Gabriele 21 anni: volontario per scelta che aiuta gli anziani

Gabriele, 21 anni, spicca nel panorama del prototipo di volontario del CSV Venezia, l’ente che raggruppa e supporta le associazioni del veneziano, che in media è una donna over 60. «La mia scelta è un po’ inusuale per un ragazzo della mia età ma è grazie agli scout che ho imparato a conoscere il valore del volontariato» – confessa – «Ho deciso di aiutare G.A.I.A. (Gruppo di Assistenza Invalidi e Anziani di Spinea) che svolge attività di trasporto sociale e di compagnia agli anziani»
Una scelta nata non per caso: «Ho passato l’estate a lavorare presso un distributore di carburanti a Spinea» – racconta il giovane «Qui ho incontrato diversi anziani soli che venivano e si intrattenevano con noi addetti, si capiva che a loro faceva piacere anche solo parlare un po’ e contestualmente fra i nostri clienti c’era la flotta dei mezzi dell’associazione G.A.I.A., mi ha incuriosito la loro attività e così ho pensato di unire il volontariato con la mia capacità di dialogare con le persone».
Consulenza filosofica: un percorso di dialogo

Non si direbbe subito parlando di filosofia, ma non si tratta di avventurarsi nei meandri della conoscenza alla riscoperta di dottrine antiche. Anzi, la consulenza filosofica può essere assolutamente di attualità perché tratta dei problemi del quotidiano per cui le persone non riescono a trovare soluzioni: «Permette di allargare lo sguardo rispetto a quello che si ha intorno – racconta Barbara Niero, filosofa e consulente – attraverso un percorso di dialogo in cui si condividono riflessioni per arrivare a un risultato che però è sempre individuale».
«Dal di fuori si può pensare che sia un servizio offerto solamente a esperti della materia e forse questo è un fattore inibitorio in chi ne sente parlare per la prima volta – spiega Niero – in realtà, tranne un paio di casi, chi si è rivolto a me sono persone normalissime, le consulenze non prevedono l’uso di testi, non è un esame! L’obiettivo è condividere una capacità di co-filosofare, dove ci si confronta con il filosofo per trovare una personale soluzione, frutto del dialogo».
Spazzolino manuale o elettrico? Ecco come sceglierlo

Parlando di igiene orale, sfatiamo subito un mito: un buon spazzolino non è sufficiente per esser certi di prendersi cura di denti e gengive nella maniera più corretta. L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI), infatti, indica anche come estremamente necessario imparare ad usare in modo ottimale lo strumento scelto, sia esso uno spazzolino elettrico o manuale. E poi bisogna anche dedicare il giusto tempo a questa operazione, grosso modo almeno per 2 minuti, anche se dipende da persona a persona perché non esiste una dentatura uguale a un’altra, una bocca uguale a un’altra.
Per imparare poi la tecnica giusta potete chiedere al vostro dentista, o al suo igienista, durante una seduta di igiene dentale – che dovrebbe essere fatta almeno una volta l’anno – di mostrarvi i movimenti corretti per pulire al meglio denti e gengive da replicare, poi, una volta a casa. Una tecnica corretta, inserita nella routine quotidiana, è infatti la condizione fondamentale che deve precedere la scelta degli strumenti che più rispecchiano le nostre esigenze.
Mal di testa: tante cause per una fastidiosa compagnia

Certamente uno dei sintomi più diffusi nella popolazione: nessuna fascia d’età ne è esclusa. Per alcune persone un vero e proprio incubo: il mal di testa. Tanto diffuso quanto poliedrico nelle sue forme e quasi illimitato nelle sue possibili cause, tanto che, se le dovessimo approfondire tutte, non sarebbero sufficienti tutte le pagine di un giornale.
E come se non bastasse, per il mal di testa si è anche arrivati a coniare l’espressione del “dolore sine materia”, a intendere che talvolta non si perviene a riconoscerne la causa. Come se si trattasse di una sofferenza spontanea, appunto, senza un’origine evidente. Davanti a un paziente, anzi davanti a una paziente – il genere femminile ha anche in questo caso il triste privilegio di superare per incidenza quello maschile – che lamenta mal di testa, il medico si pone tante domande. Forse la prima causa da escludere è l’ipertensione, i cui picchi possono certamente provocare questo tipo di sofferenza, sebbene non in via esclusiva.
Patriarcato di Venezia, Scuola di Teologia: parte il nuovo ciclo

Riparte il corso base sui fondamentali della fede cristiana – denominato “Io credo, noi crediamo”. Apre infatti un nuovo ciclo triennale di approfondimento – e ci sono anche tre corsi monografici (fede, catechesi e bellezza attraverso l’arte, bioetica su inizio e fine vita, il tema della speranza) che lo affiancano ed arricchiscono così la proposta formativa per l’anno 2023/24 della Scuola di Teologia “San Marco Evangelista” della Diocesi di Venezia.
La sua finalità rimane quella di affrontare i tratti caratteristici della fede cristiana, qualificando gli operatori pastorali (anche in vista e a sostegno di un servizio nella comunità) e rispondendo alle esigenze di quanti sono spinti ad approfondire la loro vita di fede. «Alla Scuola – racconta il direttore don Federico Bertotto – giungono persone che hanno delle domande e cercano delle risposte. Per questo, come strumento formativo diocesano, e quindi aperto e rivolto a tutti, puntiamo ad offrire un’occasione per trasmettere – con un taglio non accademico – alcuni elementi di chiarezza sugli aspetti fondamentali della fede in modo da indicare anche dei criteri di analisi e giudizio sulla realtà in cui viviamo. La Scuola è frequentata perlopiù da persone adulte, ma c’è pure qualche giovane, generalmente partecipi o interessate alla vita della nostra Chiesa; alcuni di loro svolgono già dei servizi a vario titolo nelle comunità parrocchiali. E tutti avvertono l’esigenza di un approfondimento teologico e culturale».
Ecumenismo: giovani da tutt’Italia a Venezia

«Il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo». Da questo versetto della Genesi prende spunto l’incontro ecumenico dei giovani, organizzato, da venerdì 8 a domenica 10 settembre, a Venezia, nel convento di San Francesco della Vigna, dal Sae, il Segretariato attività ecumeniche.
L’arte in pratica dell’UIA

È partito Marea, il corso intensivo di due settimane della Summer School dell’UIA, l’Università Internazionale dell’Arte con sede a Villa Hériot alla Giudecca. L’UIA da due anni si è impegnata nel promuovere sempre più sul territorio corsi di specializzazione e approfondimento nel campo dell’arte, passando da un solo corso a più di venti tra workshop e corsi brevi online e in presenza. Marea è un corso di approfondimento che per il secondo anno di fila propone un programma con professionisti internazionali dell’illustrazione al fine di far conoscere le ultime tendenze e sfide in questo campo. Lo scopo di Marea è insegnare a pensare attraverso il disegno. Un corso molto apprezzato di cui si sentiva l’esigenza visto che nel Nord-Est non ci sono scuole di illustrazione e che in autunno vedrà un proseguo con: “Attraversamenti”, altro corso di illustrazione per il sociale e arte relazionale in programma dal 2 al 7 ottobre 2023, organizzato dal collettivo Guerrilla Spam in collaborazione con l’Associazione Closer e la Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, e un ulteriore corso di illustrazione concettuale per la stampa periodica suddiviso in 8 lezioni dal titolo “La caviglia del tavolo”, a cura di Beppe Giacobbe, che si terrà dal 28 ottobre al 16 dicembre.
Bellotto: l’opera modello per la ricostruzione di Varsavia

Un’opera usata come modello per la ricostruzione del centro storico di Varsavia, che testimonia la vivace attività di Bernardo Bellotto (1721 – 1780) come sensibile cronista della civiltà europea. Dopo l’opera “Cleopatra” di Artemisia Gentileschi, prosegue la rassegna di un Ospite a Palazzo della Galleria di Palazzo Cini con l’arrivo del dipinto “Varsavia, chiesa di Santa Croce” del celebre vedutista veneziano. L’opera, in prestito dal Museo del Castello Reale di Varsavia, sarà visibile fino al 15 ottobre. Nipote e allievo di Giovanni Antonio Canal, da cui prese astutamente il soprannome Canaletto firmando così le sue opere, Bellotto si differenzia dallo zio per un più analitico realismo e si reca in diverse città europee: Dresda, Vienna ed infine Varsavia, che fu la sua ultima residenza, dove morì nel 1780. Tre elementi in particolare caratterizzano la sua arte: il realismo, il drammatico impianto luministico e il sapere architettonico. Caratteristiche evidenti nella resa della facciata barocca della chiesa di Santa Croce a Varsavia, protagonista di una scena popolata di luce e brulicante di vita. Se nella parte alta il dipinto presenta un cielo colmo di nuvole, nella parte inferiore vede invece in scena il fermento di una città in pieno giorno, dove ogni classe sociale è rappresentata dando una testimonianza della variegata società settecentesca.
Alla Fondazione Prada l’arte è misura del cambiamento climatico

Tutti parlano o si lamentano del tempo, ma con difficoltà comprendono l’emergenza climatica in corso. “Everybody Talks About the Weather” è la mostra di ricerca proposta alla Fondazione Prada a Venezia negli spazi di Ca’ Corner della Regina, visitabile fino al 26 novembre. Ideata dal curatore Dieter Roelstraete, con più di cinquanta opere di artisti contemporanei e una selezione complementare di lavori storici, sottolinea come clima e tempo hanno plasmato le identità culturali. L’allestimento progettato dallo studio newyorkese 2×4 intreccia la dimensione artistica del progetto a una serie di approfondimenti scientifici sviluppati in collaborazione con il New Institute Centre For Environmental Humanities (NICHE) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Una mostra che propone di mettere in campo una visione meteorologica dell’arte, sottolineando quanto sia urgente parlare di cambiamento climatico.
I libri magici di Chiara Dynys illuminano Palazzo Fortuny

Un’opera che coniuga l’innovazione dell’arte contemporanea con il sapere antico. I libri illuminanti di Chiara Dynys hanno trovato casa a Venezia. “Enlightening Grimoires” (2021-23) è la grande installazione site specific che l’ecclettica artista lombarda ha deciso di donare alla Fondazione Musei Civici di Venezia e che ha trovato collocazione permanente al terzo piano del Museo Fortuny, i cui spazi saranno presto destinati ad ospitare conferenze ed eventi. Sono 250 i libri di vetro sabbiato e dipinto a mano nei colori che caratterizzano il museo a costituire “Enlightening Grimoires”, ovvero libri magici illuminanti. I libri di vetro, che corrispondono a dieci metri lineari, sono installati al di sotto delle finestre in doppia fila su lunghe mensole in acciaio corten e si specchiano nel pavimento del palazzo. Una creazione che raggiunge l’apice specialmente al calare del sole, quando si può apprezzare maggiormente il contrasto tra il buio e la luce che alcuni di questi elementi scultorei emanano grazie ad una retroilluminazione a led: <I libri illuminano il nostro percorso esistenziale dandoci la visione del mondo. Sono metafora di conoscenza. – spiega l’artista – Un libro per me illuminante è stato Sentieri interrotti del filosofo Heidegger, l’idea di arrivare nel nostro luogo attraverso una moltitudine di sentieri interrotti è per me un’immagine filosofica straordinaria. Da questo libro ho tratto molte ispirazioni per le mie opere>.