In mostra la Venezia autentica di Brass

Una Venezia autentica in cui non esistono gerarchie. Questa è l’arte di Italico Brass (1870 – 1943), in cui una scena del Caffè Florian in piazza San Marco ha la stessa dignità dei picnic svolti al Lido dalle famiglie. È quanto emerge nella mostra “Italico Brass. Il Pittore di Venezia”, a cura di Giandomenico Romanelli e Pascaline Vatin, allestita a Palazzo Loredan, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti che ha promosso l’esposizione insieme a lineadacqua e di cui Majer è main sponsor. Oggi fino al 22 dicembre, dopo 75 anni in cui l’arte di Brass era rimasta relegata all’oblio, l’artista torna a Venezia protagonista assoluto in un percorso di otto sale, con oltre 100 opere esposte, di cui la maggior parte inedite, principalmente prestate dagli eredi del pittore e raggruppate per luoghi e scorci cari all’artista, come la sua Casa di San Trovaso. Era il 1948 infatti quando alla Biennale d’Arte di Venezia, la prima dopo la caduta del fascismo, si tenne l’ultima mostra monografica veneziana dedicata all’artista, nonno del noto regista Tinto Brass.

Incontri al Museo di Storia Naturale: si parte con Ilaria Capua

Da Ilaria Capua a Mario Tozzi: parte domani, sabato 30, un mese di incontri con protagonisti della ricerca e della divulgazione che si terranno al Museo di Storia Naturale di Venezia, in occasione dei cento anni dalla nascita. Correva infatti l’anno 1923 quando venne sottoscritto l’atto che sanciva la creazione del museo presso il Fontego dei Turchi sul Canal Grande, che oggi conta un patrimonio di oltre due milioni di pezzi delle varie collezioni: zoologiche, ornitologiche e malacologiche, compresi antichi erbari, algari e la raccolta micologica. La rassegna è promossa e organizzata dalla Fondazione Giancarlo Ligabue, che invece celebra 50 anni di attività e di impegno nella cultura. La Fondazione è dedicata al ricercatore e collezionista a cui nel 2019 il Museo è stato intitolato, che nel 1973 nel deserto del Ténéré, nel Niger orientale, insieme a Philippe Taquet, scoprì lo scheletro di dinosauro pressoché completo di una specie fino ad allora sconosciuta, l’Ouranosaurus nigeriensis, poi donato al Museo di Storia Naturale.

Ricerca Cisl: Sanità pubblica in Veneto percepita a rischio

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«I principali problemi che gli utenti veneti affermano come emerge dal nostro studio – spiega Stefano Dal Pra, ricercatore della Fondazione Corazzin – sono la percezione di tempistiche troppo lunghe, che generano insofferenza nell’attesa fra un’impegnativa e il relativo esame e la convinzione che questa inefficienza favorisca il privato. E’ importante sottolineare però che le critiche non sono dirette al capitale umano della sanità veneta, ma agli aspetti organizzativi e di risorse. I veneti sembrano soffrire del fatto che la Regione non offra più l’eccellenza in campo sanitario che l’ha resa famosa in tutta Italia».

La percezione netta di peggioramento, iniziata ben prima della pressione a cui i presidi sono stati sottoposti dalla Pandemia da Covid-19, viene fotografata nelle opinioni espresse dai lavoratori e pensionati a cui Cisl Veneto ha voluto somministrare un’indagine condotta dalla Fondazione Corazzin. La ricerca ha coinvolto 3.527 persone che si sono rivolte al sistema di servizi di Cisl, con un questionario somministrato tra giugno e agosto 2023. La popolazione dell’indagine è composta per il 54% da donne, il 54,2% ha un’età compresa tra i 45 e i 64 anni, il 29,2% ha più di 65 anni e il 16,6% meno di 45 anni. Si tratta per il 55,4% di lavoratori e lavoratrici, per il 39,2% di pensionati e pensionate, per il 5% disoccupati e per lo 0,4% di studenti.

Borbiago, nido parrocchiale: «Sostegno per le famiglie»

asilo nido Madonna dell’Annunciazione

Venticinque bambini iscritti dai 12 ai 26 mesi e sei in lista d’attesa, a conferma di un servizio sempre più prezioso soprattutto per quelle famiglie in cui mamma e papà lavorano entrambi. Sono i numeri registrati quest’anno dall’asilo nido integrato “Madonna dell’Annunciazione” di Borbiago, con sede nell’omonima scuola dell’infanzia paritaria, che a differenza di 3 anni fa ha raddoppiato il numero dei posti disponibili, attualmente al completo. 

«Il nido – spiega la coordinatrice, Catia Bison – ha sempre riscontrato parecchie adesioni. Subito dopo l’inserimento dei loro figli, chiediamo ai genitori di compilare un questionario attraverso il quale indicare la motivazione che li ha spinti a scegliere la nostra scuola. E ad emergere sono perlopiù la proposta educativa e il passaparola tra famiglie. Da qualche anno stiamo provando a mettere in atto un progetto lanciato dalla professoressa Daniela Lucangeli, chiamato “B612.infinito”, che non prevede dei gruppi chiusi». 

Eucaristia, cultura, carità: la Comunità studentesca

Cieli nuovi e terra nuova

Cena del Signore, cultura, protagonismo dei giovani e carità.  Si fondava su questi quattro pilastri una delle esperienze più vivaci della Chiesa di Venezia subito dopo il Concilio: la comunità studentesca di San Pantalon e San Trovaso.

Don Fausto Bonini, uno dei protagonisti di quella stagione, ha voluto consegnare alla storia la fisionomia e i fatti che segnarono quell’evento ecclesiale. Ha così scritto un libro, “Cieli nuovi e terra nuova”, presentato venerdì 22 al Centro Candiani, in una sala strapiena di capelli bianchi: i giovani di allora, quelli che mezzo secolo fa si ritrovavano regolarmente per pregare, discutere, interrogarsi su dove va il mondo, fare amicizia…

«C’erano quattrocento e più ragazzi, in chiesa a San Pantalon, per la Messa», ricorda don Fausto: «Finite le panche e le sedie, tanti stavano seduti per terra». Era l’insieme della proposta a risultare avvincente: «Nel ’68, quando la comunità iniziò a prendere forma, c’era un vuoto di Chiesa rispetto all’università: c’era la Fuci, sì, ma non c’era qualcosa che attraesse una più vasta platea di giovani. Un vuoto che i documenti del Concilio ci invitavano a riempire, creando una pastorale d’ambiente, incardinata su convitti e centri universitari cattolici. Quella volta non creammo un convitto ma un centro universitario cattolico. Ed era il Patriarca Urbani a incoraggiarci: bisogna costruire – diceva – un rapporto con la storia».

Aricò: 35 anni del Monumento al soldato d’Italia

Il “Monumento al soldato d’Italia” a Pederobba sul fiume Piave ha compiuto 35 anni. Realizzato da Gianni Aricò (1940-2021) e dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale, il monumento in venti sculture in bronzo narra le vicende salienti della guerra e della resistenza all’Austria. Un’opera la cui storia sarà ripercorsa dal Comitato per le celebrazioni in omaggio a Gianni Aricònell’incontro dal titolo “Lungo fiumi di pace”, in programma per lunedì 2 ottobre, alle ore 18, alla Scuola Grande di San Rocco, in collaborazione con il Rotary Club di Venezia. L’evento vedrà testimonianze, racconti e contributi critici sul monumento e il suo attualissimo messaggio di pace, compresa una presentazione del nuovo video di riprese aeree di Roberto Moro e Marco Sabadin. Inoltre, la serata sarà allietata dal Coro della Scuola Grande di San Rocco diretto da Zoya Tukhmanova. Mancato due anni fa all’età di 80 ani, Aricò, scultore veneziano d’adozione, era artista conosciuto a livello internazionale. Bellunese di nascita, proveniente dal paese di Quero, iniziò a lavorare la materia da ragazzo, prima ancora di trasferirsi a Mestre con i genitori. Fu noto soprattutto per le sue numerose opere pubbliche ed una vasta produzione architettonico-artistica di argomento religioso fatta da gruppi scultorei, amboni, portali e vetrate. Nella sua arte seppe coniugare l’esperienza della lavorazione del legno, acquisita in montagna, con la padronanza dei materiali più duri e sofisticati come marmo, bronzo, cemento e vetro, in opere plastiche che nell’impostazione sentivano l’influsso della sua laurea in architettura.

Packaging: la rivoluzione arriva dall’Unione Europea

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Si preannuncia un terremoto per il settore degli imballaggi: la direttiva europea in materia di packaging (Packaging & Packaging Waste Regulation – PPWR) infatti cambierà le politiche di produzione e gestione dei processi in tutta l’Unione se verrà approvata come regolamento. «Il problema è lo sbilanciamento verso il riuso rispetto al riciclo, dove noi italiani siamo fortissimi – spiega il professor Alvise Benedetti dell’Università Ca’ Foscari – nel caso passi questa linea le imprese dovranno riconvertirsi».

Su questo argomento, il 25 settembre lo stesso docente ha organizzato un incontro dal titolo “Packaging: rivoluzione i(m)ballo”, ospitato nell’auditorium del campus scientifico di Mestre di Ca’ Foscari, dove esperti e imprenditori hanno affrontato la questione di fronte a più di cento partecipanti. «La preoccupazione per le industrie italiane e la politica è comprensibile, dovremmo impegnarci in processi di ri-organizzazione, ma potrebbe non essere tutto per forza negativo, la trasformazione dovrà essere sostenuta da investimenti finanziati anche da fondi europei, potrebbe essere quindi un’opportunità per il comparto», afferma il docente.

Scoperti resti di chiesa altomedievale: gli scavi a Dogaletto di Mira

Grazie ai nuovi scavi eseguiti da un team di archeologi, geologi ed esperti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, sono stati scoperti i resti di una chiesa altomedievale nell’area del monastero di Sant’Ilario e Benedetto a Dogaletto di Mira, proprio vicino alle fondazioni di alcuni dei pilastri della famosa basilica triabsidata medievale già scavata a fine Ottocento, delle cui fondazioni, ricoperte e ora confermate, rimaneva traccia solo da una fotografia d’epoca. Nelle vicinanze le indagini hanno identificato un’altra chiesa più antica a tre navate, di dimensioni più piccole, di cui si conservano fondazioni piuttosto massicce e realizzate in grandi blocchi di pietra. Da queste proviene anche una grande sorpresa per lo scavo: un frammento di stele funeraria di età romana, raffigurante una donna con il capo velato, utilizzato come materiale da costruzione per la creazione delle stesse strutture di fondazione. Le ricerche archeologiche sul campo, volte a portare nuova luce sulla Venezia delle origini, verranno illustrate con delle visite guidate domani, sabato 30, dalle 9 alle 12 e domenica 8 ottobre dalle 15 alle 18.

Emancipazione femminile: Nisha, dal Bangladesh all’Italia

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«Metà della mia vita l’ho trascorsa a Mestre con mio marito e i miei due figli che sono nati qui». Nisha ha 34 anni, è originaria del Bangladesh ma da 17 anni vive in Italia. «Sono nata a Dacca, la capitale e mi sono sposata molto giovane. Sono venuta in Italia con mio marito, che lavora come addetto in una lavanderia industriale. Tutta la mia famiglia è rimasta a casa, sono tornata da loro solo una volta e sono almeno 12 anni che non vedo dal vivo i miei genitori, fratelli e sorelle. La mia vita ormai è qui».

«C’è una grande differenza fra il Bangladesh e l’Italia – racconta – il nostro è un piccolo stato con diversi problemi e molta instabilità politica. In Italia ci sono tante opportunità per lavorare e vivere meglio rispetto al nostro Paese, dove c’è difficoltà a trovare lavoro e io avrei faticato molto. Qui ho trovato come rendermi utile per la mia comunità e avere delle piccole entrate come insegnante di italiano per i bengalesi che arrivano e vorrebbero imparare la lingua».

Cuore e ipertensione: i falsi miti in cardiologia

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Troppo spesso avviene che l’opinione generale che si ha su alcune patologie di cui si soffre, come ad esempio l’ipertensione o la cardiopatia ischemica, sia errata e condizioni quindi negativamente le nostre scelte nello stile di vita o nell’aderenza al trattamento farmacologico prescritto. Cose che sono, invece, fondamentali per mantenere una buona qualità della vita. Tante e di vario tipo queste errate convinzioni, vediamone insieme alcuni esempi.

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