Stoccafisso dalla Norvegia a Venezia nella tradizione di Querini

C’è qualcosa di più veneto del baccalà nella cucina tradizionale regionale? Sono pochi i piatti che sono così rappresentativi di un territorio, ma lo stoccafisso è tutto fuorché un prodotto tipico della laguna veneta. L’arrivo di questo ingrediente si deve a Pietro Querini, ricco mercante veneziano, che nel 1432, diretto nelle Fiandre, naufragò a Røst, una piccola isola dell’arcipelago delle Lofoten in Norvegia, scoprendo la pesca del merluzzo e l’utilizzo essiccato, iniziando a importarlo a Venezia.
«La città di Røst è così legata a questa vicenda che ha deciso di portare a Venezia l’evento Querini Opera & Arena Querini – racconta Rita Erster, referente a Venezia del progetto – un appuntamento dal 27 al 29 ottobre 2023 all’Arsenale Nord per rivivere l’avventura artica di Querini attraverso un’opera lirica a lui dedicata, una mostra d’arte e una serie di appuntamenti gastronomici e di business basati sulla filiera ittica e dello stoccafisso, per aumentare le sinergie tra Italia e Norvegia».
Scegliere bene a tavola per rispettare la salute della Terra

Il 77% delle coltivazioni agricole nel mondo è destinato alla produzione di carne e prodotti caseari: bisogna occupare 369 metri quadri di terreno per produrre un chilogrammo di carne bovina ma ne occorrono solo 6 metri quadri per produrre un chilo di uova.
Per avere tutto questo suolo a disposizione si ricorre spesso al disboscamento: la produzione di carne, infatti, è sicuramente una delle principali cause della deforestazione della foresta amazzonica brasiliana e, secondo il Guardian, vengono abbattuti ogni anno tra i 280 e i 320 chilometri quadrati di foresta per fare spazio alle coltivazioni che sfamano il bestiame. La produzione di carne bovina, inoltre, è responsabile del 14-22% del gas serra: per ottenere un chilo di carne senza osso servono 30 chili di cereali.