Restaurate tre statue policrome ai Mendicoli: ora sono di nuovo leggibili

Sono tre le statue lignee policrome da poco restaurate in chiesa di San Nicolò dei Mendicoli a Venezia, ora tornate leggibili per mano della restauratrice Annamaria D’Ottavi della ditta Mauve. Un intervento possibile grazie al contributo di 38 mila euro del Comitato britannico Venice in Peril Found, di cui a Venezia è responsabile Susan Steer, che in città sta portando avanti diverse iniziative, come il restauro dei teleri di Zanchi alla Scuola Grande dei Carmini (leggi qui). Le sculture, poste sull’altare maggiore, rappresentano gli evangelisti San Marco, San Giovanni e un Angelo portacero. Per tutte e tre le statue durante l’intervento come prima cosa è stata eseguita la pulitura, volta a riportare luminosità alle opere. La superfice di queste infatti risultava scura soprattutto in corrispondenza degli incarnati, mentre il colore oro era ormai opaco. Durante le fasi di restauro si sono poi resi necessari interventi anche d’integrazione pittorica e materica.

In restauro i teleri di Zanchi della Scuola Grande dei Carmini

Non bisogna salvare ma preservare. È seguendo questo mantra che alla Scuola Grande dei Carmini è stata avviata un’operazione di restauro di tre grandi teleri seicenteschi realizzati per la Sala Capitolare da Antonio Zanchi, a cura della restauratrice Maristella Volpin, e possibile grazie al comitato britannico Venice in Peril Found che per l’operazione della durata di circa un anno ha stanziato 50 mila euro, aggiungendo un ulteriore contributo a quelli dati in città, come nella vicina chiesa dei Mendicoli (leggi qui). L’intervento è stato presentato nella serata di giovedì 11, alla presenza del Guardian Grande Franco Campiutti, il presidente di Venice in Peril Found Guy Elliott, la responsabile del comitato a Venezia Susan Steer e l’assessore Francesca Zaccariotto, e allietato infine dal concerto dei Venice Music Project. Era da diverso tempo che il Guardian Grande aveva lanciato un appello affinché qualcuno prendesse a cuore il patrimonio storico artistico della Scuola, che necessitava di interventi urgenti o di manutenzioni, trovando ora finalmente risposta in Venice in Peril Found. L’ultimo intervento effettuato sui dipinti di Zanchi risale a circa 50 anni fa, era necessario quindi pulirli dai depositi di polvere, cera e nerofumo e valutarne nuovamente lo stato conservativo, per eventualmente intervenire sulla inevitabile degradazione dovuta in primis all’ambiente umido veneziano.

Le valigie di Duchamp, repliche autentiche

La “Boîte-en-valise”, ovvero Scatola in una valigia del 1935-41, è sicuramente l’opera attorno a cui ruota la mostra appena inaugurata alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia “Marcel Duchamp e la seduzione della copia”, a cura dell’esperto di Duchamp Paul B. Franklin, visitabile fino al 18 marzo. Si tratta della prima, grande personale che il museo veneziano dedica a Marcel Duchamp (1887-1968), tra gli artisti più influenti e innovativi del Novecento, che rifiutò di rispettare le gerarchie culturali e commerciali dettate dal mondo dell’arte di quel periodo. Un’esposizione che vuole finalmente omaggiare lo storico amico nonché consigliere della mecenate americana Peggy Guggenheim. In mostra sono presenti una sessantina di opere realizzate tra il 1911 e il 1968 provenienti da musei nazionali e internazionali, compresi i lavori iconici della Collezione Guggenheim. Ad affiancare questo prezioso nucleo di opere, una serie di lavori meno noti al grande pubblico appartenenti al lascito dell’artista nonché a collezioni private, di cui più della metà provenienti dalla collezione veneziana di Attilio Codognato, lungimirante collezionista che fin dai primi anni ’70 si è interessato alla produzione del dissacrante artista francese. Si tratta della prima volta che un così cospicuo numero di opere di Duchamp appartenenti alla collezione Codognato viene esposto in occasione di una mostra pubblica.

L’ultimo uomo di Agostinelli che invita alla salvezza

Un uomo rappresentato in una sorta di manichino a mezzo busto su cui sembra essersi rovesciata una tanica di petrolio accoglie i visitatori nella mostra  “Paradise” di Marco Agostinelli (Panicale, 1961), allestita nella sede di Palazzetto Tito della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, a cura della storica dell’arte Roberta Semeraro. “L’ultimo uomo”, questo il titolo dell’opera, ha in mano una rosa nera e porge le spalle ai visitatori. Lui indica il punto di non ritorno di un lungo cammino cominciato nel secolo scorso, quello che conduce alla distruzione, e sparge indizi sul disastro ecologico e antropologico. Il volta faccia verso lo spettatore sta allora a significare quello che l’uomo da centinaia di anni ormai ha compiuto nei confronti di madre natura. Una mostra, quella di Agostinelli, in cui le immagini si stratificano. E questo è percepibile fin dall’accesso al piano terra, dove un video propone le immagini traslate di un’anfora, base di partenza oramai irriconoscibile, per ricreare altre suggestioni date da colori e forme, creando un tunnel dove virtuale e primitivo si incontrano e che, con le musiche di Emanuel Pimenta, conduce al primo piano verso un mondo distopico e ancestrale, dove appunto si trova l’ultimo uomo.

Quasi 1000 iscritti per l’Università del Tempo Libero di Mestre

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«In 12 anni, da quando sono entrata come Presidentessa, siamo passati da 349 soci a quasi 1000 – spiega Daniela Cornaviera, docente in pensione – la gente ci confondeva con un’altra università e nemmeno il bar che era sotto la nostra vecchia sede sapeva che eravamo al piano di sopra. La nostra strategia, che ancora seguiamo, è quella di farci conoscere il più possibile per attirare interessati alla nostra offerta, oggi vengono anche da fuori comune per seguire le lezioni. Da quest’anno è anche possibile iscriversi direttamente online, da questo il punto di vista il Covid ci ha stimolato per la digitalizzazione, visto che non abbiamo mai sospeso le attività grazie alle lezioni online».

Oggi l’associazione offre più di 80 corsi, disponibili per classi da 20 persone per cui è necessario iscriversi. «Nonostante siamo un’associazione di volontariato culturale, dove tutti lavorano gratuitamente, dallo staff ai docenti, offriamo attività durante tutto l’anno, suddivise fra ambito culturale e didattico e siamo riconosciuti per questo, tanto che all’inaugurazione dell’anno accademico il 5 di ottobre hanno partecipato anche gli assessori Laura Besio e Simone Venturini del Comune di Venezia», aggiunge la Presidentessa.

Pet food biologico: in Europa stessa etichettatura di quello umano

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Il cibo biologico per cani e gatti avrà le stesse regole di etichettatura di quello per gli esseri umani. Il Consiglio Europeo, l’organo politico della UE formato dai 30 capi di governo dei Paesi membri, ha dato il via libera a una nuova legge che allineerà gli Stati in materia di etichetta sugli alimenti non trattati per gli animali domestici. L’obiettivo è una maggiore trasparenza e chiarezza verso i consumatori e una tutela dei produttori agricoli.

Una scelta che non si limita alla qualità del cibo, ma che sancisce da un lato il riconoscimento di un ruolo sempre più importante degli animali nelle nostre vite e dall’altro l’opportunità per i chi realizza alimenti di entrare in un mercato a cui far corrispondere una chiara normativa. Risparmiare sull’alimentazione dei nostri compagni a quattro zampe infatti può provocare a lungo andare problemi di salute che possono rivelarsi molto più costosi, oltre che dolorosi, della scelta di acquistare cibo di qualità.

Un piano per salvare la pesca con il Flag veneziano

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Nasce dai territori un rinnovato gruppo di azione locale (GAL) per la pesca e l’acquacultura, il Flag veneziano. L’organizzazione ha presentato un piano di azione locale per la programmazione europea Feampa (Fondo europeo affari marittimi pesca e acquacoltura) per il periodo 2021/27, il documento sarà trasmesso alla Regione in attesa di approvazione. L’opportunità è l’utilizzo di oltre tre milioni di euro accessibili per affrontare il tema delle specie aliene come il famigerato granchio blu e tutelare ambiente e biodiversità, in connessione con l’economia turistica veneziana.

Lo scopo del gruppo, composto da soggetti pubblici e privati, è indirizzare la pianificazione dei fondi europei a tutela del territorio e per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la sostenibilità ambientale e l’incentivo alla transizione energetica. Inoltre una della sfide maggiori è l’innovazione nella trasformazione dei prodotti ittici, puntando a entrare in nuovi mercati, diversificando le iniziative delle imprese del settore, attivando sinergie con il turismo regionale, per ampliare la propria offerta in chiave esperienziale oltre che produttiva.

Spimpolo: Sessualità, non diamo ai giovani tutte le risposte

Vivere Eroticamente - Spimpolo

«Rispetto al passato, alla nuova generazione abbiamo fatto mancare una serie di cose, prima di tutto una ricerca adeguata»: lo afferma Giuseppe Spimpolo, insegnante di religione ed educatore presso l’Istituto per l’Educazione alla sessualità e alla Fertilità di Verona, che da alcuni anni tiene incontri su temi legati al mondo della sessualità e dell’affettività.

È di mercoledì 4 ottobre scorso l’ultimo appuntamento dei tre organizzati dal Patriarcato di Venezia nel patronato della parrocchia San Giuseppe di Mestre sul tema “Vivere Eroticamente”. Durante le tre serate Spimpolo si è confrontato con i giovani della diocesi sulle tematiche delle relazioni affettivo-sessuali.

Insonnia e sonno dei bambini: piccolo mio, ma perché non dormi?!

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Sta facendo i denti. Digerisce male. Ha le coliche. Riempire a piacere. Queste sono le premesse della mamma che viene in ambulatorio per capire come mai l’esserino tanto amato ha deciso di trasformarsi nel peggiore dei suoi incubi. Non dorme più!

Quali sono le cause delle infinite passeggiate lungo il corridoio, i canti e i balli notturni, le retrospettive in bianco e nero dei film di Folco Lulli e Amedeo Nazzari (esperienza personale di quando non c’era la pay tv)? E perché proprio quando stavo riprendendomi dal parto e stavo cominciando a capire cosa devo fare?

Mestre, a San Lorenzo si riparte dai giovani: un anno per loro

San Lorenzo un anno per i giovani

«La cosa bella è che ci sono tutti, è la comunità che viene come una grande famiglia che si riunisce», spiega don Augusto Prinsen, cappellano della parrocchia di San Lorenzo di Mestre.
«Abbiamo deciso di partire senza pretese. L’anno scorso si era formato un gruppetto che c’era sempre», racconta suor Giulia, religiosa delle Figlie della Chiesa, che partecipa alla gestione della pastorale parrocchiale. «A volte sono le stesse persone, a volte sono nuove. Quest’anno siamo ripartiti venerdì 6 ottobre con una bella presenza, sia di giovani che di adulti». 

L’appuntamento dei “venerdì di preghiera”, consolidato l’anno scorso, si ripropone ogni venerdì sera dalle 21 alle 22 nella chiesa mestrina di San Girolamo. La finalità dell’adorazione eucaristica è di ripartire dalla preghiera e dell’adorazione del Santissimo per pregare per la vita dei giovani. L’ora si svolge principalmente in silenzio ma occasionalmente viene animata dai gruppi della parrocchia. 

«Crediamo tanto a questa iniziativa; la sensibilità va crescendo; questa opportunità proposta la sera ci fa aprire al territorio» afferma infine la suora. 

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