, è un organo molto delicato ed innervato, esposto a tanti agenti irritanti della più varia natura e di diverso effetto: si va dalla polvere, dalla sabbia e dal vento al fumo e allo smog, ma anche ai pollini, agli spray, ai profumi.
Venezia: i canti di Giuseppe Sarto in concerto alla Salute

Nella Basilica della Salute a Venezia, domenica 5 novembre alle 15.30, si terrà un concerto aperto a tutti dedicato ai canti composti da San Pio X quand’era ancora un giovane seminarista. Le composizioni risalgono infatti al periodo in cui il futuro Pontefice studiava nel Seminario di Padova, tra il 1850 e il 1858.
I canti composti furono originariamente concepiti per organici vocali maschili dell’epoca. In conformità con questa tradizione, durante il concerto si esibiranno 5 professionisti, ognuno ricoprendo un ruolo specifico: don Matteo Gabrieli, interpretando il canto gregoriano, padre Alessandro De Marchi e Lorenzo Bellagamba, tenori, Luca Scapin, baritono, e Marcin Wyszkowski, basso. Questi interpreti saranno accompagnati da Paola Talamini all’organo.
«Ho studiato i canti di San Pio X che sono stati anche oggetto della mia tesi finale», spiega Paola Talamini, organista della Basilica della Salute da 23 anni.
«Il quaderno con le composizioni mi è stato affidato da don Gianni Bernardi», aggiunge sottolineando l’emozione provata all’apertura del testo vergato dallo stesso Sarto.
Mestre: giovani del Sacro Cuore uniti a pregare per la pace

In un momento in cui il mondo è segnato da conflitti e tensioni, l’importanza della solidarietà e della preghiera per la pace diventa fondamentale. Venerdì 27 ottobre, i giovani della parrocchia del Sacro Cuore di via Aleardi hanno compiuto un gesto significativo unendosi alla parrocchia di Altobello in un atto di preghiera con l’intento di essere vicini ai popoli colpiti dalla guerra.
La scelta di unirsi in preghiera è un riflesso dell’impegno di queste giovani generazioni nel promuovere un mondo migliore, basato sull’amore, sulla pace e sulla solidarietà. In un’epoca in cui le divisioni sembrano prevalere, questi giovani hanno dimostrato che la collaborazione e la compassione possono superare le differenze e portare speranza in un mondo spesso dilaniato da discordie.