Montanaro: «Andersen era diviso a metà, come una sirena»

Dietro ogni storia dello scrittore Hans Christian Andersen si cela una parte dell’autobiografia dell’autore, che aveva un gran desiderio di amare ed essere amato. È su questo che si basa il romanzo “Come una sirena”, il nuovo libro del noto scrittore veneziano Giovanni Montanaro, edito da Feltrinelli, che uscirà nelle librerie il 24 ottobre e che nella stessa giornata verrà presentato in anteprima italiana a Farra di Soligo, all’auditorium Santo Stefano, alle ore 20.45, nell’ambito della rassegna Una collina di libri, a cura di Francesco Chiamulera che dialogherà con l’autore. Il libro, in circa 230 pagine, narra la biografia del famoso autore danese, svelando quanto dietro le favole da lui scritte in realtà si celi il racconto della sua storia: «Le mie ricerche su Andersen nascono dopo che sette anni fa scoprii che lo scrittore fu il primo ad inizio ’800 a scrivere favole di fantasia, quando solitamente gli autori ancora usavano trattare storie che si tramandavano da secoli. Storie però dietro cui si nascondeva una parte di racconto autobiografico della sua vita travagliata» anticipa Giovanni Montanaro. Fu così che Montanaro decise di iniziare a condurre studi e ricerche sull’autore, che ora si sono concretizzate nel libro “Come una sirena”, la cui stesura è durata circa un anno. «Mi piace scavare nella vita dei personaggi, la scuola spesso li presenta senza spiegare la fatica e il dolore che c’è dietro queste vite. Una storia, quella di Andersen, che alla fine parla di successo e affermazione. – dice Montanaro – Andersen mi ha incuriosito perché tanto lontano da me, anche se con lui condivido la libertà della fantasia».

La prima opera lirica sulla storia di Querini in scena all’Arsenale

Un viaggio di andata e ritorno da Venezia a Røst insegna come anche dalle origini più semplici possono nascere storie straordinarie. Si tratta di Querini Opera, la prima produzione lirica in assoluto che narra le vicende dell’incredibile viaggio del noto e facoltoso mercante veneziano Pietro Querini, che nel 1432 naufragò drammaticamente insieme al suo equipaggio di 68 uomini a Røst, un’isoletta sperduta delle Lofoten in Norvegia. L’opera, nata a Røst da un gruppo di cantanti professionisti e volontari dell’isola, verrà messa in scena per la prima volta all’Arsenale di Venezia venerdì 27 ottobre, negli spazi delle tese 89, 90 e 91, per continuare con altre tre repliche nelle giornate di sabato 28 e domenica 29.

La Ca’ d’Oro è ora luce nella notte

Nel buio della notte ora la facciata della Ca’ d’Oro emerge come pura luce. La nuova illuminazione del noto palazzo veneziano è stata finanziata da Venetian Heritage con la Maison Pomellato, e si inserisce all’interno del più ampio progetto che ammonta a 7 milioni di euro per il completo rinnovo della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, promosso da Venetian Heritage in collaborazione con la Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti. La suggestiva presentazione della nuova illuminazione si è tenuta nella serata di lunedì 16 nella opposta Fondamenta dell’Ogio, davanti all’Hotel l’Orologio, alla presenza della Presidente di Venetian Heritage Valentina Marini Clarelli Nasi, del Direttore generale Musei del Ministero della Cultura Massimo Osanna e dell’amministratore delegato di Erco Andrea Nava. Il nuovo impianto di illuminazione, guidato da Venetian Heritage e dalla Direzione regionale Musei Veneto, è stato realizzato dall’arch. Alberto Pasetti Bombardella dello Studio Pasetti, specializzato nella valorizzazione dei beni culturali, ed è stato coordinato dall’arch. Giulia Passante, direttore dei lavori per il restauro della Galleria Giorgio Franchetti. La realizzazione inoltre ha visto come partner tecnico Erco, azienda leader globale nel campo dell’illuminazione architettonica a Led sostenibile che ha fornito i corpi illuminanti, e la Ditta Spazioluce per l’installazione.

Qatar: la sfida per la costruzione di una nazione creativa

Presentati a Venezia in anteprima internazionale i nuovi progetti dei musei e spazi culturali del Qatar del futuro. È in occasione della 18a Biennale d’Architettura che Qatar Creates, ente nazionale per la promozione culturale, ha allestito negli spazi di ACP-Art Capital Partners a Palazzo Franchetti la mostra “Building a Creative Nation”, visitabile fino al 26 novembre, che illustra la prossima generazione di istituzioni culturali del Qatar, intraprese dopo aver ospitato con successo la Coppa del Mondo FIFA 2022. L’esposizione, progettata dallo studio americano 2×4, si concentra su cinque nuovi spazi culturali concepiti per il Qatar da studi di architettura di fama internazionale. Qatar Creates è inoltre presente in contemporanea a Palazzo Franchetti anche in qualità di main sponsor della mostra del celebre architetto giapponese Kengo Kuma (leggi qui). Tutti questi nuovi progetti saranno gestiti da Qatar Museums, dal 2005 ente responsabile per la conservazione, lo sviluppo e l’ampliamento dell’offerta culturale del Qatar, che supervisiona l’ampliamento della rete museale nel Paese, dei siti di interesse storico-artistico, dei festival e dei programmi di arte pubblica non solo della nazione ma anche di Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia meridionale.

Marghera: le aziende del Veneto e la “fame” di idrogeno

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Il Veneto potrebbe diventare un punto di riferimento per l’idrogeno in Europa? Il progetto Hydrogen Valley vede Marghera candidarsi a capitale di questa soluzione energetica green con un ruolo non solo di produzione ma anche di hub logistico. La novità è però la “famedi idrogeno che uno studio di Boston Consulting Group (BCG) evidenzia nelle imprese venete, alla ricerca di energia sostenibile per sostituire il gas per la produzione e i combustibili fossili per il trasporto.

Nella ricerca, presentata all’evento “La filiera dell’idrogeno in Veneto: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”, ospitato nel Capannone Assemblee sindacali del Petrolchimico di Marghera venerdì 13 ottobre 2023, organizzato dalla Fondazione Venezia Capitale della Sostenibilità, emerge che 38 delle 250 aziende intervistate sono già in fase di sperimentazione con alcuni progetti legati alla produzione di energia da questo elemento.

L’incidente del bus a Mestre non ferma l’ottobre rosa di Lilt Venezia

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Puntuale come ogni anno si rinnova l’impegno di Lilt – Lega italiana per la lotta contro i tumori, per sensibilizzare la prevenzione del tumore al seno nel mese di ottobre. «L’avvio quest’anno è stato un po’ complicato – spiega il Presidente della sezione veneziana e medico Carlo Pianon – con lo schianto sul pilone di un palazzo di Mestre dell’autobus con il nostro colore rosa che avremmo dovuto utilizzare come mezzo di supporto della campagna, ma ne avremo un altro assieme al vaporetto e alle auto di servizio con cui diffondiamo le iniziative di sensibilizzazione».

Nonostante questo intoppo l’associazione ha continuato il suo impegno per il 2023, come consuetudine da molti anni a Venezia: «L’idea di questa serie di attività svolte nel mese di ottobre è nata internamente alla Lilt, che lo scorso anno ha festeggiato i 100 anni di attività in Italia – aggiunge il Presidente – nonostante come tutte le associazioni viva di donazioni e stia in piedi grazie all’impegno dei volontari, oltre che dei medici nel nostro caso, è l’unica realtà governativa di questo tipo nel nostro Paese, con un riconoscimento diretto da parte dello Stato».

Marta: fare il medico è rendersi disponibili alle persone

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«Io credo che la salute sia un diritto di tutti – racconta Marta, laureanda in medicina e chirurgia di Mestre – se manca viene meno qualsiasi aspirazione di vita, è qualcosa che va oltre il genere, la cultura, la nazionalità, è un principio universale che non dovrebbe mancare in nessuna società, ma anche in quelle avanzate, come il nostro Paese, inizia a vacillare questa sicurezza, è per questo che ho deciso di intraprendere questa carriera, perché sento una naturale inclinazione all’impegno per un bene comune, che reputo fondamentale».

Marta è all’ultimo anno di università, le manca solo un esame e sta lavorando alla sua tesi. Studia in un ateneo del Nordest e dopo anni da fuorisede e un’esperienza sul campo in uno dei Paesi più povero dell’Africa sta svolgendo un periodo di tirocinio in uno studio di medicina generale della sua città. «Per come lo intendo io fare il medico ha una valenza particolare, vicina al concetto di salute definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che va oltre all’assenza di malattie ma abbraccia anche la sfera psicologica, fisica e sociale, per questo sento di essere al posto giusto e spero di potermi rendere utile».

Tutti i segreti del collutorio

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Le linee guida nazionali sono molto chiare: il collutorio aiuta a proteggere il cavo orale, migliora la salute della nostra bocca, previene gengiviti e infiammazioni. In Italia, come in Europa, ormai lo usano in tanti: rappresenta, infatti, più del 9% della spesa per l’igiene orale, con numeri in costante aumento sia nel nostro Paese sia nel vecchio continente.

Un po’ d’alito cattivo, una gengiva dolorante o denti non abbastanza bianchi ed eccolo spuntare nel nostro bagno. Meglio, però, non acquistare prodotti a scatola chiusa: è bene fare attenzione, leggere l’etichetta, farsi qualche domanda sulla reale efficacia e sul modo migliore di usarlo per avere una bocca sana e protetta.

Mestre: preghiera per la pace nella chiesa di San Girolamo

Mestre: preghiera per la pace nella chiesa di San Girolamo

Un senso di comunità sempre più forte durante la “preghiera per la pace”, dove diversi fedeli, di tutte le età, si sono riuniti per invocare la pace nei paesi colpiti dalla guerra.
L’incontro si è svolto lunedì 16 ottobre nella nella chiesa di San Girolamo di Mestre ed avrà una cadenza mensile della durata di mezz’ora, dalle 20 alle 20.30. I prossimi appuntamenti sono previsti per lunedì 13 novembre e lunedì 11 dicembre.
L’obiettivo non si limita solamente all’unirsi nella preghiera per la pace nel mondo, ma anche a proporre un appuntamento mensile per la città di Mestre, con lo scopo di coinvolgere i suoi cittadini e promuovere un senso di comunità più forte, rivolto a tutte le fasce d’età, dai giovani agli adulti.

«La preghiera è cosidetta geografica in quanto nell’occasione vengono ricordati tutti i luoghi del mondo ancora segnati dalla violenza della guerra e del terrorismo» racconta Mirko Sossai, responsabile delle comunicazioni per la comunità di Sant’Egidio. «Durante il momento di preghiera verrà accesa una candela per ogni paese colpito dalla guerra, un simbolo che possa rappresentare il nostro impegno a non dimenticare nessun luogo nelle nostre preghiere».
La speranza di Mirko Sossai è che sempre più persone possano unirsi a questi incontri e siano coinvolte nella preghiera e nella solidarietà in sostegno ai popoli.

 

Anziani e disabili: realtà unite nei Giochi senza barriere

Anziani e disabili: realtà unite nei Giochi senza barriere

Si può fare canestro anche a novant’anni; ci si può passare l’un l’altro un palloncino e vedere chi è bravo… L’hanno fatto gli ospiti di due realtà molto diverse, che hanno avuto l’opportunità di incontrarsi e avvicinarsi durante la prima edizione dei “Giochi Senza Barriere”, evento organizzato mercoledì 11 ottobre presso il Centro Servizi Nazaret di Zelarino.

L’iniziativa, proposta dalla fondazione Opera Santa Maria della Carità, ha visto protagonisti gli anziani della struttura e gli ospiti del Centro Diurno per disabili “Santa Maria Madre Nostra” che hanno condiviso un’esperienza inclusiva e significativa.
Questo tipo di intervento è stato programmato e pianificato, con la speranza di proporlo anche nei prossimi anni. 

«Ci siamo organizzati per partecipare a questo tipo di evento: anziani e disabili hanno seguito delle attività di fisioterapia in vista di questa iniziativa; c’è state una vera e propria preparazione fisica da parte loro e anche per il personale della struttura», spiega Raffaella Mion, direttrice del Centro Servizi Nazaret.

 

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