Addio plastica a San Marco, bandita da “al Todaro”


«Ero stanco di vedere ogni mattina il quantitativo di acqua in bottigliette di plastica scaricate a San Marco fin dal primo mattino dalle barche che riforniscono i locali – racconta Claudio Vernier, titolare del caffè gelateria “al Todaro” – migliaia di bottigliette che poi si riversano, quando va bene, nei cestini straripanti dell’immondizia, ma se si alza un po’ di vento spesso finiscono direttamente in canale e poi in mare».
«Quindi ho deciso che io non volevo più continuare ad avere plastica nel mio locale, nel mio piccolo ho preso consapevolezza che potevo fare qualcosa e lanciare un segnale – continua l’imprenditore – Venezia e soprattutto Piazza San Marco, parlano al mondo, così anche un’azione limitata può fare molto rumore, credo che sia arrivato il momento di cambiare le nostre abitudini, soprattutto in una città fragile come questa».
La donazione De Angelis Testa: Ca’ Pesaro ora parla contemporaneo

Tecniche, culture e geografie diverse: è ciò che contraddistingue la collezione d’arte di Gemma De Angelis Testa, donata al Comune di Venezia per essere esposta al Museo d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro della Fondazione Musei Civici di Venezia, attualmente visibile in mostra fino al 17 settembre negli spazi del secondo piano del museo. La mostra è a cura di Gabriella Belli, ex direttrice MUVE che durante il suo mandato ha seguito le fasi della donazione con cui Gemma De Angelis ha voluto rendere pubblico il proprio patrimonio artistico, costruito dal 1994. Si tratta della più importante donazione dai tempi del lascito De Lisi Usigli, avvenuto nel 1961, che conferisce a Ca’ Pesaro una veste sempre più contemporanea. Sono in totale 105 le opere realizzate dal 1950 fino ad oggi dai protagonisti della scena artistica contemporanea, che testimoniano la passione della collezionista.
Nasce dal saper fare artigiano il nuovo spazio di Ca’ Select

Sorta all’interno di un ex laboratorio industriale di circa 700 mq nel Sestiere di Cannaregio a Venezia, a pochi passi dalla chiesa di Madonna dell’Orto, per opera delle maestranze artigiane veneziane, Ca’ Select, neonata casa del noto aperitivo, per la fine dell’estate riporterà parte della produzione del brand nella città d’origine. Nello specifico lo stabilimento è destinato alla lavorazione delle spezie di rabarbaro e ginepro. Il Select, che dal 1988 è entrato a far parte di Gruppo Montenegro, è composto da 30 erbe aromatiche, lavorate sapientemente secondo un processo lungo e articolato nel rispetto della ricetta originale degli anni Venti. Tra queste, appunto, spiccano le radici di rabarbaro, che conferiscono l’intensa nota amara, e le bacche di ginepro, che vengono macerate e distillate in purezza in maniera artigianale. Lo spazio però non sarà destinato solo alla produzione, ma è stato pensato anche come luogo iconico ed esperienziale per promuovere la cultura locale e le maestranze veneziane in chiave contemporanea, con l’obiettivo di valorizzare il profondo legame che da oltre cento anni unisce il brand a Venezia.
Curiosità e termini d’origine dogale: l’Appartamento del Doge racconta

Palazzo Ducale ha deciso di raccontare i suoi dogi attraverso storie e curiosità. L’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale a Venezia, precedentemente sede di mostre temporanee, è tornato a far parte del percorso espositivo con un nuovo allestimento ricco di opere mai esposte prima, a cura di Valeria Cafà e Daniele D’Anza, con il coordinamento scientifico di Chiara Squarcina, pensato per raccontare l’ultra millenaria storia di quella che è stata una delle figure istituzionali più solide e longeve di Venezia. L’Appartamento del Doge era il cuore più riservato del Ducale. Racchiudeva spazi di rappresentanza preclusi ai più, riservati a riunioni e udienze ristrette. L’aspetto attuale rinascimentale dell’appartamento risale alla fine del XVI secolo. Il nuovo allestimento intende presentare al pubblico la figura del doge. La Serenissima nel corso dei secoli ne elesse ben 120, a cominciare da Paoluccio Anafesto, nel 697. Il doge – dal latino dux, comandante militare di origine bizantina – è raccontato nel percorso attraverso un centinaio di dipinti e sculture, ma anche manufatti, mappe, testi manoscritti e a stampa, promissioni ecommissioni ducali, medaglie e monete.
L’intervallo infinito di Tagliapietra che fugge l’overtourism

Atmosfere completamente rarefatte di un non luogo lontano dal turismo. Incantano le fotografie “congelate” del fotografo Alessandro Tagliapietra, esposte alla Galleria della Gondola e dell’Ecosistema lagunare, adiacente a Campo San Trovaso a Venezia, che per la stagione estiva ha riaperto i suoi spazi espositivi. La mostra da titolo “Nowhere”, a cura della storica dell’arte Roberta Semeraro, fino al 30 settembre propone 12 fotografie realizzate con toni soffusi, sospese tra l’acqua e il cielo della laguna. Alessandro Tagliapietra, classe 1970, è muranese di nascita ma buranello d’adozione. È proprio nell’isola dei colori che nel 2018, dopo un lungo percorso di studio e perfezionamento, ha deciso di aprire il suo studio fotografico. Un mestiere, quello del fotografo, che porta avanti per passione parallelamente a quello di artigiano vetraio di terza generazione. Attratto fin da giovane dall’obiettivo, inizia a fotografare all’età di 19 anni specializzandosi poi nei servizi per matrimoni e nella post produzione, tanto da fondare il Fotoclub Obiettivo di Burano (FIAF) dove insegna corsi base di fotografia.
GAS: il risparmio è circolare per ambiente e persone


Si aderisce a un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) per risparmiare? «No, lo si fa per fare una scelta consapevole adottando uno stile di vita più sostenibile, andando contro alle regole imposte dalla moderna distribuzione dei prodotti, soprattutto alimentari – spiegano dal direttivo di Coltivarete, associazione e GAS di Mestre – ricerchiamo una sensibilità e attenzione ai prodotti che si è sviluppata sempre di più presso i produttori che selezioniamo e con cui collaboriamo>>.
Le ricerche, come l’ultima commissionata all’istituto SWG da parte dell’Osservatorio per la coesione e l’inclusione sociale nel 2022, rilevano che la popolazione italiana abbraccia il consumo responsabile per il 62,6%, più del doppio del 2002, «Spesso però rimangono vittime delle etichette di “biologico” ed “equosolidale”, non approfondendo l’origine e il modo in cui gli alimenti arrivano sulle tavole. Si fa fatica a far passare un diverso approccio al consumo oltre alla logica del supermercato, gli individui sono interessati ai prodotti più che a scelte di vita differenti», spiegano da Coltivarete.
Luciano Buggio: seconda vita agli scarti

.«La negatività della plastica diventa qualcosa di positivo, quando lavoro pezzi di bottiglie per trasformarli in fiori – racconta nella sua bottega Luciano Buggio, fra un colpo di pialla ad alcune cornici e uno sguardo fugace all’ingresso – il riciclo canonico, seppur positivo, spesso distrugge la memoria di un oggetto, il mio lavoro di “riciclatore” invece conserva gran parte dell’informazione di un manufatto, solo che ne mette in luce aspetti nascosti, in modo creativo, dando nuova vita a scarti».
Come è iniziato questo percorso? «Ho cominciato da bambino a Monfalcone, mio papà era falegname e devo aver ereditato da lui le mie capacità, non mi ha mai comprato giocattoli perché me li costruivo da solo, riciclando pezzettini di metallo che un artigiano meccanico buttava fuori dal suo laboratorio. Io li raccoglievo e li ricomponevo creando forme nuove. Poi a 11 anni sono venuto a Venezia perché segnalato da un’insegnante come bambino promettente, così ho potuto studiare al Convitto Nazionale Marco Foscarini e al Liceo Scientifico Benedetti, ma anche se mi sono laureato, dentro di me ho sempre voluto lavorare gli oggetti».
Ritorna a Venezia dopo 100 anni la Madonna dell’Angelo

«Maria è la prima discepola, prima di tutti gli uomini che hanno seguito Gesù, prima di tutti i discepoli, prima di Pietro, c’è Lei, c’è il Suo sì. Ai piedi della Croce Le viene affidato Giovanni. Quindi Maria ha una preminenza anche su quel discepolo che è rimasto fedele fino alla morte del Maestro. Dobbiamo guardare a Lei sempre, che siamo uomini donne, anziani e giovani, laici o chierici, religiosi o religiose, sani o malati, dobbiamo guardare a Lei». Sono le parole del Patriarca Francesco, pronunciate sabato scorso in occasione del ritorno della Statua del Santuario della Madonna dell’Angelo a Venezia per il centenario della sua benedizione.
La statua fu infatti benedetta dal Patriarca Pietro La Fontaine nel luglio del 1923, in Basilica della Salute, dopo la sua ricostruzione. Il simulacro del Santuario era stato distrutto da un incendio provocato dai ladri che il 31 gennaio del 1923 si erano introdotti all’interno rubando offerte e ornamenti. La comunità di Caorle fu molto scossa dall’evento e il Patriarca La Fontaine promise una nuova statua, che fu benedetta poi in luglio a Venezia e portata via mare a Caorle.
Don Renato: il bello delle mie 6 GMG

Il veneziano Don Renato Mazzuia: «Per me sarà la GMG numero 6». Dopo Colonia, Sydney, Madrid, Rio de Janeiro, Cracovia, tra pochi giorni, Lisbona. Non solo le tappe di un giro del mondo improvvisato, ma la sequela di un testimone del Vangelo. Don Renato, parroco della parrocchia di Sant’Antonio del Lido di Venezia, nonché vicario foraneo del centro storico, può considerarsi un veterano delle Giornate mondiali della Gioventù, prima con Papa Benedetto ora con Francesco.
Tra pochi giorni partirà per la sua sesta Giornata mondiale della Gioventù: da Colonia 2005 non ne ha saltata una, anche per i suoi precedenti incarichi pastorali diocesani, tranne Panama 2019. «La mia prima in presenza fu a Colonia nel 2005. Era appena arrivato Papa Benedetto, in presenza non ho incrociato quindi Giovanni Paolo II di cui però ho ricordi quando lo seguivo a queste Giornate stando davanti alla televisione, su tutte quella di Roma 2000. Sono esperienze che rimangono indelebili».
La Pastorale universitaria riscopre Venezia con gli studenti
